sabato 27 dicembre 2014

#Goldin a #Treviso, quanto ci costi?

www.museicivicitreviso.it
Lungi da me "remare contro" ma qualche domanda sorge spontanea dopo la pubblicazione di questa delibera, del 19 dicembre scorso, che avvia i lavori per la "grande rivoluzione" dei Musei di Santa Caterina...

Si tratta infatti di lavori che costeranno al Comune di Treviso oltre 1 milione di euro e che sembra debbano essere realizzati con grande urgenza.
La variazione di bilancio approvata a fine novembre per trovare le risorse necessarie alla rivoluzione, inoltre, ha penalizzato altri capitoli di spesa assai importanti, come ad esempio il sociale.
Tuttavia i dubbi non si limitano a questo...

Pare infatti che questi lavori così urgenti, tanto da pubblicare le delibere e mandare le comunicazioni relative durante le festività natalizie, non siano per rinnovare la struttura del museo, che non è certo fatiscente o degradata, considerati gli interventi fatti anche di recente, quanto piuttosto per soddisfare le esigenze del famoso organizzatore di mostre Goldin che tanta notorietà aveva dato a Treviso e che si preannuncia ne conferirà nuovamente alla nostra città.


Ciò che lascia davvero perplessi è che i succitati lavori serviranno a creare una sorta di museo nel museo, con sale espositive dedicate esclusivamente alle mostre di Linea d'Ombra che richiederanno, inoltre, una biglietteria indipendente, un percorso di accesso riservato, un nuovo guardaroba, ecc.
Tutto ciò, però, sottrarrà inevitabilmente spazi all'attuale complesso di Santa Caterina dei Musei Civici di Treviso.

Vediamo quali:

  • andrà persa l'aula didattica dove avrebbero dovuto continuare a tenersi laboratori con le scuole di Treviso e Provincia, dalle elementari alle superiori, almeno fino a fine giugno 2015 sulla base di una convenzione ancora in essere stipulata dal Comune di Treviso;
  • andrà persa la sala conferenze recentemente intitolata a Clara Rosso Coletti;
  • la sezione archeologica si vedrà in parte occlusa per garantire un percorso dedicato al museo "privato" nel museo "pubblico"...
  • le sale espositive che ora ospitano le opere di Arturo Martini e di Carlo Conte saranno svuotate, come pure sarà dimezzato lo spazio per la pinacoteca che ospita dipinti dal '400 al '700...
Il "trasloco" delle opere, il cui costo potrebbe aggirarsi sui 25.000 euro, prevede, inoltre, lo spostamento al museo Bailo che però, dopo i lavori di ristrutturazione, non sarà che "al grezzo", cioè senza idonei sistemi di conservazione di queste opere.
Sarà inoltre fortemente ostacolato l'accesso tra il museo (quello che "resterà" comunale) e l'attuale deposito di Santa Caterina, il cui adeguamento è costato centinaia di migliaia di euro.
Paradossalmente nei lavori che avranno inizio non sembra compresa la sistemazione del deposito temporaneo di opere presente all'ultimo piano del Museo e che presenta ancora problemi di infiltrazioni.

Non c'è da dubitare che il "tavolo" di progettazione abbia pensato già a tutto, ma certamente sfugge la logica di realizzare così ingenti e urgenti trasformazioni per ottenere una sorta di doppio museo, tra l'altro con una sezione (quella del partner privato) che "sacrifica" l'altra (quella del Comune).
Il cronoprogramma delle attività di ristrutturazione del museo Bailo, infatti, dovrebbe garantire la possibilità di attrezzare in tempi ragionevoli quella sede secondo le necessità delle "grandi mostre" di Treviso, magari risparmiando pure qualcosa e senza rischiare di disperdere i risultati che in questi anni sono stati costruiti e raggiunti da chi opera al Museo di Santa Caterina e che meriterebbero di essere stimolati, propagandati e ampliati e non certo "sacrificati" sull'altare della "grande firma".

martedì 23 dicembre 2014

Aeroporto di #Treviso e vendita delle quote di #AerTre Spa: perché?

Il Gazzettino, 23-12-2014
In questo articolo si afferma che il Comune di Treviso ha avviato un tavolo dove affrontare, anche, la questione dell'aeroporto Canova.

L'ennesimo tavolo, tanto che proporrei di chiamare Treviso "table city" altro che "smart city"...

Al di là delle battute appare del tutto irrazionale quanto accaduto ieri, lunedì 22 dicembre, in Consiglio comunale quando si è discusso, tra gli altri provvedimenti, della eventuale cessione delle azioni che il Comune detiene nella società AerTre Spa che gestisce l'aeroporto Canova di Treviso e di cui il socio privato SAVE detiene l'80%.

La Maggioranza in Consiglio comunale che rappresenta la "nuova" Amministrazione, infatti, ha contemporaneamente sottoscritto un ordine del giorno che afferma "l'unica possibilità che questa amministrazione ha di tutelare gli interessi dei cittadini è quella di partecipare e di influire sulle scelte decisive di chi amministra e gestisce l'aeroporto" ma poi ha scelto, per motivazioni "contabili", di vendere le proprie quote di AerTre.

La schizofrenia di questo comportamento è evidente.

Come schizofrenica è l'apertura di un tavolo in cui SAVE, che controlla AerTre, è semplicemente un invitato mentre, allo stesso tempo, si rinuncia a sedere nel Consiglio di Amministrazione di AerTre, accanto ai rappresentanti di SAVEcon i rappresentanti del Comune di Treviso nominati dal Sindaco, di cui abbiamo scritto già molto tempo fa.

Le ragioni che mi portano a questo giudizio penso vi possano essere ancora più chiare leggendo quanto ho espresso in uno dei miei interventi in merito, durante la seduta del Consiglio di ieri.
Ho sostanzialmente detto questo:

"In commissione consiliare nella seduta di martedì 16 dicembre scorso ho sentito più o meno affermare che il Presidente di AerTre, che è nominato dal Sindaco, insieme ad altri 2 dei 9 membri del Consiglio di Amministrazione (CdA), non conta nulla o quasi, se si eccettua la convocazione delle assemblee e poco altro
In totale abbiamo 4 consiglieri del CdA di nomina pubblica su un totale di 9, essendo uno dei 4 indicato dalla Camera di commercio.

Perciò sembra scontato scegliere l’opzione della totale cessione delle azioni AerTre (si tratta di poco meno del 2,7% che pure dà la possibilità di nominare un terzo del CdA) anche a fronte del parere fornito dagli Uffici, in cui si citano i risultati economici della società nel 2008-2013 che, nel complesso, sono negativi. Peraltro tale risultato di bilancio ha un andamento altalenante negli ultimi 3 anni. Sulla serie 2008-2013 comunque, e conseguentemente al dato precedente, è stato registrato anche un calo del valore della proprietà azionaria del Comune (siamo attorno a 370.000 euro). 
Il parere degli uffici comunali, inoltre, suggerisce la dismissione anche perché la quota del Comune di minoranza non permette di influire sulle decisioni societarie e perché sono scarse le informazioni fornite da AerTre. In più sono ricordate le irregolarità segnalate dalla Corte dei Conti del Veneto.

In particolare la Corte dei Conti, visto anche l’indebitamento di AerTre verso la controllante privata SAVE per la realizzazione di investimenti per circa 19 milioni di euro, tra cui la realizzazione della nuova pista nel 2011, raccomanda “di effettuare un costante e approfondito monitoraggio, considerata la denunciata (dal Comune di Treviso) scarsità delle informazioni fornite dalla partecipata" (informazioni circoscritte ai soli documenti portati all'approvazione dell’assemblea dei soci).

Orbene da dove può sorgere il dubbio sulla decisione di vendere o meno le quote?

Intanto sappiamo che AerTre conta di ampliare enormemente il traffico e l’aeroporto Canova (il famigerato Master Plan) ma su questo il Comune di Treviso non pare abbia ancora preso alcuna posizione chiara, nonostante l’anno e mezzo abbondante di “nuova" Giunta
Al riguardo forse sarà risolutivo l’incarico professionale che è stato deciso di conferire per una cifra di 20.000 euro per un’elaborazione tecnico scientifica che si suppone voglia essere resa al Ministero entro il 31/12/2014 nel quadro della procedura di VIA. Peccato che nel frattempo è stato rilasciato il giudizio favorevole di compatibilità ambientale per il Master Plan da parte della Regione Veneto [ndr. nonostante i reiterati pareri negativi della Commissione VIA nazionale].

Non solo, in base allo statuto della società AerTre, il Consiglio di Amministrazione (che se non sbaglio è cosa diversa dall'assemblea dei soci citata nelle indicazioni della Corte dei Conti del Veneto citate prima), è investito “in via esclusiva della gestione ordinaria e straordinaria della società, senza eccezione di sorta, ed ha la facoltà di compiere tutti gli atti che ritenga opportuni per l’attuazione ed il raggiungimento degli scopi sociali, esclusi soltanto quelli che la legge e lo statuto riservano all'Assemblea" (la stessa assemblea prima citata).

Aggiungo che “la rappresentanza in giudizio di fornite a terzi spetta al Presidente del CdA o agli altri membri del Consiglio in relazione alle loro funzioni e ai poteri ad essi delegati”.

Perciò tutta questa scarsità di efficacia di 3 su 9 consiglieri del CdA, tra cui uno è il Presidente del CdA e che rappresenta legalmente la società, è davvero incredibile.

Come è incredibile che in un ordine del giorno della maggioranza approvato a marzo scorso venisse sancito:
  • il comune di Treviso promuoverà interventi vari, quali azioni giuridiche e amministrative, affinché nel territorio comunale sia rispettato il numero massimo di voli decretato nel 2007 dal Ministero dell’Ambiente […]” (i famosi 16.300 voli annui)
  • l’“impegno affinché i rappresentanti comunali all’interno di AerTre provvedano a ritirare eventuali ricorsi giacenti al TAR o altro organismo […] afferenti il numero dei voli autorizzati”
Ora, se il Consiglio di Amministrazione non è uno degli strumenti per raggiungere i suddetti scopi e se il Presidente del CdA, che rappresenta legalmente la società ed è nominato dal Sindaco di Treviso, non risulta abbia ritirato alcun ricorso [ndr. e neppure chiesto di farlo] o altro c’è da chiedersi se il problema sia l’organizzazione della società (la governance come va di moda chiamarla) o forse chi è stato nominato in quelle posizioni?

Un indizio per rispondere forse viene da una recente vicenda e dalle dichiarazioni riportate dai quotidiani. Un membro del Consiglio di amministrazione di AerTre dopo avere annunciato le proprie dimissioni le ha ritirate affermando di essere stato convinto dal patron di SAVE, cioè del socio privato di AerTre che detiene l’80% di azioni. Lo stesso consigliere che afferma che al Canova non vi sono voli fuorilegge.

Quindi il problema non è tanto se sia utile per la città di Treviso detenere meno del 3% di Aertre e di poter nominare il Presidente e un terzo del CdA, il problema è se il Sindaco, che nomina quei membri, e se i membri scelti siano in grado di tutelare e perseguire gli interessi della collettività...
Forse non sorprende, dunque, che la commissione abbia votato all'unanimità la vendita delle quote.

Poiché comunque la tutela dei cittadini di Treviso, della loro salute e dell’ambiente, dipende prima che dagli strumenti a disposizione dalla volontà di utilizzarli non parteciperò al voto su questa delibera che non pone la vera domanda a cui sarebbe necessario dare risposta."

A fronte del successivo dibattito e con la volontà di sottolineare quanto fosse per me sbagliato rinunciare a uno strumento, sicuramente più efficace di un tavolo di concertazione, per incidere sulle scelte che riguardano un'infrastruttura fondamentale per il nostro territorio, ho votato in maniera specifica per il mantenimento delle quote di AerTre Spa.

Poi, dopo avere preso atto della quasi unanime indicazione opposta da parte della maggioranza, non ho partecipato, come avevo preannunciato, al voto in merito alla Deliberazione che ha recepito l'indicazione di vendere le quote e che trattava anche di altre società partecipate del Comune di Treviso.

mercoledì 17 dicembre 2014

#Aeroporto Canova di #Treviso e la necessità di controlli

La Tribuna, 16-12-2014
Dopo aver letto questo articolo di giornale mi chiedo cosa sia cambiato dallo scorso 26 febbraio quando i rappresentanti di SEL in Consiglio comunale di Treviso non hanno votato la mozione che avevo presentato allo scopo di utilizzare per l'approfondimento della conoscenza sugli impatti ambientali e sanitari dell'aeroporto Canova parte dei 2 milioni di euro incassati dal Comune di Treviso come socio di SAVE.

La mia richiesta comprendeva la valutazione delle "attività necessarie per svolgere, in collaborazione con Arpav e ASL, monitoraggi completi, significativi e affidabili delle conseguenze ambientali generate dall'aeroporto Canova di Treviso".

Evidentemente essere in minoranza concede libertà inimmaginabili rispetto a chi governa un ente locale...

O forse c'è poco coordinamento tra i rappresentanti di uno stesso partito .

O forse io avevo precorso troppo i tempi...
Perciò, forse, devo solo restare in attesa di vedere riproposto da SEL in Comune a Treviso un ordine del giorno simile al mio. In tal caso sarò prontissimo a sostenerlo.

p.s. nel lontano 26 febbraio di tutti i consiglieri presenti e votanti, solo Maristella Caldato, consigliera di maggioranza, ha sostenuto la mia mozione...

domenica 14 dicembre 2014

IV lotto della tangenziale e quartiere San Giuseppe di #Treviso: qualche numero

Il Gazzettino, 09-12-2014
In questo articolo trovate una sintesi dei contenuti della relazione dello studio incaricato dalla "nuova" Amministrazione di Treviso per valutare il IV lotto della tangenziale.

Non sorprende che si concluda che il IV lotto serve come vi ho già scritto.

Quello che vi mostro oggi è uno zoom sulla via Noalese in corrispondenza della rotonda sotto la tangenziale delle due mappe della relazione TRT che riportano le simulazioni dei flussi dei veicoli nell'orario di punta del traffico nello stato attuale e in quello dopo la realizzazione del IV lotto.

La definizione dell'immagine è quel che è ma lascio a voi valutare se e quanto San Giuseppe trarrà giovamento dalla sola realizzazione del IV lotto della tangenziale, senza altri interventi come ad esempio quello annunciato di deviare il traffico pesante utilizzando semplici indicazioni stradali, per stabilizzare un risultato ottenuto "per caso" ad agosto.

Simulazione dello Stato di Fatto – Flussi veicolari ora di punta mattutina
Simulazione dello Scenario Futuro, IV lotto Tangenziale – Flussi veicolari ora di punta mattutina
Con l'incarico a TRT la "nuova" Amministrazione di Treviso è riuscita a esaminare il tracciato di Veneto Strade, giustificare un tracciato "misto", più o meno coincidente con quello che anni fa aveva proposto la Lega, ma non abbiamo alcun elemento per rispondere alla domanda che mi ero posto già 11 mesi fa: è davvero necessario e utile spendere 54 milioni di euro per il IV lotto della tangenziale rispetto a quello che si potrebbe fare in alternativa?

Come vi ho scritto, questa non è la domanda che si può o si vuole porre la "nuova" Amministrazione di Treviso...


IV lotto della tangenziale di #Treviso: alcune considerazione e un pronostico

La Tribuna, 09-12-2014
Il quotidiano di settimana scorsa ha dedicato molto spazio alla vicenda della mobilità in città, inclusi il IV lotto della tangenziale e la relazione predisposta dallo studio TRT incaricato dalla "nuova" Amministrazione di Treviso.

Venerdì scorso si è tenuta la Commissione territorio con l'illustrazione delle conclusioni della relazione e del "nuovo tracciato" che sembrava quasi "segreto".

Dal dibattito sono emersi alcuni punti che mi hanno colpito e che vi riporto qui di seguito.

  • Il tracciato proposto dalla Giunta Manildo ricalca quasi esattamente ciò che aveva proposto in sede di Conferenza di Servizi qualche anno fa la Lega esprimendo parere non favorevole al tracciato deciso da Veneto Strade. La proposta della Lega di allora e della Giunta Manildo oggi, ricalca il tracciato previsto dal piano regolatore (PRG) di Treviso per la prima parte e solo dalla ferrovia alla strada feltrina segue il tragitto di Veneto Strade e prevede la realizzazione di due rotatorie all'uscita in zona Lando.
  • Assumendo che il numero di veicoli in circolazione rimangano quelli attuali, con il IV lotto un po' di traffico viene spostato dall'ultimo tratto della Noalese e da nord di Treviso sul nuovo tratto di tangenziale.
  • Per migliorare la mobilità di Treviso sarebbe necessaria una serie articolata e integrata di interventi anche sul fronte della mobilità sostenibile: percorsi ciclopedonali, restringimenti di carreggiata, ecc. ma intanto ci sono 54 milioni di euro per fare le tangenziale e quindi conviene farla poiché, in ogni caso, porta dei vantaggi.
  • Sindaco e Assessore alle attività produttive di Treviso stanno discutendo con Veneto Strade per cambiare il tracciato senza riprendere la procedura amministrativa dall'inizio.
  • L'attuale PRG di Treviso, come detto sopra, riportava un tracciato che, in parte o in toto, sarà diverso e perciò sarà necessario approvare una variante urbanistica per realizzare l'opera e per procedere agli espropri dei terreni privati. Peraltro anche per il vecchio tracciato, essendo già trascorsi 5 anni dall'approvazione del PRG, sono scaduti i "vincoli preordinati all'esproprio", sia a Treviso che a Paese, perciò dovranno essere riavviate le relative procedure.
  • La realizzazione della nuova area commerciale alla ex Marazzato genererà un traffico sulla Noalese che sarà per il 70% circa, stimato grossolanamente dagli Uffici comunali, di nuovi veicoli che prima non percorrevano quella zona (nuovo traffico). In confronto il calo di veicoli che permetterà il IV lotto della tangenziale potrebbe essere poca cosa.
  • Anche quando ci sarà la nuova superstrada Pedemontana, per la quale non sembrano essere note le stime di traffico, il IV lotto di tangenziale potrà scaricare (non si s quanto) il flusso di mezzi che altrimenti potrebbero attraversare il centro della nostra città.
  • Quando si prolungherà la tangenziale anche a nord fino quasi all'autostrada si potrà avere un alleggerimento anche superiore rispetto a quello ora stimato con il solo IV lotto.
  • Trattandosi di un progetto preliminare ogni valutazione di tipo ambientale o di dettaglio è rinviata al progetto definitivo.

Mi sembra di potere affermare che la questione viene così posta: ci danno 54 milioni di euro per fare un tratto di circa 3,5 km di strada che, in un modo o nell'altro, migliorerà la mobilità di Treviso, vogliamo rinunciarci?

Non ci si pone la domanda se si possano usare meglio queste risorse o se ci siano altre e diverse priorità per la nostra città o anche solo se quel miglioramento sarà "percepibile".
La domanda, invece, è secondo me centrale come scrivevo quasi un anno fa...

Di certo non si prende minimamente in considerazione un approccio, totalmente opposto, proposto dal prof. Giacomini nel seminario di sabato 13 dicembre alla Chiesa votiva: introdurre nel campo dei trasporti il concetto di efficientamento di quanto c'è già, senza necessariamente costruire nuove e costose opere e infrastrutture, privilegiando le modalità di spostamento più sostenibili e migliorando la qualità della vita, soprattutto di quei soggetti fino ad ora più penalizzati.

Un dibattito come è stato posto in Commissione non può che avere un'unica risposta, la stessa che abbiamo già visto per la Nuova Cittadella della Salute, per il Piano di Assetto del Territorio (PAT), per il Piano di rischio aeroportuale del Canova, il progetto di riqualificazione della ex Provincia, si farà più o meno esattamente quanto era stato deciso e programmato dalle giunte leghiste del passato.
Saranno, quindi, ancora una volta, confermate e realizzate le scelte fatte nel "ventennio buio", come lo definisce ancora oggi il centrosinistra che ora governa la nostra città, in perfetta continuità con il passato, nonostante una campagna elettorale fondata sulla promessa di cambiamento.

Al di là delle belle parole, inglesi e italiane, sono convinto che il cambiamento di questa Amministrazione comunale si vedrà solo su aspetti marginali...

giovedì 11 dicembre 2014

Nuova Cittadella della Salute di #Treviso: "Peggio della Lega, solo il Pd"

http://vvox.it/
Vi segnalo sull'argomento Nuova Cittadella della Salute di Treviso un articolo della testata Vvox che comincia così:

"Dare a Gnocchi quel che è di Gnocchi: al consigliere comunale di Treviso, ex Cinque Stelle ora gruppo misto, Alessandro Gnocchi va dato atto di essere stato l’unico a condurre una battaglia senza se e senza ma contro il project financing della nuova “Cittadella della Salute” [...]"

Trovate il resto dell'articolo qui.

Il precedente articolo intitolato Treviso e il "Partito unico sanitario", sempre del Direttore Alessio Mannino, è altrettanto interessante.

Buona lettura.

Ruggero Ruggeri e Alice Biba

 di Mirco Venzo

Due artisti antitetici, usando le parole del curatore dell’esposizione Daniel Buso, hanno esposto da fine novembre ai primi di dicembre a Ca’ dei Carraresi nel 5° spazio riservato agli artisti emergenti.

Ruggero Ruggeri - opere
“Strange Days” il progetto fotografico di Ruggero Ruggeri nasce dopo aver visto il famoso cortometraggio di Chris Marker “La jetée” (1962).
“Ispirato da questo lavoro che parla di un viaggio, anch'io ho deciso di stimolare un percorso “onirico” cogliendo degli scatti da dei video. Le immagini volutamente confuse, obbligano lo spettatore a utilizzare la fantasia o il suo vissuto per completarle e portarlo altrove”.
Un lavoro che rientra nell'area dell’arte concettuale quello del fotografo, campo da cui pare essere lontana la scultrice che presenta figure spesso molto sensuali.

Alice Biba - "Il bacio"
Alice Biba realizza le sue sculture in creta. Esse hanno come protagonista sempre la donna.

Il curatore Buso nella sua presentazione ci spiega che in tutte le sculture esposte vede un’energia in esplosione che deve raggiungere il suo apice, paragonabile a quella che si ha durante l'adolescenza.

Un'unica opera pare aver completato questo percorso, abbandonando la tensione energetica per adagiarsi in un stabile e sereno equilibrio.

E’ il volto di Emma, la figlia dell’artista.


domenica 7 dicembre 2014

Mobilità e Ambiente a sud di #Treviso: sabato 13/12/2014 ore 17, Cinema Teatro Aurora (TV)

Un incontro pubblico interessante.

MOBILITA' E AMBIENTE A SUD DI TREVISO

Sabato 13 dicembre 2014 ore 17.00

presso il Cinema Teatro Aurora
Via Venier 32 a Treviso

con:

Francesco Mezzavilla – faunista e naturalista
aspetti ambientali più rilevanti della zona sud-est di Treviso

Carlo Giacomini - docente IUAV di Venezia
proposte per una mobilità diversa ed integrata a sud di Treviso

Roberto Pignatiello - presidente Federazione Italiana Amici Bicicletta Treviso
ipotesi di valorizzazione della mobilità lenta tra i quartieri sud di Treviso

venerdì 5 dicembre 2014

#SAVE e i suoi aeroporti, compreso il Canova di #Treviso

La Tribuna, 27-11-2014
Mi hanno segnalato questo articolo interessante.

Da parte mia vi faccio notare le poche parole sul Comune di Treviso, presente come azionista della società SAVE, che non fiata...

Forse conoscete anche voi il detto: "chi tace acconsente"...

Il silenzio della "nuova" Amministrazione di Treviso, infatti, è assordante sul tema dell'aeroporto Canova
già dal 26 febbraio scorso...

...fino ad arrivare al 29 novembre scorso, data della serata di informazione del Comitato Aeroporto di Treviso, a cui erano presenti il Sindaco di Quinto di Treviso e il Sindaco di Zero Branco ma non il Sindaco di Treviso...

giovedì 4 dicembre 2014

Numeria ed ex Provincia di #Treviso: epilogo

Come già raccontato dai quotidiani e senza sorprese per nessuno il Progetto Numeria è stato approvato nella seduta del 28 novembre anche dal Consiglio comunale, dopo esserlo stato già dalla Giunta.

In realtà qualche voce critica si è sollevata anche dalla Maggioranza.

Il Gazzettino, 30-11-2014

Durante la seduta è stato anche presentato e approvato un emendamento, sempre della Maggioranza, che chiede di documentare fotograficamente con una elevata fedeltà l'attuale edificio prima che venga  parzialmente demolito e modificato, con ciò riconoscendo la perdita, anche architettonica, per la città.

La giustificazione di tale perdita: "non si poteva fare altrimenti..."

Come sapete, la penso molto diversamente.
Infatti nel mio intervento in Consiglio ho all'incirca pronunciato queste parole:

Ciò che mi sorprende di più è l'assenza di coraggio di questa Amministrazione.

Sento troppo spesso la motivazione che è colpa degli altri.

Dopo tanti, troppi, annunci elettorali abbiamo visto solo qualche provvedimento di indirizzo o simbolico ma quando si doveva passare ai fatti concreti non abbiamo visto la decisione, il piglio, che ci si sarebbe aspettati da chi doveva, così si è presentato, portarci fuori dal ventennio di buio.

Qualche esempio...

Il PAT per ora non è stato minimamente cambiato nella sostanza, confermando, solo con minore incisività, la già prevista riduzione alla prima variante al piano degli interventi (PI) della capacità edificatoria residua. Tanto che si parla ancora del "PAT della lega".

Per il piano di rischio aeroportuale abbiamo ottenuto, ancora una volta, solo un atto di indirizzo perché i contenuti sono stati interamente confermati rispetto all'elaborato "della lega" dopo un anno e mezzo di "attesa", solo in parte dovuta al "ritardo" del pronunciamento di ENAC.

Sulla nuova Cittadella della Salute abbiamo visto qualche modifica del tutto marginale a fronte della totale obliterazione di ogni osservazione pervenuta dai cittadini, salvo qualche virgola, alla faccia della partecipazione e, ancora una volta, alla faccia dei provvedimenti di indirizzo votati da questo Consiglio comunale.

Per tornare a Numeria: ho sentito dire che il "piano casa ter" è legge e dunque nulla si può fare e quindi ancora grazie che ci concedono qualcosa e, per questo, si riconosce il beneficio pubblico.

Ricordo però che a febbraio scorso questo Consiglio comunale aveva dato mandato al Sindaco di presentare una proposta di legge regionale perché, nelle motivazioni, si riteneva che "il piano casa ter" fosse incostituzionale e che fosse deleterio per gli aspetti di tutela ambientale e sociale della città rappresentando una deroga troppa estesa e automatica. Dopo 7 mesi non ho saputo di azioni concrete attuate dal Sindaco ma, piuttosto, ho sentito in commissione consiliare che il "piano casa ter"c'è e ce lo teniamo così com'è. Ciò dimostra che gli atti di indirizzo restano lettera morta per quanto riguarda le questioni davvero importanti.

Ma il provvedimento di oggi compie un'altra scelta, a mio giudizio, sbagliata; con quello che definirei lo specchietto per le allodole delle sale pubbliche e di qualche parcheggio, si sancisce, ufficialmente, per iscritto, che:
  • il "piano casa ter" è pienamente operativo,
  • nella ex Provincia, a poche centinaia di metri dal Duomo di Treviso, può entrare una media struttura di vendita in quanto funzionale al cambio di destinazione d'uso a residenziale, 
  • si possono tranquillamente realizzare almeno due piani interrati, nonostante la presenza di una falda a limitatissima profondità e nonostante, anche qui, alcune osservazioni al PAT che evidenziavano la delicatezza di tali interventi,
  • e, infine, gli unici vincoli sono l'altezza di edifici circostanti, con una interpretazione della norma che consente un aumento di volumi di oltre 3000 metri cubi, e il mantenimento di alcune sale.
Tra l'altro si accetta esplicitamente che il privato possa recedere dall'accordo se non fossero accolte tutte le sue richieste, senza porre alcuna clausola di autotutela del Comune rispetto alle concessioni fatte.

In sostanza si scrive nero su bianco che ogni contenuto della richiesta privata è non solo legittima ma è accettabile e viene acconsentita, senza nessuna subordinazione "di principio" all'interesse pubblico.

Con la dichiarazione di interesse pubblico, cioè, si concede un iter amministrativo condiviso, agevolato, diverso dall'ordinario, a fronte della cessione di alcune sale e poco altro.

Il privato, quindi, cede delle sale per avere un iter amministrativo facilitato, ma così, in realtà, ottiene un provvedimento che afferma, nelle premesse e nelle motivazioni, che l'intervento può essere realizzato come proposto. Pertanto, qualora non si giunga a una convenzione soddisfacente, il privato potrà tenersi le sale e agire di iniziativa autonoma e come vuole, decadendo qualsiasi possibile ragione tecnico discrezionale ostativa. Infatti le ragioni tecnico discrezionali sono già esplicitate con questo provvedimento, in senso pienamente favorevole al privato. A ciò segue che lo svantaggio potenziale per la mancata sottoscrizione della convenzione è solo per il Comune.

Pertanto si riproporrà, in fase di definizione della convenzione, il "ricatto" di oggi, con l'aggravante di non disporre di alcun margine di discrezionalità tecnico amministrativa per "resistere" alle pretese del privato. 
L'aggravante, cioè, di avere oggi, con l'approvazione di questo provvedimento, spezzato ogni freccia al proprio arco, all'arco di chi dovrebbe tutelare l'interesse collettivo.

mercoledì 26 novembre 2014

Raccolta Porta a Porta dei #rifiuti a #Treviso: i conti non tornano

In queste ultime settimane è arrivata a casa la seconda bolletta dell'anno di Contarina Spa per il servizio di gestione dei rifiuti.

Le voci in bolletta sono divise in due: una quota fissa e una quota variabile.

La prima bolletta dell'anno riportava le voci per l'acconto del primo semestre del 2014: dal 01/01/2014 al 30/06/2014 (181 giorni).

La seconda bolletta di quest'anno riporta il conguaglio dei primi 6 mesi dell'anno e l'acconto del secondo semestre del 2014, cioè dal 01/07/2014 al 31/12/2014 (184 giorni).

Ricordo che dal 01/07/2014 è entrato a regime il servizio del porta a porta con i relativi costi legati agli svuotamenti.

Perciò è logico aspettarsi che i primi sei mesi dell'anno siano stati stimati in base al vecchio sistema e che con il secondo semestre si cominci a vedere il costo del nuovo servizio. A questo costo poi si aggiungerà la tariffa per gli svuotamenti e quant'altro.

Ad alcune bollette, infatti, è allegato questo testo:

Perciò per i primi sei mesi abbiamo pagato in base al numero di componenti delle nostre famiglie e alla superficie dell'appartamento.

Da luglio dovremmo pagare in base alla produzione di rifiuti... anzi no!

Infatti paghiamo un totale dato da una quota fissa, che dipende ancora dai componenti della famiglia, e da una quota variabile.
Questa quota variabile, però, ha un minimo fisso che dipende anch'esso dal numero di componenti della famiglia poiché ci viene addebitato un numero di svuotamenti del secco pari al numero di persone + 1 e semmai ci faranno pagare, in aggiunta, gli svuotamenti extra che dovessimo fare.

Perciò forse non è casuale che dalle bollette che abbiamo raccolto si veda benissimo come la "quota fissa" ora sia maggiore della "quota variabile" e il rapporto in alcuni casi è variato enormemente: la parte fissa era molto minore con il vecchio sistema.

Ci hanno venduto il sistema porta a porta come quello che premia chi riduce i rifiuti.

Invece abbiamo notato da tutte le bollette che l'importo complessivo della seconda bolletta (porta a porta) è maggiore di quello della prima (sistema vecchio) anche se non producessimo nulla di più del minimo che ci viene addebitato!

Non solo, la quota fissa ora è spesso maggiore della quota variabile (che è a sua volta fissata come importo minimo da pagare).

Tutto ciò nonostante che ci abbiano sempre raccontato, e continuino a farlo,  il contrario...

Ma non finisce qui...
Sappiamo che esiste sul sito di Contarina Spa il modo di calcolare quanto si dovrà pagare ma è antipatico che in bolletta non sia riportato il costo degli svuotamenti e che in alcune bollette non sia nemmeno indicato il numero di svuotamenti già addebitati in acconto per il secondo semestre del 2014.
Perciò chi non ha accesso a internet, magari quegli stessi cittadini anziani che stanno lottando con gli scarsi spazi per conservare i bidoni della raccolta differenziata o con le difficoltà di trasportarli dall'appartamento in cui abitano alla strada, non ha modo di prevedere, con la bolletta in mano, quanto gli verrà addebitato.

Nelle bollette che abbiamo visto, poi, talvolta compaiono le voci relative agli svuotamenti dei singoli bidoni ma solo con una serie di zeri..., più spesso non si trova indicato nulla.

Fino qui abbiamo scritto di utenze domestiche ma il sito di Treviso SOS ha già messo a disposizione un foglio di calcolo per stimare i costi del nuovo sistema di raccolta per gli esercizi commerciali.

In questo caso sembra che le bollette possano lievitare anche enormemente.

Ormai è urgente che i rappresentanti dei cittadini di Treviso, a partire dai consiglieri comunali, si attivino per comprendere meglio come e quanto i cittadini pagano e pagheranno il servizio e per conoscere l'esito finale dello sforzo che siamo chiamati a compiere anche economicamente, come già avevo scritto.

p.s. se non avete cambiato appartamento e non è cambiato il numero di componenti della vostra famiglia e volete aiutarci ad avere un campione abbastanza ampio da analizzare mandateci via email la scansione della prima e della seconda bolletta dell'anno 2014 all'indirizzo: alessandro.gnocchi.blog@gmail.com

Cittadella della Salute di #Treviso: ma che bella idea! Soprattutto originale...

La Tribuna 26-11-2014
Ma che bella idea quella dell'osservatorio sul progetto della Cittadella della Salute!

Bisognerebbe riconoscere che l'idea non è per nulla originale considerato che era tra le osservazioni pervenute dai cittadini a metà ottobre e parte della mia personale proposta in merito (guardate in fondo a questo post o all'inizio di questo post, dove si parla di Collegio di Vigilanza).

In particolare avevo suggerito che la relazione periodica delle attività di "vigilanza" avvenisse in seduta pubblica al Consiglio comunale.
A proposito: nell'organismo sarebbe molto meglio inserire persone di indicazione delle istituzioni collegiali degli Enti. Cioè quelle istituzioni che rappresentano l'intera comunità, tutti i cittadini, e non solo la parte che ha vinto un'elezione.

In ogni caso viene da pensare che qualcuno abbia finalmente trovato il tempo di leggere le osservazioni all'accordo di programma sulla Cittadella e ritenute non pertinenti dall'azienda ULSS n. 9 e dal Comune di Treviso.

Probabilmente sarebbe stata gradita l'onestà intellettuale di non attribuirsi il merito esclusivo dell'idea con mesi di ritardo rispetto alle proposte di altri, ma l'importante è il risultato.

Perciò non ci resta che sperare che il Sindaco di Treviso ascolti una lista che fa parte della sua maggioranza dopo avere ignorato cittadini e consiglieri di minoranza (e pure qualche singolo consigliere di maggioranza)... Di sicuro non possiamo augurarci che il controllo sia affidato a soggetti espressi dall'intera città: saranno le solite persone "di fiducia".
Ma forse, con qualche mese di ritardo, potremo almeno chiedere, come consiglieri comunali della nostra città di Treviso, l'accesso agli atti relativi ai controlli...

p.s. ma dov'erano i rappresentanti della lista indicata nell'articolo durante il Consiglio comunale del 10 ottobre scorso? Come hanno votato? Lascio a voi la "difficile" risposta...

p.s.2 chissà che altre osservazioni alla Cittadella ispirino ulteriori "idee" originali...

lunedì 24 novembre 2014

Aeroporto di #Treviso, 29 novembre ore 20.30, serata pubblica

Una serata interessante.

Sabato 29 novembre, ore 20.30,
auditorium della Chiesa di Quinto di Treviso

Inquinamento aeroportuale, territorio e salute dei cittadini.

Ivano Zanchetta espone “MAREGGIANDO”


Di Mirco Venzo
Dal 8 novembre al 16 dicembre nello “Spazio Paraggi” in via Pescatori (TREVISO), Ivano Zanchetta espone “Mareggiando”, una serie di fotografie aventi tutti un unico soggetto: il mare.

Gli scatti realizzati con una Hasselblad che impressiona una pellicola B/N preferibilmente a bassa sensibilità (pochi ISO) sono stampati dallo stesso autore su carta barritata.

L’orario preferito per gli scatti è la mattina presto, quando la luce è tenue e la gente non affolla i paesaggi, per lo più balneari.
Le località sono tutte mediterranee.
Ecco alcuni spezzoni del dialogo avuto con l’autore.

- “Ho notato che in tutti i suoi lavori, in ogni scatto è assente la figura umana”.

- “Ritengo sia un di più… Ma le faccio notare che non è vero che colgo i paesaggi completamente privi delle tracie umane. Al contrario la presenza umana c’è sempre!”

In effetti, tutti i paesaggi seppur privi della figura antropomorfa, hanno di solito un segno tangibile della sua presenza: un ombrellone, una panchina, una striscia cementata dove camminare.
In questo senso le immagini che si osservano ricordano concettualmente Luigi Ghirri, anche se lo stile di Zanchetta è notevolmente diverso da quello del maestro emiliano.
L’uso del bianco e nero, la forma quadrata di tutti i suoi scatti e la costruzione dell’immagine permettono al trevigiano di ritagliarsi un suo stile.

“Il mio obiettivo è di riuscire a dare dinamismo ad una foto che essendo quadrata, teoricamente mal si presta allo scopo. Questo mi costringe a studiare con particolare cura l’inquadratura, individuando dei punti di fuga decentrati che diano energia alla foto”.

Ed è forse questo il segreto che possiedono le immagini di Zanchetta, scatti dove il paesaggio seppur privo di uomini, seppur realizzato quando la luce è mansueta ulteriormente ammorbidita dall’uso dei tempi lunghi, riescono sempre a polarizzare l’attenzione dello spettatore per trascinare la sua mente lontano da Treviso, in un mondo di sensazioni, ricordi, profumi, suoni che si rifanno ad altri tempi ed ad altri luoghi.

- “Se ci ha fatto caso, quasi tutte le immagini sono abbastanza piccole. Io voglio che lo spettatore si avvicini all’opera affinché possa entrare in relazione con essa e farsi trasportare dal paesaggio che ho catturato.”
- “Per la verità ci riesce molto bene, sono foto che spingono alla meditazione. E’una reazione mia personale o al contrario è uno dei risultati che voleva ottenere?”
- “Guardi, la meditazione rientra in tre fasi nel mio lavoro. Anzitutto nell’ideazione del progetto. Tutti questi scatti sono realizzati nell’arco di svariati anni e a seguito d’innumerevoli viaggi che pianifico solo nel tempo libero. Il secondo momento di meditazione è legato alla concretizzazione degli stessi, la scelta di dove porre il cavalletto, la scelta dell’inquadratura studiata e pensata con cura, e per finire durante la stampa delle opere che realizzo personalmente in camera oscura. Mentre l’immagine esce dall’acido la mente mi riporta nel luogo dove la catturai. Il terzo momento di meditazione è quello che spero sia indotto in chi le guarda le mie stampe…!”

Altri lavori di Zanchetta sono “Cattedrali del lavoro” sull’archeologia industriale e un libro di foto: “Treviso, percorsi notturni”.

Anche in tali lavori molte delle caratteristiche sopra citate sono facilmente individuabili; a conferma che l’artista ha un suo stile ben definito, adattabile in differenti contesti.

Mirco Venzo



venerdì 21 novembre 2014

IV lotto della tangenziale di #Treviso: perché tanta reticenza?

Si lavora come una talpa che scava al buio... dato che pare  manchi l'interesse di fare luce sul IV lotto della tangenziale di Treviso...

Solo l'altro giorno sono riuscito ad avere la documentazione relativa al tracciato "nuovo", quello che il Sindaco di Treviso ha presentato in Regione e a Paese ma non ai cittadini di Treviso e men che meno ai consiglieri comunali.
Ho dovuto presentare una formale richiesta di accesso agli atti ai sensi del regolamento comunale perché non era stato sufficiente, a fine ottobre, chiedere copia del tracciato in sede di Conferenza dei capigruppo.
In quell'occasione era stato il capogruppo Sandro Zampese a farsi interprete di tutti i capigruppo di minoranza.
Richiesta nuovamente avanzata in successive sedute della Commissione consiliare territorio e caduta sempre nel vuoto.

Perciò solo a quasi due mesi di distanza mi hanno fornito i documenti e io li ho messi a disposizione degli altri consiglieri.

Mi sfuggono le ragioni di tanta riservatezza da parte della "nuova" amministrazione di Treviso.
Mi sfuggono le motivazioni per cui l'Amministrazione, se è così convinta della bontà della propria proposta, non la presenti e non la condivida con i cittadini di Treviso che potrebbero supportarla nella richiesta per la modifica del tracciato progettato e per la conferma del finanziamento da parte della Regione.

Trasparenza e partecipazione, infatti, non devono essere solo viste con terrore dagli amministratori di Treviso ma sono occasioni per un'Amministrazione di essere più solida e convincente!

p.s. A proposito: il "nuovo" tracciato è sostanzialmente quello previsto dal PRG dalla Castellana fino a via Casanova, vicino al cimitero di Monigo, e poi è quello del tracciato di Veneto Strade, cioè del progetto preliminare del 2010, fino al Lando.

giovedì 20 novembre 2014

Piano di rischio aeroportuale, pubblicata la Deliberazione: ora le osservazioni alla variante

Ieri mi hanno segnalato la pubblicazione della Deliberazione del Consiglio comunale sul piano di rischio e sulla collegata variante urbanistica.

Nell'albo on line del Comune di Treviso, cercando con numero atto: 62 si legge:

DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 62 DEL 30/09/2014 AD OGGETTO: AEROPORTO A. CANOVA DI TREVISO. PIANO DI RISCHIO AEROPORTUALE E VARIANTE PARZIALE AL PIANO REGOLATORE GENERALE N. 48 - "ADEGUAMENTO ALLE PRESCRIZIONI DEL PIANO DI RISCHIO AEROPORTUALE". ADOZIONE.

Sono in via di pubblicazione, o già pubblicati gli avvisi di deposito della documentazione presso il Settore urbanistica per la visione degli atti a cui seguirà la possibilità di presentare osservazioni alla variante al PRG connessa con il Piano di rischio dell'aeroporto Canova di Treviso.

Indicativamente a metà gennaio 2015 scadranno i termini per la presentazione delle osservazioni.
Come ricordate, grazie a un ordine del giorno approvato in Consiglio comunale c'è speranza che non facciano la fine di quelle sulla Cittadella della salute...

#Treviso, 4 dicembre 2014, ore 20.45. Elezioni regionali 2015: presente e futuro del Veneto

Vi segnalo la tavola rotonda dal titolo:

ELEZIONI REGIONALI 2015: 
PRESENTE E FUTURO DEL VENETO

che si svolgerà 
giovedì 4 dicembre 2014, alle ore 20.45 

presso l'hotel Ca' del Galletto in via Santa Bona vecchia a Treviso

mercoledì 19 novembre 2014

Numeria ed edificio ex Provincia di #Treviso, qualche considerazione

Gli edifici rossi saranno del Comune,
quello più vicino nero il "nuovo" edificio privato
Nella Commissione consiliare Territorio di oggi, in seduta pubblica, si è visto il "plastico" dell'intervento proposto, o meglio, concertato tra Numeria e Giunta comunale, e forse anche parte di Maggioranza.

Nonostante il plastico non eravamo a Porta a Porta...

Grazie anche al "Piano casa ter", descritto a febbraio da questa maggioranza come la peste, avremo 3.200 metri cubi in più dell'attuale, 10 volte tanto i 300 metri cubi che sarebbe possibile costruire se non ci fosse il Piano casa. Però con la contropartita di due sale e dell'edificio ex Prisma che passeranno in proprietà del Comune. Il resto dei benefit sono poca cosa.

Quindi: due piani, quasi tre, in più della sagoma attuale, fino ad arrivare all'altezza dell'edificio "ex Inail" a cui va aggiunta la previsione che vengano realizzati uno o due piani interrati per i parcheggi.

A proposito: con la Deliberazione in discussione si crea un precedente di applicazione del Piano casa regionale al centro storico di Treviso e non solo che potrebbe avere effetti deflagranti sul futuro della nostra città al di là delle belle parole sul cemento zero, anche al di là della "finta" riduzione introdotta dall'osservazione del Sindaco sul PAT.

Sapendo che la seduta sarebbe stata ricca di interventi ho anticipato via email agli altri commissari le mie considerazioni che vi sottopongo:
In merito all'argomento in oggetto, a dispetto di qualche possibile interpretazione, anche alla luce di certi passaggi della nota dell'Assessore competente, tengo a sottolineare l'ampio margine di discrezionalità tecnico-amministrativa e, conseguentemente, politica della decisione.
Non credo sia necessario ribadire che non vi sia alcun sospetto di illegittimità manifesta nel provvedimento in discussione come, per quanto non precisamene riferito all'oggetto, ha ampiamente evidenziato, in termini generali, l'Avvocatura civica nel parere del settembre 2014 in merito alla discrezionalità della valutazione degli Organi amministrativi competenti.

A un sommario esame l'intervento prospettato dal privato si sostanzia nella realizzazione di residenze e locali commerciali mentre il resto (sala consiglio, sala Marton, edificio ex Prisma e portico) è indicato quale beneficio pubblico.

Inoltre l'assessore ci ha detto, almeno così è parso di comprendere, che il beneficio pubblico non sarebbe minimamente dovuto in base alla normativa vigente e quindi, se posso semplificare, ancora grazie che resta qualcosa di pubblico nell'area della ex Provincia.

Orbene, a mio giudizio, non va dimenticato che l'attuale PRG (art. 32 delle NTA), sancisce che la quasi totalità dell'area in argomento (cioè la porzione ricadente in sottozona A.S.) è destinata alla localizzazione di servizi amministrativi comunali, di enti a carattere pubblico o di interesse pubblico, culturali, sanitari, sociali, ricreativi, le opere di culto e tutte le infrastrutture inerenti alle destinazioni della sottozona.
Non è un caso, perciò, che lì sorgessero gli uffici della Provincia di Treviso.

Risulta pacifico che la proprietà di terreno e immobili non rilevino ai fini dell'utilizzo degli stessi essendo ben possibile che servizi amministrativi comunali, di enti a carattere pubblico o di interesse pubblico, culturali, sanitari, sociali, ricreativi, le opere di culto possano trovare localizzazione in proprietà privata ad esempio, banalmente, tramite locazione in affitto.

Sono, invero, anche possibili, sempre a norma delle NTA, cambi di destinazioni d’uso fra quelli ammessi per la sottozona (cioè quelli citati sopra),o, anche, cambio d'uso da non residenziale a residenziale.

Mi pare quindi evidente che sia ammesso il cambio di destinazione ma che non vi sia alcun obbligo a concederlo a meno che non ne ricorrano le necessarie condizioni.
Tralascio la questione della scelta pianificatoria che attiene alla amministrazione che valuta, o dovrebbe farlo, i pro e i contro per la collettività dell'eventuale cambio di destinazione d'uso, totale o parziale, nel quadro della propria discrezionalità tecnico-amministrativa, poiché si potrebbe astrattamente ricondurre questa attività alla semplice indicazione di ammissibilità presente nelle NTA, per quanto ciò rischi di impedire qualsiasi valutazione puntuale sui singoli interventi, anche di assai rilevante portata come è quello in oggetto.

Con parole più semplici tralascio le domande: a Treviso, in centro storico, a pochi metri dal Duomo, in un'area che sarebbe destinata a servizi amministrativi pubblici o di interesse pubblico è utile alla collettività che si realizzino nuovi appartamenti?
Non ce ne sono forse abbastanza e in larga misura vuoti, se è vero, come anche l'Assessore ha dichiarato alla stampa, che negli anni il centro si è drasticamente svuotato di residenti?
Non è forse vero che il Presidente della commissione territorio ha "promosso", conseguendo il favore dei consiglieri in Consiglio comunale, uno sconto sugli oneri di urbanizzazione, in centro storico, nel caso di cambio di destinazione d'uso da residenziale a commerciale/direzionale (citando, in particolare, gli studi professionali) perché piuttosto che niente meglio piuttosto?

Indubbio è, invece, che il cambio di destinazione d'uso di cui stiamo parlando oggi implichi, almeno, la verifica dell'eventuale mutato carico urbanistico associato alle diverse destinazioni e la precisa e attenta valutazione degli oneri conseguenti che saranno a carico del proponente: parcheggi e altro.

Altra possibilità consentita dal PRG per la zona è quella relativa all'insediamento di attività complementari e di servizio strettamente funzionali e proporzionali all’entità degli impianti (laddove gli impianti pare difficile che si riferiscano alle residenze nonostante l'acuta osservazione del Commissario Zampese nelle sue considerazioni scritte e anticipate a tutti i commissari).
Pertanto è, su questo tema, pienamente evidente che è solo la discrezionalità tecnico-amministrativa, e quindi politica, che può fare giungere a concludere che, come riportato nella proposta di Deliberazione per il Consiglio in discussione, l'insediamento di una superficie commerciale di 1.000 metri quadrati risulti un'attività complementare e di servizio strettamente funzionale e proporzionale.
Qualche dubbio, peraltro, è lecito, considerando che poco prima nel testo della Deliberazione (pagina 4) si afferma che la sottozona A.S. è equivalente alle zone F e considerando che nella zona F, come ci ha saggiamente e con competenza ricordato l'ULSS n. 9 nelle controdeduzioni alle osservazioni sull'accordo di programma della Cittadella della Salute, non è ammesso l'insediamento di medie strutture di vendita dal PRG di Treviso (art. 66 delle NTA).

Un altro e corposo tema è quello relativo all'applicazione del "Piano casa ter" che non è minimamente esente da valutazioni discrezionali al di là delle prassi più o meno consolidate o all'orientamento, anche giurisprudenziale, più o meno prevalente.

Anzi, questo tema risulta squisitamente politico nell'accezione della responsabilità politica che i consiglieri e la Giunta si assumono.
Infatti ricordo a tutti le contestazioni pubbliche promosse dal Sindaco di Treviso tramite dichiarazioni ai media e quelle avanzate da esponenti regionali del PD anche in Consiglio regionale, ricordo a tutti anche il ricorso in Corte costituzionale presentato dal Governo nazionale contro la legge regionale veneta sul cosiddetto "Piano casa ter", il ricorso al Consiglio di Stato del Comune di Asiago contro la pronuncia del TAR Veneto avverso la deliberazione comunale di disapplicazione del "Piano casa ter" e altri esempi si potrebbero citare.

Infine ricordo l'atto politico più significativo e cioè l'atto approvato dal Consiglio comunale di Treviso nella seduta del 26 febbraio 2014 in cui si afferma che il Piano casa ter è ritenuto "gravemente lesivo delle competenze dei comuni" e che la scelta regionale compiuta con il Piano casa ter "sia da reputarsi illegittima" costituzionalmente. Se questo è stato scritto in un atto ufficiale e votato favorevolmente dal Sindaco di Treviso e da 22 consiglieri comunali su 28 persone presenti e votanti, qualche margine di discrezionalità il Comune di Treviso lo sta utilizzando per dare il via libera a questa operazione o, quantomeno, per avallare più o meno esplicitamente l'inevitabilità dell'operazione anche qualora fosse promossa su esclusiva iniziativa privata.

Concentrandosi sulla questione dell'ampliamento volumetrico, inoltre, è pacifico che la presenza di un limite massimo non implichi necessariamente che tale massimo debba sempre e comunque essere concesso. Nello specifico, sia il parere legale della società proponente, sia il testo della Deliberazione evidenziano il margine di discrezionalità dell'interpretazione della norma che, è bene ricordarlo, anche qualora si volesse applicare senza discussioni la L.R. 14/2009, come modificata da ultimo nel 2013 ("Piano casa ter"), prevede il rispetto dei limiti di cui all'art. 8 del DM 1444/68 che, appunto, sono limiti massimi. Peraltro, al riguardo, viene in aiuto il PRG e il grado di protezione 4 che grava sull'immobile e che richiama la necessità di tendere al recupero morfologico esterno: recupero che non è scontato sia compatibile con una sopraelevazione di due piani o con le altre modifiche prospettate.
Tanto è vero che, ancora una volta, il testo della proposta di Deliberazione afferma che la accettabilità dell'intervento è basata su "valutazioni tecniche svolte dagli uffici, vista la connotazione del lotto di proprietà e le caratteristiche degli edifici circostanti di carattere storico-artistico". Valutazioni certamente legittime ma che, ancora una volta, rientrano nella discrezionalità tecnica e amministrativa dell'Ente per quanto supportate da un parere legale di parte della società proponente.

In merito all'ampliamento volumetrico, inoltre, non va dimenticata la possibilità di riconoscimento del credito edilizio a fronte delle norme tecniche di attuazione del PAT già adottato e che potrebbero essere ritenute già efficaci in regime di salvaguardia.

Valutazioni, pertanto, discrezionali, tutte legittime e differenti solo sul piano delle valutazioni tecnico amministrative e, in alcuni casi, eminentemente politiche. Valutazioni che richiedono un adeguato grado di consapevolezza e di cognizione in merito alle "convenienze" in gioco anche economiche per il privato e per la collettività che accetta una proposta in quanto la condivide o che rilascia l'autorizzazione a un intervento.

La quantificazione di un valore di oltre un milione di euro per 17 parcheggi ad uso pubblico, a esempio, lascia quanto meno sconcertati.

Concludendo, a dispetto di quanto ci vuole fare credere qualcuno, con questa deliberazione il Consiglio comunale sancisce molto di più della semplice constatazione che se ci portiamo a casa qualche sala pubblica e qualche parcheggio ci guadagniamo rispetto al non avere nulla.

Con quello che a me non sembra certo indiscutibile o pacifico, si passa da un'ipotetica necessità di una variante urbanistica per l'insediamento di una media struttura di vendita al considerare il progetto presentato pienamente conforme a ogni dettato normativo e, addirittura, si dipinge come obbligato e inevitabile l'assenso del Comune a quanto proposto, quasi esattamente per come proposto.

In tale contesto la previsione della parete a verde appare del tutto velleitaria a fronte di un'ipotesi di realizzazione di due piani interrati in una zona caratterizzata dalla presenza di una falda idrica a minima profondità dal piano campagna e a fronte di numerose osservazioni al PAT, orientate alla tutela dell'equilibrio idrologico e idrogeologico della città, in cui si erano proposti seri requisiti per simili interventi; osservazioni che in sede di Commissione urbanistica sono state evidenziate come meritevoli di considerazione da numerosi commissari, anche di maggioranza.

Per rendere meglio il concetto: con questa Deliberazione si consente a un soggetto privato di realizzare oltre 20.000 metri cubi di appartamenti e 1.000 metri quadrati di superficie commerciale a poche centinaia di metri dal Duomo di Treviso. E questo assenso, lo ripeto, non è né scontato né obbligato, ma rientra nella potestà del Comune concederlo in questa forma.

Perciò, con questo atto, detta concessione diventa piena responsabilità dei consiglieri comunali che voteranno favorevolmente.
Al di là di successivi schemi di convenzione e quant'altro che tratteranno i dettagli dell'operazione perché il testo della Deliberazione già reca in sé tutte le valutazioni di ordine tecnico e amministrativo che determineranno l'esito dell'intervento. Se già oggi appare inevitabile il rilascio dei permessi richiesti ancora di più obbligato sarà l'esito una volta approvata questa deliberazione anche nell'eventualità che si lasciasse interamente all'iniziativa privata la definizione dell'opera.

Paolo Degiampietro presenta: "Con le mie mani" di Mirco Venzo

Paolo Degiampietro
 La mostra accessibile dal 14 al 16 novembre presso in-OFFICINA a Villorba è stata introdotta da Scarabello Gastone, uno dei maestri del fotoreporter Paolo di Giampietro.

"Foto semplici, che non cercano di strappare lacrime. Scatti di chi vuol raccontare senza generare drammi, fatte da chi “si sporca le mani”, ovvero da chi prima di fotografare s’inserisce nell'ambiente che vuole documentare, conoscendo i protagonisti e dialogando con loro…”

Tutta la mostra è un modo per portare i visitatori a conoscere il problema dei “bambini lavoratori” che sono i protagonisti delle foto.

In effetti, oltre a osservare gli scatti, tutti in Bianco e Nero da pellicola 136 mm (anche se alla nostra vista appaiono copie digitalizzate degli originali) è molto importante leggere le didascalie che sono parte integrante dell’esposizione.

“Dal 2002 faccio parte dell’associazione Nats come volontario e cerco di dare loro una speranza” afferma il reporter con voce rotta dall'emozione.

Nella chiacchierata avuta prima delle dichiarazioni ufficiali, Paolo mi spiegava che la sua associazione vuole render legale il lavoro minorile che molte altre associazioni al contrario vorrebbero abolire del tutto. “Mirco, in molte realtà dell’America meridionale questo significa portare alla morte migliaia di persone. Dove la madre ha a carico 5/7 bambini, con il padre assente che si sta ubriacando in qualche bar, se non sono i bambini a contribuire al sostentamento dei fratellini, la madre da sola non ce la può fare!”.

Questi bambini lavoratori si stanno organizzando in una specie di sindacato da loro stessi autogestito per individuare condizioni di lavoro adeguate alla loro età.

Fare agende o centrini che poi saranno venduti nei mercati solidali, è di gran lunga preferibile rispetto al razzolare tra i rifiuti di notte, (perché di giorno la polizia li picchia e li allontana), o di finire a svendersi nelle strade.

In sintesi, Nats sostiene che il lavoro minorile, se regolamentato, è il male minore tra le opzioni praticabili.

A rilanciare con forza questo tema ora c’è anche il presidente della Bolivia, Juan Evo Morales che fu anche lui un bambino lavoratore e meglio di chiunque altro conosce la questione nei suoi molteplici risvolti.

Molte foto di Degiampietro vedono l’utilizzo del grandangolo, i due obiettivi più usati dal reporter sono il 21 mm e il 35 mm.

I due lavori presentati sono stati realizzati in Colombia e in Sierra Leone.

La cosa più brutta è vedere i bambini con gli occhi spenti!” ovvero con lo sguardo di chi non ha più né fiducia né speranza. “Al contrario la cosa più bella è la loro energia! Io stesso, lo ammetto, li sfrutto! La loro carica mi rigenera e mi trasmette entusiasmo!”

In-OFFICINA è uno spazio atipico, decisamente gradevole, che ha saputo creare un’atmosfera particolare.

A perfezionare il tutto c’è stato il ricco buffet da dove nel finale è uscito pure qualche piatto di pasta e fagioli.

Attorno a me ho colto solo sguardi soddisfatti ed interessati.

Testo e fotografie di Mirco Venzo

Un'immagine dell'esposizione




sabato 15 novembre 2014

Recupero della ex Provincia in centro a #Treviso, chi ci guadagna?

Il Gazzettino di Treviso 13-11-2014
Come promesso vi anticipo alcune delle mie perplessità sulla proposta della società Numeria di "riqualificazione" dello stabile della ex Provincia in viale Cesare Battisti, a poche centinaia di metri dal Duomo di Treviso.

Innanzitutto condivido buona parte di quanto ha espresso Sandro Zampese, capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale.

A proposito di beneficio pubblico è interessante anche quanto propone Maristella Caldato, consigliera comunale del PD.

A ciò aggiungo e vi propongo questa riflessione.

Il prof. Roberto Camagni del Politecnico di Milano, che abbiamo invitato in commissione consiliare a Treviso, ci ha mostrato che nella cosiddetta "urbanistica contrattata" è essenziale che l'Ente pubblico faccia una valutazione precisa e affidabile degli aspetti economici e sociali in gioco.

Ma senza le informazioni che si citano in questo articolo e, quindi, senza una valutazione tecnico-economica circostanziata e precisa da parte del Comune, come si può stabilire e scrivere in una Deliberazione del Consiglio comunale che sussistono l'interesse e il beneficio pubblico?

Il rischio che vedo io è che si stenda un tappeto rosso alla costruzione di appartamenti e locali commerciali a un tiro di schioppo dal Duomo di Treviso, il cui valore sul mercato possiamo solo immaginare, senza avere vantaggi di corrispondente importanza per la collettività.

Ma temo che questo rischio sia per molti irrilevante, tanto che giungeremo, senza tentennamenti, al voto favorevole da parte della maggioranza nel prossimo consiglio comunale di fine novembre.

#Treviso: centri commerciali in centro, il caso Numeria

La Tribuna, 14-11-2014
Ricordate il destino di Cassandra di cui ho già scritto in più occasioni?

Questo articolo tratta della proposta di intervento edilizio sull'ex Provincia vicino a Piazza del Duomo di cui vi scriverò in un altro post.

Ma quello che vi faccio notare qui è una delle frasi alla fine: sull'insediamento di "medie strutture commerciali" in centro storico.
Certamente io non avevo considerato "innocente" la variante al PRG approvata nel Consiglio comunale del 25 luglio scorso. Ve ne ho scritto e, a pagina 153 del verbale della seduta, trovate la trascrizione di quanto ho detto nel mio intervento.
Peccato che quel giorno molti non mi abbiano ascoltato... infatti l'unico voto contrario è stato il mio.

Perciò comincio a chiedermi: non capiscono quello che votano o sono perfettamente consapevoli?

Non so quale sia l'alternativa peggiore...

giovedì 6 novembre 2014

La Banca Centrale Europea e la questione democratica, incontro pubblico

Dopo gli eventi da noi organizzati durante i quali abbiamo potuto conoscere di persona il prof. Francesco Morosini e apprezzarne il valore e la competenza, ricordando il tema affrontato durante il dibattito sull'euro che abbiamo tenuto a maggio scorso, vi segnaliamo questa interessante occasione pubblica di "Lezioni dal Campus":

mercoledì 19 novembre alle ore 16,
nell'ambito del corso di Istituzioni di Diritto Pubblico dell'Università Ca' Foscari,

"La Banca Centrale Europea e la questione democratica"

Auditorium Santa Croce,
Piazza della Dogana, Quartiere Latino, Treviso