sabato 27 dicembre 2014

#Goldin a #Treviso, quanto ci costi?

www.museicivicitreviso.it
Lungi da me "remare contro" ma qualche domanda sorge spontanea dopo la pubblicazione di questa delibera, del 19 dicembre scorso, che avvia i lavori per la "grande rivoluzione" dei Musei di Santa Caterina...

Si tratta infatti di lavori che costeranno al Comune di Treviso oltre 1 milione di euro e che sembra debbano essere realizzati con grande urgenza.
La variazione di bilancio approvata a fine novembre per trovare le risorse necessarie alla rivoluzione, inoltre, ha penalizzato altri capitoli di spesa assai importanti, come ad esempio il sociale.
Tuttavia i dubbi non si limitano a questo...

Pare infatti che questi lavori così urgenti, tanto da pubblicare le delibere e mandare le comunicazioni relative durante le festività natalizie, non siano per rinnovare la struttura del museo, che non è certo fatiscente o degradata, considerati gli interventi fatti anche di recente, quanto piuttosto per soddisfare le esigenze del famoso organizzatore di mostre Goldin che tanta notorietà aveva dato a Treviso e che si preannuncia ne conferirà nuovamente alla nostra città.


Ciò che lascia davvero perplessi è che i succitati lavori serviranno a creare una sorta di museo nel museo, con sale espositive dedicate esclusivamente alle mostre di Linea d'Ombra che richiederanno, inoltre, una biglietteria indipendente, un percorso di accesso riservato, un nuovo guardaroba, ecc.
Tutto ciò, però, sottrarrà inevitabilmente spazi all'attuale complesso di Santa Caterina dei Musei Civici di Treviso.

Vediamo quali:

  • andrà persa l'aula didattica dove avrebbero dovuto continuare a tenersi laboratori con le scuole di Treviso e Provincia, dalle elementari alle superiori, almeno fino a fine giugno 2015 sulla base di una convenzione ancora in essere stipulata dal Comune di Treviso;
  • andrà persa la sala conferenze recentemente intitolata a Clara Rosso Coletti;
  • la sezione archeologica si vedrà in parte occlusa per garantire un percorso dedicato al museo "privato" nel museo "pubblico"...
  • le sale espositive che ora ospitano le opere di Arturo Martini e di Carlo Conte saranno svuotate, come pure sarà dimezzato lo spazio per la pinacoteca che ospita dipinti dal '400 al '700...
Il "trasloco" delle opere, il cui costo potrebbe aggirarsi sui 25.000 euro, prevede, inoltre, lo spostamento al museo Bailo che però, dopo i lavori di ristrutturazione, non sarà che "al grezzo", cioè senza idonei sistemi di conservazione di queste opere.
Sarà inoltre fortemente ostacolato l'accesso tra il museo (quello che "resterà" comunale) e l'attuale deposito di Santa Caterina, il cui adeguamento è costato centinaia di migliaia di euro.
Paradossalmente nei lavori che avranno inizio non sembra compresa la sistemazione del deposito temporaneo di opere presente all'ultimo piano del Museo e che presenta ancora problemi di infiltrazioni.

Non c'è da dubitare che il "tavolo" di progettazione abbia pensato già a tutto, ma certamente sfugge la logica di realizzare così ingenti e urgenti trasformazioni per ottenere una sorta di doppio museo, tra l'altro con una sezione (quella del partner privato) che "sacrifica" l'altra (quella del Comune).
Il cronoprogramma delle attività di ristrutturazione del museo Bailo, infatti, dovrebbe garantire la possibilità di attrezzare in tempi ragionevoli quella sede secondo le necessità delle "grandi mostre" di Treviso, magari risparmiando pure qualcosa e senza rischiare di disperdere i risultati che in questi anni sono stati costruiti e raggiunti da chi opera al Museo di Santa Caterina e che meriterebbero di essere stimolati, propagandati e ampliati e non certo "sacrificati" sull'altare della "grande firma".

martedì 23 dicembre 2014

Aeroporto di #Treviso e vendita delle quote di #AerTre Spa: perché?

Il Gazzettino, 23-12-2014
In questo articolo si afferma che il Comune di Treviso ha avviato un tavolo dove affrontare, anche, la questione dell'aeroporto Canova.

L'ennesimo tavolo, tanto che proporrei di chiamare Treviso "table city" altro che "smart city"...

Al di là delle battute appare del tutto irrazionale quanto accaduto ieri, lunedì 22 dicembre, in Consiglio comunale quando si è discusso, tra gli altri provvedimenti, della eventuale cessione delle azioni che il Comune detiene nella società AerTre Spa che gestisce l'aeroporto Canova di Treviso e di cui il socio privato SAVE detiene l'80%.

La Maggioranza in Consiglio comunale che rappresenta la "nuova" Amministrazione, infatti, ha contemporaneamente sottoscritto un ordine del giorno che afferma "l'unica possibilità che questa amministrazione ha di tutelare gli interessi dei cittadini è quella di partecipare e di influire sulle scelte decisive di chi amministra e gestisce l'aeroporto" ma poi ha scelto, per motivazioni "contabili", di vendere le proprie quote di AerTre.

La schizofrenia di questo comportamento è evidente.

Come schizofrenica è l'apertura di un tavolo in cui SAVE, che controlla AerTre, è semplicemente un invitato mentre, allo stesso tempo, si rinuncia a sedere nel Consiglio di Amministrazione di AerTre, accanto ai rappresentanti di SAVEcon i rappresentanti del Comune di Treviso nominati dal Sindaco, di cui abbiamo scritto già molto tempo fa.

Le ragioni che mi portano a questo giudizio penso vi possano essere ancora più chiare leggendo quanto ho espresso in uno dei miei interventi in merito, durante la seduta del Consiglio di ieri.
Ho sostanzialmente detto questo:

"In commissione consiliare nella seduta di martedì 16 dicembre scorso ho sentito più o meno affermare che il Presidente di AerTre, che è nominato dal Sindaco, insieme ad altri 2 dei 9 membri del Consiglio di Amministrazione (CdA), non conta nulla o quasi, se si eccettua la convocazione delle assemblee e poco altro
In totale abbiamo 4 consiglieri del CdA di nomina pubblica su un totale di 9, essendo uno dei 4 indicato dalla Camera di commercio.

Perciò sembra scontato scegliere l’opzione della totale cessione delle azioni AerTre (si tratta di poco meno del 2,7% che pure dà la possibilità di nominare un terzo del CdA) anche a fronte del parere fornito dagli Uffici, in cui si citano i risultati economici della società nel 2008-2013 che, nel complesso, sono negativi. Peraltro tale risultato di bilancio ha un andamento altalenante negli ultimi 3 anni. Sulla serie 2008-2013 comunque, e conseguentemente al dato precedente, è stato registrato anche un calo del valore della proprietà azionaria del Comune (siamo attorno a 370.000 euro). 
Il parere degli uffici comunali, inoltre, suggerisce la dismissione anche perché la quota del Comune di minoranza non permette di influire sulle decisioni societarie e perché sono scarse le informazioni fornite da AerTre. In più sono ricordate le irregolarità segnalate dalla Corte dei Conti del Veneto.

In particolare la Corte dei Conti, visto anche l’indebitamento di AerTre verso la controllante privata SAVE per la realizzazione di investimenti per circa 19 milioni di euro, tra cui la realizzazione della nuova pista nel 2011, raccomanda “di effettuare un costante e approfondito monitoraggio, considerata la denunciata (dal Comune di Treviso) scarsità delle informazioni fornite dalla partecipata" (informazioni circoscritte ai soli documenti portati all'approvazione dell’assemblea dei soci).

Orbene da dove può sorgere il dubbio sulla decisione di vendere o meno le quote?

Intanto sappiamo che AerTre conta di ampliare enormemente il traffico e l’aeroporto Canova (il famigerato Master Plan) ma su questo il Comune di Treviso non pare abbia ancora preso alcuna posizione chiara, nonostante l’anno e mezzo abbondante di “nuova" Giunta
Al riguardo forse sarà risolutivo l’incarico professionale che è stato deciso di conferire per una cifra di 20.000 euro per un’elaborazione tecnico scientifica che si suppone voglia essere resa al Ministero entro il 31/12/2014 nel quadro della procedura di VIA. Peccato che nel frattempo è stato rilasciato il giudizio favorevole di compatibilità ambientale per il Master Plan da parte della Regione Veneto [ndr. nonostante i reiterati pareri negativi della Commissione VIA nazionale].

Non solo, in base allo statuto della società AerTre, il Consiglio di Amministrazione (che se non sbaglio è cosa diversa dall'assemblea dei soci citata nelle indicazioni della Corte dei Conti del Veneto citate prima), è investito “in via esclusiva della gestione ordinaria e straordinaria della società, senza eccezione di sorta, ed ha la facoltà di compiere tutti gli atti che ritenga opportuni per l’attuazione ed il raggiungimento degli scopi sociali, esclusi soltanto quelli che la legge e lo statuto riservano all'Assemblea" (la stessa assemblea prima citata).

Aggiungo che “la rappresentanza in giudizio di fornite a terzi spetta al Presidente del CdA o agli altri membri del Consiglio in relazione alle loro funzioni e ai poteri ad essi delegati”.

Perciò tutta questa scarsità di efficacia di 3 su 9 consiglieri del CdA, tra cui uno è il Presidente del CdA e che rappresenta legalmente la società, è davvero incredibile.

Come è incredibile che in un ordine del giorno della maggioranza approvato a marzo scorso venisse sancito:
  • il comune di Treviso promuoverà interventi vari, quali azioni giuridiche e amministrative, affinché nel territorio comunale sia rispettato il numero massimo di voli decretato nel 2007 dal Ministero dell’Ambiente […]” (i famosi 16.300 voli annui)
  • l’“impegno affinché i rappresentanti comunali all’interno di AerTre provvedano a ritirare eventuali ricorsi giacenti al TAR o altro organismo […] afferenti il numero dei voli autorizzati”
Ora, se il Consiglio di Amministrazione non è uno degli strumenti per raggiungere i suddetti scopi e se il Presidente del CdA, che rappresenta legalmente la società ed è nominato dal Sindaco di Treviso, non risulta abbia ritirato alcun ricorso [ndr. e neppure chiesto di farlo] o altro c’è da chiedersi se il problema sia l’organizzazione della società (la governance come va di moda chiamarla) o forse chi è stato nominato in quelle posizioni?

Un indizio per rispondere forse viene da una recente vicenda e dalle dichiarazioni riportate dai quotidiani. Un membro del Consiglio di amministrazione di AerTre dopo avere annunciato le proprie dimissioni le ha ritirate affermando di essere stato convinto dal patron di SAVE, cioè del socio privato di AerTre che detiene l’80% di azioni. Lo stesso consigliere che afferma che al Canova non vi sono voli fuorilegge.

Quindi il problema non è tanto se sia utile per la città di Treviso detenere meno del 3% di Aertre e di poter nominare il Presidente e un terzo del CdA, il problema è se il Sindaco, che nomina quei membri, e se i membri scelti siano in grado di tutelare e perseguire gli interessi della collettività...
Forse non sorprende, dunque, che la commissione abbia votato all'unanimità la vendita delle quote.

Poiché comunque la tutela dei cittadini di Treviso, della loro salute e dell’ambiente, dipende prima che dagli strumenti a disposizione dalla volontà di utilizzarli non parteciperò al voto su questa delibera che non pone la vera domanda a cui sarebbe necessario dare risposta."

A fronte del successivo dibattito e con la volontà di sottolineare quanto fosse per me sbagliato rinunciare a uno strumento, sicuramente più efficace di un tavolo di concertazione, per incidere sulle scelte che riguardano un'infrastruttura fondamentale per il nostro territorio, ho votato in maniera specifica per il mantenimento delle quote di AerTre Spa.

Poi, dopo avere preso atto della quasi unanime indicazione opposta da parte della maggioranza, non ho partecipato, come avevo preannunciato, al voto in merito alla Deliberazione che ha recepito l'indicazione di vendere le quote e che trattava anche di altre società partecipate del Comune di Treviso.

mercoledì 17 dicembre 2014

#Aeroporto Canova di #Treviso e la necessità di controlli

La Tribuna, 16-12-2014
Dopo aver letto questo articolo di giornale mi chiedo cosa sia cambiato dallo scorso 26 febbraio quando i rappresentanti di SEL in Consiglio comunale di Treviso non hanno votato la mozione che avevo presentato allo scopo di utilizzare per l'approfondimento della conoscenza sugli impatti ambientali e sanitari dell'aeroporto Canova parte dei 2 milioni di euro incassati dal Comune di Treviso come socio di SAVE.

La mia richiesta comprendeva la valutazione delle "attività necessarie per svolgere, in collaborazione con Arpav e ASL, monitoraggi completi, significativi e affidabili delle conseguenze ambientali generate dall'aeroporto Canova di Treviso".

Evidentemente essere in minoranza concede libertà inimmaginabili rispetto a chi governa un ente locale...

O forse c'è poco coordinamento tra i rappresentanti di uno stesso partito .

O forse io avevo precorso troppo i tempi...
Perciò, forse, devo solo restare in attesa di vedere riproposto da SEL in Comune a Treviso un ordine del giorno simile al mio. In tal caso sarò prontissimo a sostenerlo.

p.s. nel lontano 26 febbraio di tutti i consiglieri presenti e votanti, solo Maristella Caldato, consigliera di maggioranza, ha sostenuto la mia mozione...

domenica 14 dicembre 2014

IV lotto della tangenziale e quartiere San Giuseppe di #Treviso: qualche numero

Il Gazzettino, 09-12-2014
In questo articolo trovate una sintesi dei contenuti della relazione dello studio incaricato dalla "nuova" Amministrazione di Treviso per valutare il IV lotto della tangenziale.

Non sorprende che si concluda che il IV lotto serve come vi ho già scritto.

Quello che vi mostro oggi è uno zoom sulla via Noalese in corrispondenza della rotonda sotto la tangenziale delle due mappe della relazione TRT che riportano le simulazioni dei flussi dei veicoli nell'orario di punta del traffico nello stato attuale e in quello dopo la realizzazione del IV lotto.

La definizione dell'immagine è quel che è ma lascio a voi valutare se e quanto San Giuseppe trarrà giovamento dalla sola realizzazione del IV lotto della tangenziale, senza altri interventi come ad esempio quello annunciato di deviare il traffico pesante utilizzando semplici indicazioni stradali, per stabilizzare un risultato ottenuto "per caso" ad agosto.

Simulazione dello Stato di Fatto – Flussi veicolari ora di punta mattutina
Simulazione dello Scenario Futuro, IV lotto Tangenziale – Flussi veicolari ora di punta mattutina
Con l'incarico a TRT la "nuova" Amministrazione di Treviso è riuscita a esaminare il tracciato di Veneto Strade, giustificare un tracciato "misto", più o meno coincidente con quello che anni fa aveva proposto la Lega, ma non abbiamo alcun elemento per rispondere alla domanda che mi ero posto già 11 mesi fa: è davvero necessario e utile spendere 54 milioni di euro per il IV lotto della tangenziale rispetto a quello che si potrebbe fare in alternativa?

Come vi ho scritto, questa non è la domanda che si può o si vuole porre la "nuova" Amministrazione di Treviso...


IV lotto della tangenziale di #Treviso: alcune considerazione e un pronostico

La Tribuna, 09-12-2014
Il quotidiano di settimana scorsa ha dedicato molto spazio alla vicenda della mobilità in città, inclusi il IV lotto della tangenziale e la relazione predisposta dallo studio TRT incaricato dalla "nuova" Amministrazione di Treviso.

Venerdì scorso si è tenuta la Commissione territorio con l'illustrazione delle conclusioni della relazione e del "nuovo tracciato" che sembrava quasi "segreto".

Dal dibattito sono emersi alcuni punti che mi hanno colpito e che vi riporto qui di seguito.

  • Il tracciato proposto dalla Giunta Manildo ricalca quasi esattamente ciò che aveva proposto in sede di Conferenza di Servizi qualche anno fa la Lega esprimendo parere non favorevole al tracciato deciso da Veneto Strade. La proposta della Lega di allora e della Giunta Manildo oggi, ricalca il tracciato previsto dal piano regolatore (PRG) di Treviso per la prima parte e solo dalla ferrovia alla strada feltrina segue il tragitto di Veneto Strade e prevede la realizzazione di due rotatorie all'uscita in zona Lando.
  • Assumendo che il numero di veicoli in circolazione rimangano quelli attuali, con il IV lotto un po' di traffico viene spostato dall'ultimo tratto della Noalese e da nord di Treviso sul nuovo tratto di tangenziale.
  • Per migliorare la mobilità di Treviso sarebbe necessaria una serie articolata e integrata di interventi anche sul fronte della mobilità sostenibile: percorsi ciclopedonali, restringimenti di carreggiata, ecc. ma intanto ci sono 54 milioni di euro per fare le tangenziale e quindi conviene farla poiché, in ogni caso, porta dei vantaggi.
  • Sindaco e Assessore alle attività produttive di Treviso stanno discutendo con Veneto Strade per cambiare il tracciato senza riprendere la procedura amministrativa dall'inizio.
  • L'attuale PRG di Treviso, come detto sopra, riportava un tracciato che, in parte o in toto, sarà diverso e perciò sarà necessario approvare una variante urbanistica per realizzare l'opera e per procedere agli espropri dei terreni privati. Peraltro anche per il vecchio tracciato, essendo già trascorsi 5 anni dall'approvazione del PRG, sono scaduti i "vincoli preordinati all'esproprio", sia a Treviso che a Paese, perciò dovranno essere riavviate le relative procedure.
  • La realizzazione della nuova area commerciale alla ex Marazzato genererà un traffico sulla Noalese che sarà per il 70% circa, stimato grossolanamente dagli Uffici comunali, di nuovi veicoli che prima non percorrevano quella zona (nuovo traffico). In confronto il calo di veicoli che permetterà il IV lotto della tangenziale potrebbe essere poca cosa.
  • Anche quando ci sarà la nuova superstrada Pedemontana, per la quale non sembrano essere note le stime di traffico, il IV lotto di tangenziale potrà scaricare (non si s quanto) il flusso di mezzi che altrimenti potrebbero attraversare il centro della nostra città.
  • Quando si prolungherà la tangenziale anche a nord fino quasi all'autostrada si potrà avere un alleggerimento anche superiore rispetto a quello ora stimato con il solo IV lotto.
  • Trattandosi di un progetto preliminare ogni valutazione di tipo ambientale o di dettaglio è rinviata al progetto definitivo.

Mi sembra di potere affermare che la questione viene così posta: ci danno 54 milioni di euro per fare un tratto di circa 3,5 km di strada che, in un modo o nell'altro, migliorerà la mobilità di Treviso, vogliamo rinunciarci?

Non ci si pone la domanda se si possano usare meglio queste risorse o se ci siano altre e diverse priorità per la nostra città o anche solo se quel miglioramento sarà "percepibile".
La domanda, invece, è secondo me centrale come scrivevo quasi un anno fa...

Di certo non si prende minimamente in considerazione un approccio, totalmente opposto, proposto dal prof. Giacomini nel seminario di sabato 13 dicembre alla Chiesa votiva: introdurre nel campo dei trasporti il concetto di efficientamento di quanto c'è già, senza necessariamente costruire nuove e costose opere e infrastrutture, privilegiando le modalità di spostamento più sostenibili e migliorando la qualità della vita, soprattutto di quei soggetti fino ad ora più penalizzati.

Un dibattito come è stato posto in Commissione non può che avere un'unica risposta, la stessa che abbiamo già visto per la Nuova Cittadella della Salute, per il Piano di Assetto del Territorio (PAT), per il Piano di rischio aeroportuale del Canova, il progetto di riqualificazione della ex Provincia, si farà più o meno esattamente quanto era stato deciso e programmato dalle giunte leghiste del passato.
Saranno, quindi, ancora una volta, confermate e realizzate le scelte fatte nel "ventennio buio", come lo definisce ancora oggi il centrosinistra che ora governa la nostra città, in perfetta continuità con il passato, nonostante una campagna elettorale fondata sulla promessa di cambiamento.

Al di là delle belle parole, inglesi e italiane, sono convinto che il cambiamento di questa Amministrazione comunale si vedrà solo su aspetti marginali...

giovedì 11 dicembre 2014

Nuova Cittadella della Salute di #Treviso: "Peggio della Lega, solo il Pd"

http://vvox.it/
Vi segnalo sull'argomento Nuova Cittadella della Salute di Treviso un articolo della testata Vvox che comincia così:

"Dare a Gnocchi quel che è di Gnocchi: al consigliere comunale di Treviso, ex Cinque Stelle ora gruppo misto, Alessandro Gnocchi va dato atto di essere stato l’unico a condurre una battaglia senza se e senza ma contro il project financing della nuova “Cittadella della Salute” [...]"

Trovate il resto dell'articolo qui.

Il precedente articolo intitolato Treviso e il "Partito unico sanitario", sempre del Direttore Alessio Mannino, è altrettanto interessante.

Buona lettura.

Ruggero Ruggeri e Alice Biba

 di Mirco Venzo

Due artisti antitetici, usando le parole del curatore dell’esposizione Daniel Buso, hanno esposto da fine novembre ai primi di dicembre a Ca’ dei Carraresi nel 5° spazio riservato agli artisti emergenti.

Ruggero Ruggeri - opere
“Strange Days” il progetto fotografico di Ruggero Ruggeri nasce dopo aver visto il famoso cortometraggio di Chris Marker “La jetée” (1962).
“Ispirato da questo lavoro che parla di un viaggio, anch'io ho deciso di stimolare un percorso “onirico” cogliendo degli scatti da dei video. Le immagini volutamente confuse, obbligano lo spettatore a utilizzare la fantasia o il suo vissuto per completarle e portarlo altrove”.
Un lavoro che rientra nell'area dell’arte concettuale quello del fotografo, campo da cui pare essere lontana la scultrice che presenta figure spesso molto sensuali.

Alice Biba - "Il bacio"
Alice Biba realizza le sue sculture in creta. Esse hanno come protagonista sempre la donna.

Il curatore Buso nella sua presentazione ci spiega che in tutte le sculture esposte vede un’energia in esplosione che deve raggiungere il suo apice, paragonabile a quella che si ha durante l'adolescenza.

Un'unica opera pare aver completato questo percorso, abbandonando la tensione energetica per adagiarsi in un stabile e sereno equilibrio.

E’ il volto di Emma, la figlia dell’artista.


domenica 7 dicembre 2014

Mobilità e Ambiente a sud di #Treviso: sabato 13/12/2014 ore 17, Cinema Teatro Aurora (TV)

Un incontro pubblico interessante.

MOBILITA' E AMBIENTE A SUD DI TREVISO

Sabato 13 dicembre 2014 ore 17.00

presso il Cinema Teatro Aurora
Via Venier 32 a Treviso

con:

Francesco Mezzavilla – faunista e naturalista
aspetti ambientali più rilevanti della zona sud-est di Treviso

Carlo Giacomini - docente IUAV di Venezia
proposte per una mobilità diversa ed integrata a sud di Treviso

Roberto Pignatiello - presidente Federazione Italiana Amici Bicicletta Treviso
ipotesi di valorizzazione della mobilità lenta tra i quartieri sud di Treviso

venerdì 5 dicembre 2014

#SAVE e i suoi aeroporti, compreso il Canova di #Treviso

La Tribuna, 27-11-2014
Mi hanno segnalato questo articolo interessante.

Da parte mia vi faccio notare le poche parole sul Comune di Treviso, presente come azionista della società SAVE, che non fiata...

Forse conoscete anche voi il detto: "chi tace acconsente"...

Il silenzio della "nuova" Amministrazione di Treviso, infatti, è assordante sul tema dell'aeroporto Canova
già dal 26 febbraio scorso...

...fino ad arrivare al 29 novembre scorso, data della serata di informazione del Comitato Aeroporto di Treviso, a cui erano presenti il Sindaco di Quinto di Treviso e il Sindaco di Zero Branco ma non il Sindaco di Treviso...

giovedì 4 dicembre 2014

Numeria ed ex Provincia di #Treviso: epilogo

Come già raccontato dai quotidiani e senza sorprese per nessuno il Progetto Numeria è stato approvato nella seduta del 28 novembre anche dal Consiglio comunale, dopo esserlo stato già dalla Giunta.

In realtà qualche voce critica si è sollevata anche dalla Maggioranza.

Il Gazzettino, 30-11-2014

Durante la seduta è stato anche presentato e approvato un emendamento, sempre della Maggioranza, che chiede di documentare fotograficamente con una elevata fedeltà l'attuale edificio prima che venga  parzialmente demolito e modificato, con ciò riconoscendo la perdita, anche architettonica, per la città.

La giustificazione di tale perdita: "non si poteva fare altrimenti..."

Come sapete, la penso molto diversamente.
Infatti nel mio intervento in Consiglio ho all'incirca pronunciato queste parole:

Ciò che mi sorprende di più è l'assenza di coraggio di questa Amministrazione.

Sento troppo spesso la motivazione che è colpa degli altri.

Dopo tanti, troppi, annunci elettorali abbiamo visto solo qualche provvedimento di indirizzo o simbolico ma quando si doveva passare ai fatti concreti non abbiamo visto la decisione, il piglio, che ci si sarebbe aspettati da chi doveva, così si è presentato, portarci fuori dal ventennio di buio.

Qualche esempio...

Il PAT per ora non è stato minimamente cambiato nella sostanza, confermando, solo con minore incisività, la già prevista riduzione alla prima variante al piano degli interventi (PI) della capacità edificatoria residua. Tanto che si parla ancora del "PAT della lega".

Per il piano di rischio aeroportuale abbiamo ottenuto, ancora una volta, solo un atto di indirizzo perché i contenuti sono stati interamente confermati rispetto all'elaborato "della lega" dopo un anno e mezzo di "attesa", solo in parte dovuta al "ritardo" del pronunciamento di ENAC.

Sulla nuova Cittadella della Salute abbiamo visto qualche modifica del tutto marginale a fronte della totale obliterazione di ogni osservazione pervenuta dai cittadini, salvo qualche virgola, alla faccia della partecipazione e, ancora una volta, alla faccia dei provvedimenti di indirizzo votati da questo Consiglio comunale.

Per tornare a Numeria: ho sentito dire che il "piano casa ter" è legge e dunque nulla si può fare e quindi ancora grazie che ci concedono qualcosa e, per questo, si riconosce il beneficio pubblico.

Ricordo però che a febbraio scorso questo Consiglio comunale aveva dato mandato al Sindaco di presentare una proposta di legge regionale perché, nelle motivazioni, si riteneva che "il piano casa ter" fosse incostituzionale e che fosse deleterio per gli aspetti di tutela ambientale e sociale della città rappresentando una deroga troppa estesa e automatica. Dopo 7 mesi non ho saputo di azioni concrete attuate dal Sindaco ma, piuttosto, ho sentito in commissione consiliare che il "piano casa ter"c'è e ce lo teniamo così com'è. Ciò dimostra che gli atti di indirizzo restano lettera morta per quanto riguarda le questioni davvero importanti.

Ma il provvedimento di oggi compie un'altra scelta, a mio giudizio, sbagliata; con quello che definirei lo specchietto per le allodole delle sale pubbliche e di qualche parcheggio, si sancisce, ufficialmente, per iscritto, che:
  • il "piano casa ter" è pienamente operativo,
  • nella ex Provincia, a poche centinaia di metri dal Duomo di Treviso, può entrare una media struttura di vendita in quanto funzionale al cambio di destinazione d'uso a residenziale, 
  • si possono tranquillamente realizzare almeno due piani interrati, nonostante la presenza di una falda a limitatissima profondità e nonostante, anche qui, alcune osservazioni al PAT che evidenziavano la delicatezza di tali interventi,
  • e, infine, gli unici vincoli sono l'altezza di edifici circostanti, con una interpretazione della norma che consente un aumento di volumi di oltre 3000 metri cubi, e il mantenimento di alcune sale.
Tra l'altro si accetta esplicitamente che il privato possa recedere dall'accordo se non fossero accolte tutte le sue richieste, senza porre alcuna clausola di autotutela del Comune rispetto alle concessioni fatte.

In sostanza si scrive nero su bianco che ogni contenuto della richiesta privata è non solo legittima ma è accettabile e viene acconsentita, senza nessuna subordinazione "di principio" all'interesse pubblico.

Con la dichiarazione di interesse pubblico, cioè, si concede un iter amministrativo condiviso, agevolato, diverso dall'ordinario, a fronte della cessione di alcune sale e poco altro.

Il privato, quindi, cede delle sale per avere un iter amministrativo facilitato, ma così, in realtà, ottiene un provvedimento che afferma, nelle premesse e nelle motivazioni, che l'intervento può essere realizzato come proposto. Pertanto, qualora non si giunga a una convenzione soddisfacente, il privato potrà tenersi le sale e agire di iniziativa autonoma e come vuole, decadendo qualsiasi possibile ragione tecnico discrezionale ostativa. Infatti le ragioni tecnico discrezionali sono già esplicitate con questo provvedimento, in senso pienamente favorevole al privato. A ciò segue che lo svantaggio potenziale per la mancata sottoscrizione della convenzione è solo per il Comune.

Pertanto si riproporrà, in fase di definizione della convenzione, il "ricatto" di oggi, con l'aggravante di non disporre di alcun margine di discrezionalità tecnico amministrativa per "resistere" alle pretese del privato. 
L'aggravante, cioè, di avere oggi, con l'approvazione di questo provvedimento, spezzato ogni freccia al proprio arco, all'arco di chi dovrebbe tutelare l'interesse collettivo.