giovedì 31 luglio 2014

Consiglio comunale di #Treviso, tema #3: la pedonalizzazione

Siamo al terzo resoconto del Consiglio comunale di venerdì 25 luglio scorso che ha affrontato serie di argomenti scottanti di cui vi sto raccontando a puntate.

Oggi vi scrivo del progetto di pedonalizzazione e di competitività territoriale



Il confronto in Consiglio è stato, come spesso accade, solo una rappresentazione perché tutto è già deciso. Anzi, sarebbe meglio dire che tutto è deciso ma non si sa bene che cosa.
Basta, infatti, leggere il parere contabile allegato alla Deliberazione che è stata votata per scoprire che solo alcune azioni previste dal progetto, poche aggiungo io, sono realmente finanziate. Per tutto il resto, rinnovamento delle piazze, investimenti, non si sa se si troveranno le risorse o, addirittura, non si ha neppure una stima di quante risorse serviranno.

Nel testo del provvedimento votato in Consiglio si legge, candidamente, che

la riqualificazione delle piazze non è nel Documento Unico di Programmazione (DUP), cioè nel documento che definisce le attività programmate dal Comune accanto alle risorse economiche necessarie. E non compare nemmeno nel DUP riferito agli anni 2015-2018 che è stato approvato sempre nel Consiglio comunale di venerdì scorso.

Al momento sappiamo solo che non si attuerà nessuna delle azioni per le quali non si sarà stati in grado di trovare le risorse necessarie.
Si è, perciò, ignorata la richiesta di introdurre limitazioni e divieti di accesso alle piazze almeno in contemporanea con la riqualificazione degli spazi e dell'arredo urbano.

Un esempio su tutti, già a luglio-agosto (cioè oggi) è confermata l'estensione della zona a traffico limitato (ZTL) a Ponte S.Francesco, via Campana, Piazza S. Vito, via Municipio, Piazza Rinaldi.
Mentre sono da confermare la progettazione e la realizzazione degli interventi del quadrante Ponte S. Francesco, Via Campana, Piazza Rinaldi, Piazza Teatro Dolfin e Piazza S. Vito. La cosa non sorprende considerando che, anche facendo lavorare tutti i volontari politici gratis, sono stimati costi per oltre 1 milione di euro.

Ancora una volta il grande dialogo che doveva esserci con i cittadini e con i consiglieri comunali è rimandato o dimenticato
La totale chiusura rispetto al contributo dei consiglieri di minoranza è stata dimostrato dal fatto, da me previsto all'inizio della seduta, che gli emendamenti e gli ordini del giorno da noi presentati sono stati tutti respinti.
Per contro, nonostante le critiche della Giunta e le accuse che ci hanno rivolto di un atteggiamento preconcettualmente ostile, io stesso ho votato a favore di un emendamento della maggioranza per introdurre alcuni temi sul rilancio della nostra città e ho anche sottoscritto un ordine del giorno della maggioranza sulla necessità di individuare strumenti e strategie per riportare residenti nel centro storico.

Nessuno tra Giunta e Maggioranza, invece, ha preso in considerazione la richiesta di limitare l'orario ed escludere i giorni feriali dall'efficacia delle ZTL. Tra l'altro si parla solo di ZTL perché di vera e propria pedonalizzazione non c'è traccia.

Per quanto riguarda i cittadini, poi, la partecipazione si è risolta in 3 incontri pubblici ai quali o non era presente quasi nessuno o hanno partecipato i commercianti, non certo entusiasti di questa iniziativa dell'Amministrazione, e che in teoria rappresentano l'unica categoria coinvolta nei cosiddetti focus group.
I questionari on-line compilabili sul sito del Comune  avevano per lo più risposte a dir poco "preconfenzionate" del tipo: vuoi una città bella, verde, ricca e lucente? Sì, no, forse.

Nel provvedimento approvato venerdì si è fatto il bel gesto di introdurre "percorsi partecipativi" per la riconversione di Piazza e Giardini di S. Andrea, Piazza S. Leonardo, Piazza S. Maria dei Battuti, Corte S. Parisio e sui percorsi verdi - parco urbano e collegamento sistemi quartieri, oltre che sui grandi temi (concorsi di idee progettazione, nuova residenza, fiumi, piazze, illuminazione pubblica, urban center).
Non si dice nulla, però, di come verrà realizzata la partecipazione; è certo solo che non sono previste né ipotizzate risorse dedicate. Ciò implica la quasi certezza che si ripeterà quanto abbiamo visto fino ad ora: finta partecipazione
Non è un caso se la categoria più inferocita contro le decisioni prese è quella con la quale sono stati realizzati i soli focus group realizzati dall'Amministrazione
Il pubblico presente nel Consiglio comunale di venerdì lo ha sonoramente dimostrato

Questo conferma, per di più, come gli ordini del giorno e le mozioni, della stessa maggioranza, spesso restino lettera morta.

mercoledì 30 luglio 2014

Comune di #Treviso: la schizofrenia continua, un'altra esperienza positiva messa in discussione. Il festival Suoni di Marca


Numerose le reazioni in difesa della manifestazione Suoni di Marca rispetto alle controverse dichiarazioni del Vice Sindaco Roberto Grigoletto.
Vi ricordo, infatti, che c'era stata una commissione consiliare, proprio da me auspicata, in cui erano stati sentiti gli organizzatori di tre importanti manifestazioni assai preziose per la nostra città:
Home Festival, Treviso Comic Book Festival e, appunto, Suoni di Marca.

Bene, dunque, che ci si ricordi di quella commissione e dell'unanime valutazione positiva espressa da tutti i consiglieri presenti per queste tre manifestazioni.

Speriamo ora che la maggioranza si ribelli a certi atteggiamenti incomprensibili di alcuni membri della Giunta anche per quanto riguarda la preziosa esperienza degli Orti botanici di Treviso e il triste epilogo della vicenda.

Consiglio comunale di #Treviso, tema extra: gli Orti botanici

Siamo a un altro resoconto del Consiglio comunale di venerdì 25 luglio scorso che ha affrontato serie di argomenti scottanti di cui vi sto raccontando a puntate.

Questa volta, però, è la cronaca di quanto non è successo ma arricchito da ciò che è accaduto ieri, martedì 29 luglio.

Per una modifica dell'ordine dei lavori del Consiglio comunale è saltata la replica alla comunicazione del Sindaco sulla sua osservazione al PAT ma sono saltate anche le cosiddette "dichiarazioni di apertura seduta". Si tratta delle comunicazioni che i consiglieri rivolgono ai colleghi, alla Giunta e al pubblico su fatti che ritengono importanti per la nostra città.

Venerdì in Consiglio io avrei parlato degli Orti botanici di Treviso di cui vi ho scritto nei giorni scorsi e di cui è stato scritto sui giornali in più occasioni.

Ieri martedì 29 luglio, inoltre, siamo stati con i consiglieri Mario Conte e Giovanni Gajo all'ingresso dell'orto botanico Francesco Busnello, lì abbiamo incontrato il prof. Anselmi dell'Accademia Trevigiana del Territorio che ha gestito negli ultimi 30 anni questi spazi.

Dovete, pertanto, conoscere alcune informazioni importanti.
Al solito noi consiglieri di minoranza abbiamo saputo solo dai giornali le decisioni della Giunta sul destino degli orti botanici di Treviso. 

La notizia è apparsa sul quotidiano del 23 luglio e il giorno dopo 24 luglio è stato pubblicato un "bando" sul sito internet del Comune.


Faccio presente che più che di bando si tratta di un "Avviso pubblico per l'acquisizione di manifestazioni di interesse per procedere all'affidamento della riqualificazione e gestione degli Orti Botanici".

Questo bando, evidentemente scritto in fretta e furia, afferma contemporaneamente che:
"il presente avviso e la successiva ricezione delle manifestazioni di interesse non vincolano in alcun modo l'Amministrazione";
ma anche che:
"l'Ente si riserva di procedere [...] e di aggiudicare il servizio anche in caso di ricezione di una sola istanza di partecipazione".

Aggiungo che le competenze tecnico-professionali dei partecipanti andranno dimostrate con un semplice curriculum che, in base al modulo prestampato, dovrà essere fornito dalla persona singola che si candida a gestire gli Orti o dal legale rappresentante della associazione o ditta interessata.

Forse si pensa di poter affidare a un singolo, chissà forse a un volontario politico, la riqualificazione degli Orti botanici di Treviso mentre ai consiglieri comunali di minoranza non ci si degna neppure di rispondere direttamente ma lo si fa a mezzo stampainvitandoli a iscriversi all'albo delle associazioni (magari pensando a quella di qualche ex consigliere comunale "amico" dell'attuale Giunta?).

A nessuno, inoltre, è dato conoscere quali criteri di valutazione saranno adottati, considerato che "per la definizione delle modalità di svolgimento della gara si rinvia alla lettera di invito che sarà inviata" solo a chi avrà mandato la propria candidatura.

L'avviso, però, prevede anche la presentazione di una relazione annuale del lavoro svolto. Forse, perciò, la riduzione del finanziamento (5.000 Euro massimi) a un terzo di quello che era erogato all'Accademia (15.000 Euro) è compensata dall'allungamento della frequenza con cui rendere conto all'Amministrazione comunale. Abbiamo infatti appreso dal prof. Anselmi che l'Accademia riceveva i contributi comunali solo dopo presentazione, ogni 3 mesi, di una relazione sul lavoro svolto verificata dal Comune.

L'avviso del Comune parla, infine, di riqualificazione mentre a nostro giudizio, semmai, la scadenza della convenzione con l'Accademia trevigiana del territorio avrebbe dovuto rappresentare un'occasione di rilancio e promozione di un lavoro egregio fatto in tutti questi anni che non ha certo bisogno di essere riqualificato se non dalle conseguenze di questa modalità di procedere della nuova Amministrazione comunale.

Con l'atteggiamento miope e autoritario di questi mesi, infatti, si è incrinato il rapporto trentennale che legava il nostro Comune all'Accademia Trevigiana del Territorio, Accademia che ha saputo creare e mantenere collaborazioni con le strutture universitarie di Padova e Venezia e ottenere riconoscimenti scientifici a livello nazionale e internazionale
Il prof. Anselmi, infatti, dopo il tira e molla di questi mesi difficilmente avrà lo spirito e l'entusiasmo volontaristico che lo ha portato a lavorare per l'ambiente, l'ecologia, la ricerca e per la sua città in questi decenni.

La triste prospettiva che questa ricchezza vada dilapidata rende quasi trascurabile il fatto che l'ordine del giorno presentato da me e dalla minoranza a maggio scorso non sia stato degno di essere discusso in Consiglio comunale in quasi tre mesi, nonostante le belle parole sull'importanza della questione e l'interesse in merito espresso da quasi tutta la maggioranza.
L'interesse della maggioranza è stato espresso perfino nella Commissione consiliare congiunta del 9 luglio durante la quale ci è stato chiesto l'ennesimo rinvio, in vista di un lavoro congiunto dei consiglieri comunali per risolvere la questione, inclusa una possibile audizione del prof. Anselmi.
Stanchi dei continui rinvii abbiamo preteso che l'ordine del giorno fosse almeno messo in votazione in Commissione.
In ogni caso, con spirito di piena collaborazione, mi ero detto disponibile a ritirare il nostro ordine del giorno durante il consiglio comunale del 25 luglio qualora fosse arrivato nel frattempo un provvedimento preparato dalla maggioranza che recepisse le nostre indicazioni e salvasse questo patrimonio della nostra città.

Con mia grande sorpresa il 18 luglio, invece, ho ricevuto la convocazione del consiglio comunale nella quale non era minimamente prevista, per il terzo consiglio comunale consecutivo, la nostra proposta sugli orti botanici tra gli argomenti in discussione.

Al contrario, evidentemente in replica (o forse ripicca) all'iniziativa che avevamo lanciato per il 26 luglio con il consigliere Conte e Gajo, abbiamo letto sui quotidiani della decisione del Vice Sindaco di pubblicare l'avviso che vi ho descritto. Davvero una bella soluzione condivisa!

Ancora una volta la 'furia iconoclasta' di questa nuova Amministrazione, come l'ha chiamata il collega De Checchi, rischia di privare la nostra città di importantissimi risultati che sono un vanto per la nostra città e che andrebbero tutelati indipendentemente da chi ne abbia propiziato il successo.

Purtroppo, però, le mie previsioni pessimiste si stanno avverando ancora una volta.

Post Scriptum
Vi ho già scritto che la nostra prima iniziativa risale al Consiglio comunale del 28 maggio, quando abbiamo presentato con tutta la minoranza l'ordine del giorno, preparato da me e dal consigliere Mario Conte, per "salvare gli orti botanici" dall'azzeramento del finanziamento di 15.000 Euro che era sempre stato garantito.
Già allora ci eravamo mossi perché sui quotidiani era apparsa la dichiarazione che quell'azzeramento era dovuto alla mancanza di risorse a bilancio. Il taglio era stato infilato nella documentazione di centinaia di pagine sul bilancio di previsione 2014 e, ancora prima, sul Documento unico di programmazione (DUP) 2014-2016. Taglio che ci era sfuggito per la scarsa discussione e il poco tempo che avevamo avuto a disposizione per esaminare quei documenti. 

Ebbene, quella giustificazione si conferma totalmente falsa alla luce dei numeri molto significativi riportati nel  "variazione del bilancio preventivo 2014" che la maggioranza ha approvato venerdì scorso in consiglio comunale.
Nella variazione di bilancio, infatti, si legge che: 
vi sono 45  milioni di Euro dell'avanzo di bilancio del Comune per il 2014, 
quasi 7 milioni e mezzo di Euro sono quelli "liberi" da impegni sul loro utilizzo e quasi 1 milione di Euro è stato accantonato per un fondo rischi futuro in attesa della verifica degli equilibri di bilancio (che avverrà a fine anno).

Questo rende bene l'idea di quante poche risorse ci fossero per continuare a sostenere il lavoro dell'Accademia Trevigiana del Territorio con 1.200 Euro al mese utilizzati per fornire un compenso a due collaboratrici: una laureata in lettere e una laureata in biologia che forniscono il loro lavoro sul piano umanistico e sul piano scientifico e permettono un'attività di ricerca assai importante per la nostra città e per la comunità scientifica nazionale e internazionale.

martedì 29 luglio 2014

Consiglio comunale di #Treviso, tema #2: l'osservazione del Sindaco sul PAT

Come ricordato in altro post Venerdì 25 luglio scorso si è tenuto il Consiglio comunale di Treviso su una serie di argomenti scottanti.

Qui vi scrivo della comunicazione del Sindaco in merito al Piano di Assetto del Territorio (PAT)

A causa di una serie di modifiche alla sequenza dei lavori abbiamo ascoltato la comunicazione del Sindaco ma non ci è stata data la possibilità di esprimere i nostri commenti al riguardo.

Dalla comunicazione ho appreso che il Sindaco nella commissione urbanistica del 14 luglio, alla quale non avevo potuto presenziare, aveva chiesto ai consiglieri comunali eventuali contributi alla bozza di osservazione che ci aveva anticipato e che verrà portata nella Conferenza di servizi che deciderà dell'approvazione del PAT e di tutte le osservazioni dei cittadini pervenute fino a oggi.

Se avessi potuto in Consiglio comunale avrei fatto notare quanto segue.
Innanzitutto, poiché il Sindaco attende ancora proposte di modifiche da parte dei consiglieri comunali, non sorprende che la bozza di testo dell'Osservazione del Sindaco che ci era stata fornita confermi quanto già contenuto nell'atto di indirizzo che aveva sancito la sostanziale esclusione del Consiglio comunale dal tema PAT.

A parte qualche bella parola, infatti, la sostanza del PAT cosiddetto "della Lega" rimane inalterata. Il tutto, immagino, per escludere qualsiasi fase di riadozione o ripubblicazione del PAT.
E ciò al di là di certe affermazioni di altri che, temo, non abbiano avuto il tempo necessario per approfondire il contenuto degli atti e, probabilmente, non hanno neppure confrontato le osservazioni mandate con quanto abbozzato dal Sindaco.
Sul dimensionamento, infatti, cioè sui metri cubi di cemento ritenuti necessari per i prossimi dieci anni a Treviso "non si è voluto alterare i principi informatori del dimensionamento del PAT", per dirla con il testo dell'osservazione del Sindaco.
Nonostante, quindi, tutte le osservazioni dei cittadini che, lo avrei ricordato al Sindaco, sconfessano profondamente quelle stime in modo molto più articolato e puntuale di quanto facciano atto di indirizzo e osservazione del Sindaco. 

Ad oggi, della propagandata riduzione di 1 milione di metri cubi resta il reale taglio di soli 370 mila metri cubi, sui 2 milioni e 800 mila previsti dal PAT "della Lega". Questa riduzione, inoltre, incide solo sulla parte "strategica" cioè su quella parte per la quale non c'è alcun progetto o richiesta edilizia in itinere. 
Mentre gli altri 600-650 mila metri cubi saranno eliminati alla prima variante al PI (cioè alla prima variante al piano degli interventi, quando ci sarà) e soltanto per quelle "aree di espansione residenziale, il cui piano urbanistico attuativo (P.U.A.) non risulti ancora adottato dalla Giunta Comunale [...], fatti comunque salvi, [...] anche in assenza dei piani attuativi gli interventi sul patrimonio edilizio esistente e quelli di completamento su parti del territorio già dotate delle principali opere di urbanizzazione primaria e secondaria, da individuare puntualmente in sede di P.I.".
Si prevede, addirittura, "in ogni caso che non meno del 50% della potenzialità edificatoria massima prevista negli ambiti di saturazione a prevalente destinazione residenziale, soggetti a Piano Urbanistico Attuativo (P.U.A.) non ancora adottati dalla Giunta Comunale" cioè di quella potenzialità edificatoria che in linea teorica potrebbe essere eliminata, derivi da diritti edificatori "trasferiti da altre zone" comprese le zone strategiche.
In sostanza: invece di tentare di concentrare nelle aree ritenute strategiche la capacità edificatoria che non si può negare perché già "concessa", si agisce all'esatto contrario spostando 
in aree residenziali, fino a saturarle, i volumi che potrebbero servire per riqualificare le aree strategiche.

VI faccio notare che il PAT "della Lega" già prevedeva la decadenza 
alla prima variante del PI di tutti i diritti edificatori non "attuati" senza alcuna limitazione o stima di cubatura che nell'osservazione del Sindaco si riduce a 600-650 mila metri cubi.

Nell'osservazione del Sindaco, va riconosciuto, sono presenti "pennellate di verde" come il "bosco urbano" e relative varianti compreso il bosco planiziale. Anche se una persona che conoscesse bene l'argomento potrebbe commentare che sembra non vi sia alcuna idea di cosa sia un bosco planiziale e che si parli a vanvera.


Avrei perciò ricordato al Sindaco, che attende proposte, che un enorme lavoro è stato già fatto dei cittadini con le loro osservazioni e che c'è quello, forse più modesto, delle numerose sedute della commissione urbanistica riportato nei relativi verbali.

Non credo, quindi, serva riproporre un'altra volta gli stessi contenuti ma basterebbe la volontà di prendere in considerazione questo lavoro.

Avrei comunque approfittato del Consiglio comunale per ricordare, solo come esempio, un paio di temi tra tutti quelli che vanno presi in considerazione.

1) La perimetrazione del Parco dello Storga deve comprendere anche la riva destra del fiume, come da indicazione unanime della Commissione. 

Al momento, nella bozza di osservazione del Sindaco, si cita solo in un piccolo passaggio la Storga, per quanto riguarda "un corridoio ambientale del Sile ma anche dello Storga" con un percorso che congiunga la Restera a Ponte della Gobba-Scalo Motta-Caserma Salsa. 
A dirla tutta il percorso così individuato nell'osservazione del Sindaco andrebbe a interessare il Limbraga più che la Storga.
Perciò sosterrò anche io la raccolta firme del gruppo di lavoro Storga, ma mi sarebbe piaciuto che già nella bozza di osservazione del Sindaco comparisse la risposta positiva a questa esigenza.

2) Importante è anche l'osservazione relativa alla Treviso-Ostiglia che, nella "carta dei progetti e delle strategie" del PAT vede appaiata una strada alla pista ciclabile
Il percorso ciclopedonale della Treviso Ostiglia ha generato tanto clamore propagandistico ma, da quella carta, almeno nella parte del Comune di Treviso, si vede l'intera zona dedicata a tram, strade, rotonde e non certo a una pista nel verde.
foto di un amico: via Aeroporto, via dei Brilli
E ciò nonostante il fatto che nel tratto tra via Aeroporto e via dei Brilli siano stati spesi non pochi soldi per rendere percorribile il sedime ai pedoni/cicli, anche se il lavoro non è stato dei migliori.

Mi auguro che la città SMART sappia trarre le indicazioni necessarie da quello che è già stato elaborato senza reiterare di volta in volta la richiesta di contributi rinviandone sempre il recepimento




A casa mia, questo modo di fare si chiama "prendere per i fondelli il prossimo".

#Project financing sanitario, uno sguardo fuori provincia




Interessante mi sembra la conclusione dell'articolo...chissà se vale solo relativamente al megaprogetto del nuovo ospedale di Padova: "Questo epilogo prova che tutto ciò che si è detto e scritto sul project financing era una falsità. Non abbiamo alcun obbligo, nessun vincolo nei confronti del proponente".

Va riconosciuto che, in questo caso, il Sindaco ha mantenuto le sue promesse elettorali.













lunedì 28 luglio 2014

Consiglio comunale di #Treviso, tema #1: la Cittadella della salute

Venerdì 25 luglio scorso si è tenuto il Consiglio comunale di Treviso su una serie di argomenti scottanti di cui vi racconterò nei prossimi giorni.

Oggi vi scrivo della nuova Cittadella della Salute

Dopo l'incontro con il Direttore generale dell'ULSS n. 9 di Treviso e gli altri vertici dell'azienda avevo già esplicitato le mie considerazioni.

Ho espresso le stesse considerazioni e perplessità  in Consiglio comunale e infatti, unico a farlo, ho votato contrario allo schema di accordo di programma tra Comune di Treviso e Azienda Sanitaria che conferma, in via preventiva, le deroghe già ipotizzate nel 2010 dalla precedente Amministrazione, con qualche piccola attenuazione:


  • la distanza dal Sile dei nuovi edifici sarà leggermente superiore a quanto inizialmente richiesto. Grazie a un emendamento della maggioranza si è arrivati a 12,5 m, comunque sempre ben al di sotto dei 20 m "di legge";
  • l'indice di edificabilità in deroga è di 2,2 metri cubi al metro quadro rispetto al valore di 1,9 fissato dal Piano regolatore generale (PRG) vigente. Tale extra sarà limitato alle volumetrie necessarie per esigenze "sanitarie".

Curiosamente nel 2010 le opposizioni di allora che oggi governano la nostra città avevano votato come me venerdì, cioè nel modo diametralmente opposto a quello in cui si sono espresse questa volta. Ha fatto eccezione solo un piccolo gruppetto di coraggiosi del PD e i consiglieri comunali di SEL che non hanno partecipato al voto o si sono astenuti.

Abbastanza marginali, a mio giudizio, sono le conquiste di cui si sono vantati Sindaco, Giunta e quasi tutta la maggioranza per "giustificare" il voltafaccia o, come lo chiamerebbero loro, il "cambiaverso":
a) il rinvio del tema relativo al Distretto sanitario, stralciato dall'accordo sul nuovo ospedale;
b) la previsione di 1.000 posti auto in zona Ca' Foncello;
c) lo stanziamento di 100.000 euro aggiuntivi da parte dell'ULSS per affrontare il tema della viabilità;
d) una possibile disponibilità della Regione a confrontarsi sulla questione;
e) l'attenuazione delle deroghe che indicavo sopra.

Ma perché tali conquiste sono del tutto marginali?
a) Il tema del nuovo Distretto sanitario, come ha ricordato il Direttore generale dell'ULSS nell'incontro del 16 luglionon può essere ignorato perciò si tratta solo di un rinvio del problema a data da destinarsi, senza alcuna chiara indicazione su come si intenda risolverlo
Se è così urgente il rinnovo dell'ospedale Ca' Foncello mi sfugge il motivo per cui le strutture di Borgo Cavalli, per citare quelle più discusse in questi mesi, che sono altrettanto bisognose di interventi di ristrutturazione, dovrebbero essere questione da non affrontare ora.

b) Il progetto preliminare della nuova Cittadella per il quale sono stati aggiudicati i lavori in via provvisoria prevede già 700 nuovi posti auto. Il risultato del Comune è solo di averne ottenuti 300 in più. Dei 1.000 posti, poi, quasi la metà sarà comunque a pagamento a giudicare da quanto affermato dal rappresentante dell'ULSS n. 9 ascoltato nella commissione urbanistica di venerdì scorso (sì, solo due ore prima del consiglio in cui si sarebbe votato il provvedimento).
Tra l'altro il Comune di Treviso ha già in cassa risorse (derivanti da quanto pagato da chi ha realizzato interventi edilizi e non ha trovato il posto per realizzare parcheggi, specie nelle aree del centro città) sufficienti a realizzare tutti i parcheggi necessari e non le ha ancora utilizzate perché non vi sono aree disponibili nelle quali abbia davvero senso realizzare parcheggi.

c) Il valore complessivo dell'affare nuova Cittadella della Salute, come avevo scritto nel mio precedente post, è di circa 1 miliardo di euro (mille milioni), perciò 100.000 euro non sono che una mancia! O dovremmo dire elemosina, visto che parliamo di un decimillesimo della torta complessiva! Un risultato ridicolo!
Tra l'altro la terza potenziale cordata di imprese che poteva aggiudicarsi l'opera offriva un risparmio di oltre 50 milioni di euro per le casse pubbliche, le nostre tasche!

d) Dal Consiglio comunale di ieri è uscita, ancora una volta, una delega in bianco al Sindaco per "trattare" non si sa cosa, non si sa come, non si sa con quale capacità contrattuale, con gli altri soggetti, inclusa la Regione. 
Il fatto che nella Conferenza dei Sindaci dell'ULSS n. 9 il Sindaco di Treviso non abbia assunto il ruolo di presidenza che gli spettava lascia ampissimi dubbi che questa trattativa porti a qualcosa di concreto. E le manovre di questi giorni sanno più di corsa ai ripari che di reale protagonismo.

e) Come già scritto, nessuno dal 2007 ad oggi si è preoccupato di pretendere, o almeno chiedere, che un'opera che vale un miliardo di euro in totale e 250 milioni di euro solo per la parte "edilizia" rispettasse le norme attuali. 
Addirittura in Consiglio comunale chi ha votato a favore delle deroghe ha affermato che:
- le deroghe sulle distanze riguardano solo un fronte di quasi 25 m a bordo Sile rispetto all'intero sviluppo dell'area della nuova Cittadella;
- la deroga volumetrica non è nemmeno detto che alla fine risulti necessaria e comunque sarà limitata a esigenze sanitarie.
Peccato che il dato della volumetria è complessivo e, quindi, la deroga potrà sì limitarsi a volumi sanitari ma questi si sommeranno a tutto il resto (che comprende i volumi non sanitari: bar, negozi, ecc.) che è già stato progettato per essere al limite massimo concesso dal PRG vigente.
Allora mi chiedo: se le deroghe sono così marginali quanto "costerebbe" esigere che un Ente pubblico rispetti le norme? 

L'unica certezza è che venerdì in Consiglio è stata gettata al vento forse l'ultima occasione che avevamo per imporre questo vincolo e vedere se fosse davvero impossibile da rispettare.
La procedura del project financing, infatti, prevede che l'aggiudicazione avvenga su un progetto preliminare e che poi, in Conferenza di Servizi, tutti gli Enti competenti facciano presente i requisiti e le prescrizioni che i progettisti dovranno rispettare. Sulla base di questi requisiti e prescrizioni sarà poi predisposto il progetto definitivo.
Già nella conferenza di Servizi preliminare del luglio 2013, di cui ho saputo solo attraverso una richiesta di accesso atti, il Comune di Treviso avrebbe potuto fare valere questi limiti. Venerdì scorso, a un anno esatto, si è rinunciato di nuovo a fare rispettare i limiti vigenti. Così, in base al nuovo accordo di programma e alle deroghe preannunciate, l'ULSS aggiudicherà in via definitiva l'appalto alla cordata piazzatasi per prima.
Dopo questa ennesima occasione perduta nessuno avrà più il coraggio di pretendere il rispetto delle regole su questo mega progetto.

Un'ultima annotazione: nello stesso seduta di venerdì è stato revocato il provvedimento del Consiglio comunale che aveva disposto l'alienazione di alcuni immobili all'interno del "risiko" Cittadella collegato alla questione Distretto sanitario. La giustificazione riportata nella Deliberazione approvata è che il provvedimento precedente è stato revocato "non sussistendo più le ragioni di opportunità e convenienza che [lo] hanno legittimato".

Considerato che:
- come pacificamente ammesso dal capogruppo PD in Consiglio comunale, il project financing, per sua natura, costa alla collettività sicuramente di più di un mutuo acceso da un Ente pubblico a condizioni di mercato;
- gli scandali più o meno recenti hanno dimostrato quanto sia "rischioso"  il sistema del project financing che, nel caso di Treviso, prevede comunque un esborso di denaro pubblico pari a 124 milioni di euro, la metà dei soli lavori edilizi, a cui si aggiungono i 42 milioni di euro all'anno che l'USL garantirà alla cordata vincitrice per la fornitura dei "servizi accessori" per i prossimi 20 anni e oltre;
- almeno le prime 4 cordate di imprese che hanno presentato le proprie offerte, sulle 6 totali, sono più o meno direttamente coinvolte da inchieste giudiziarie;
- con un progetto che prevede un cantiere aperto per almeno 7 anni, all'interno di un ospedale che resterà attivo, non sembra così remota l'eventualità di fermi cantiere di durata imprevedibile per possibili scandali, carcerazioni preventive, fallimenti o altro, come la vicenda EXPO di Milano pare fare temere;

siamo così sicuri che non sussistano ragionevoli motivi per un ripensamento? Davvero non esistono alternative?

giovedì 17 luglio 2014

Cittadella salute di #Treviso: novità vere e presunte

Ieri si è tenuto l'incontro di cui vi avevo scritto qualche giorno fa.
Premetto che il racconto sarà piuttosto lungo, perciò armatevi di pazienza.

La prima sorpresa è stato vedere in platea esponenti di associazioni e pure un giornalista. Non solo, il Sindaco ha preannunciato un incontro pubblico con il Direttore generale dell' ASL n. 9.

Forse i nostri appelli non restano limitati alle poche decine di lettori di manzoniana memoria del nostro blog ma giungono anche ad orecchie importanti.

Sembrano passati secoli da quando mi era stato detto e scritto che rischiavo denunce penali se avessi divulgato i documenti del progetto preliminare della Cittadella della Salute (una parte in realtà, quella trasmessa in Comune).

Addirittura ieri si è parlato di cifre e denari del project financing, quella cosa di cui non avremmo mai saputo nulla senza lo scandalo MOSE e, con qualche presunzione, senza la insistenza mia e di qualche altro consigliere e associazione

A dirla tutta alcuni numeri erano già stati riportati dalla stampa e sono stati confermati ufficialmente ieri.

Provo a fare una sintesi degli elementi che mi hanno colpito.

La storia risale al 2007 quando l'opera del nuovo Ca' Foncello è entrata nella lista di opere regionali finanziata con 11 milioni di euro.
Poi l'ASL ha messo in piedi un gruppo di lavoro che per 2 anni ha lavorato per definire lo studio di fattibilità dell' intervento.
Si è poi arrivati all'approvazione nel 2010 in consiglio comunale di una possibile variante urbanistica per lasciare massima libertà a chi avesse fatto le sue proposte di realizzazione del nuovo ospedale.
Infatti a dicembre del 2010 viene pubblicato il bando di gara.
Peccato che in quei due anni dal 2007 al 2009 per lo studio di fattibilità nessuno si sia preoccupato di pretendere il rispetto del
le previsioni del piano regolatore comunale e del piano ambientale del Sile, incluso il rispetto della distanza minima di 20 metri dalla sponda per le nuove costruzioni.
Però si sono ricordati di chiedere un progetto che tenesse conto della sostenibilità ambientale...

Altro dato interessante. Il costo finale della sola realizzazione della nuova Cittadella è di circa 241 milioni di euro di cui 124 milioni e mezzo a carico pubblico. Rispetto alla base d'asta che prevedeva 224 milioni totali i costi sono superiori perché si faranno più opere ma parte saranno sempre a carico pubblico.
Infatti rispetto al costo pubblico preventivato di 126 milioni, il risparmio è di 1 milione e mezzo scarso, l'1% circa, quando il ribasso, obbligatorio per partecipare, proposto dai vincitori provvisori della gara pare sia stato del 5%.

Del 5% scarso è anche il risparmio che spunta l'ASL sul costo annuale dei servizi generali appaltati alla cordata vincitrice. L'importo di questi servizi era stato stimato, sulla base dell'andamento storico, i quasi 44 milioni e mezzo di euro all'anno, come somma di vari appalti che per ora erano stati stipulati per la durata massima prevista dalla legge: a seconda dei casi si andava da 6 a 9 anni.
Ora chi si è aggiudicato i lavori potrà usufruire di contratti della durata di 13-21 anni (il doppio di quelli precedenti) offrendo un ribasso che già per altro argomento ci era sembrato meno conveniente di qualsiasi supermercato...
Ricordo che stiamo parlando di lavori per un totale di oltre 40 milioni di euro all'anno per un tempo che supera di gran lunga il tempo medio di ammortamento di qualsiasi investimento produttivo. In una fase economica come quella attuale ci saremmo aspettati offerte un po' più generose da parte del privato.

A regime, inoltre, cioè quando sarà realizzata l'intera opera che si dovrebbe concludere in 7 anni, l'ASL pagherà un canone fisso annuo di quasi 3 milioni e mezzo di euro. Prima di andare a regime il canone sarà proporzionato a quanto nel frattempo sarà stato realizzato.

Tra le fonti di finanziamento pubbliche rientra un mutuo che si stima debba coprire 51 milioni di euro e che sarà acceso dopo aver consumato gli altri denari. A fronte di una mia precisa domanda è stato detto ieri che si ipotizza un possibile tasso di interesse del 3,7%.

Benché il Direttore Generale abbia precisato che non si possono confrontare questi dati, vi faccio notare che il TIR, il cosiddetto tasso interno di rendimento, atteso da chi si è aggiudicato in via provvisoria l'appalto, è di oltre il 7%, secondo quanto ci è stato detto.
Qualche perplessità, però, nasce se consideriamo che la convenienza del project financing, per il privato, si calcola
 proprio confrontando il TIR con il costo del capitale investito. In altre parole l'investimento per il privato è conveniente in quanto il costo delle fonti di finanziamento è inferiore rispetto al rendimento generato.
Forse nessuna attività produttiva oggi è in grado di garantire un rendimento del capitale così elevato, nemmeno l'attività edilizia tradizionale visti i chiari di luna di questi ultimi anni. Non sorprende quindi che sul piatto del project financing si gettino poi sempre gli stessi nomi.

A proposito di nomi, la terza offerta pervenuta, che è stata ritenuta scadente dopo 2 anni di valutazioni in cui la commissione giudicatrice si è riunita per circa 80 volte, avrebbe garantito un complessivo risparmio di oltre 50 milioni di euro: pari all'intero finanziamento statale o all'importo dei lavori del IV lotto della tangenziale che pare ci stiamo giocando in questi giorni (anzi, si stanno giocando).
Per nostra fortuna in quella cordata c'era la società Mantovani ormai nota per la faccenda MOSE ma neppure i vincitori e i secondi classificati stanno molto meglio a giudicare dalle notizie di stampa nell'articolo riportato sopra.
In ogni caso, ci è stato detto, poco potrebbero fare i vertici ASL se non ci sono violazioni di legge perseguibili e direttamente legate alla gara della nuova cittadella.

Anche altro è stato detto, come il fatto che lo stralcio del distretto sanitario dall'accordo di programma con il Comune lascia inalterato il problema della vecchiaia della struttura di Borgo Cavalli e che il tema dovrà dunque essere affrontato.
Sempre il rinvio del trasloco delle strutture di Borgo Cavalli dovrebbe anche rendere meno problematica la questione viabilità e i 100.000 euro offerti da ASL potrebbero accontentare il nostro Comune.

Per quanto riguarda il controllo sulla qualità dei servizi offerti è prevista anche l'istituzione di un Organo di vigilanza.

Qualche impressione a caldo.
Dopo mesi assistiamo a un'accelerazione di trasparenza che tanto avevamo invocato ma che arriva largamente in ritardo. Tra una settimana il Consiglio comunale sarà chiamato a porre la pietra tombale sul progetto, fatto salvo qualche scandalo o indagine della Procura e qualche trattativa "privata" della Giunta comunale con Regione e ASL.
La trasparenza, adesso, risulta perciò finta ridotta alla sfilata di chi ha lavorato al progetto per decantarne le qualità, come è giusto e ovvio che sia, ma senza la minima possibilità, per chi avesse un occhio critico, di entrare nel merito per proporre migliorie se e ove possibile.

La necessità di rinnovare e ammodernare l'ospedale di Treviso non sfugge a nessuno come non sfugge che il semplice adeguamento delle strutture sarebbe costato, secondo una stima approssimativa dell'ASL, circa 120 milioni di euro.
Ma da un appalto che vale, contando anche il giro d'affari dei servizi in concessione per oltre 20 anni, qualcosa come 1 miliardo di euro ci saremmo aspettati che almeno chiedesse il rispetto della legge. Quello stesso rispetto che si impone al singolo cittadino e la cui deroga in questo caso è stata data per scontata.
Allora serve a poco parlare di sostenibilità ambientale, se garantire la distanza di 20 m da un fiume è così irrilevante, e men che meno serve pensare di fare rispettare le regole se vengono concesse deroghe alla cubatura giusto per garantire un po' di flessibilità al progetto.
E non parliamo di quanto poco convincente sia la assicurata convenienza per le casse pubbliche, per le nostre tasche, di questo enorme flusso di denaro generato a vantaggio di una singola cordata di imprese.

Sono certo che nessuno avrà il coraggio di pretendere che il progetto si adegui alle norme, cosa che sarebbe ben possibile se il Consiglio comunale non cedesse alle pressioni di Giunta, Regione, ASL.
Tuttavia voglio concludere con una nota positiva, visto che, con mesi di ritardo, i nostri appelli pare abbiano sortito qualcosa.
Ci auguriamo che:
  • siano immediatamente pubblicati in internet i verbali di gara dopo l'aggiudicazione definitiva del progetto,
  • sia pubblicato in internet l'intero progetto e gli eventuali adeguamenti successivi,
  • siano periodicamente e tempestivamente pubblicate in internet tutte le attività svolte dall'organo di vigilanza che verrà istituito.

Non potendo, o volendo, prevenire eventuali scelte sbagliate almeno proviamo a ridurne gli effetti negativi e a individuare con sollecitudine possibili distorsioni, disattenzioni o errori.
Queste attività, per il bene di tutti, devono uscire dalle stanze delle riunioni dei vertici e devono diventare patrimonio comune e oggetto di pubblico dibattito altrimenti opacità, leggerezza o semplice incapacità a cogliere la complessità delle questioni, ci condanneranno a rimpiangere le scelte parziali di alcuni che si sono privati dell'assistenza di un'intera comunità.

P.S. per il Sindaco pare che per risolvere ogni problema basti iniziare a chiamare la Cittadella della Salute, nuovo Ospedale....

venerdì 11 luglio 2014

Cittadella della Salute di #Treviso: quando #smart si traduce #illusione

Abbiamo esultato troppo presto. 
Non avevamo sbagliato a sospettare che fosse già stato tutto stabilito con la velata conferma del mese scorso e l'illusione di ieri è durata meno di 24 ore.

Ecco l'ennesima conferma che in Comune di Treviso la partecipazione, anche quella dei consiglieri comunali rappresentanti dei cittadini, è più finta del finto... 

Oggi, a meno di 24 ore dalla email di ieri, è arrivato l'avviso che  si aggiunge, a sorpresa, agli argomenti in discussione nella prossima Commissione urbanistica di lunedì 14 luglio il provvedimento che dà il via libera definitivo all'aggiudicazione del progetto per il nuovo ospedale di Treviso.

Come al solito siamo chiamati semplicemente a ratificare in pochi giorni, questa volta entro il 25 luglio, una decisione di Sindaco e Giunta.

  • Poco importa se solo mercoledì (due giorni dopo la Commissione territorio di lunedì) avremo il primo incontro con il Direttore Generale dell'ULSS n. 9 in cui si parlerà anche degli aspetti economici del progetto.
  • Poco importa se mesi fa in commissione congiunta Lavori Pubblici-Ambiente e Territorio-Urbanistica abbiamo chiesto l'audizione del mobility manager del Comune di Treviso per capire meglio gli impatti sulla viabilità del mega-progetto della Cittadella. 
  • Poco importa se abbiamo chiesto anche l'audizione dei rappresentanti del Comune nell'Ente Parco Sile per capire gli impatti sul Sile di questo intervento da 250 milioni di euro e passa.
  • Poco importa se sono mesi che diversi consiglieri comunali, inclusi quelli di maggioranza, chiedono di affrontare la questione in Commissione prima di assumere una decisione definitiva.
  • Poco importa se nessuno dell'Amministrazione si sia degnato di portare nelle sedi istituzionali il tema dopo una prima, unica, commissione che risale al 3 marzo scorso.

Ancora una volta si finge di coinvolgere i rappresentanti dei cittadini, si finge trasparenza e partecipazione mettendo di fronte al fatto compiuto.

Ma forse il termine smart nei suoi molteplici significati che tanto piacciono a chi ci governa deve essere tradotto con la parola illusione!

Fare credere ciò che non esiste: ecco il trucco, ecco la novità!


Tanto, dopo la decisione a cui siamo chiamati entro 2 settimane, il Consiglio comunale non avrà più alcuna voce in capitolo. Una volta aggiudicato il progetto in via definitiva sarà solo una "trattativa privata" tra Sindaco, ULSS e Regione.

A questo punto il contenuto della Deliberazione: il mantenimento dei 10 metri di distanza prevista dalla legge per gli edifici che saranno realizzati al posto della ex Vetrelco e lo stralcio del Distretto sanitario con conseguente "congelamento della vendita di Borgo Cavalli", rappresenta solo le briciole visto che tutto il resto rimane assolutamente invariato, compresi l'indice di edificabilità che si va ad aumentare a 2,2 metri cubi per metro quadrato e le proposte per la viabilità della zona.

Resta, così, totalmente annullata la possibilità di approfondimento della questione
O si vuole fare credere che in 14 giorni si possa entrare nel merito di un progetto da 250 milioni di euro? Questa sì che sarebbe un'impresa da abili illusionisti!