lunedì 30 giugno 2014

Prova di Sistema di voto autocertificato di unovalentanto.it

Prova di Sistema di voto autocertificato

Il percorso di partecipazione di unovaletanto.it si arricchisce di un altro tassello: 
il “Sistema di voto autocertificato”.


Gli iscritti al Forum di unovaletanto.it sono invitati a partecipare al
Primo test di voto autocertificato”.
(la votazione sarà attiva da martedì 1 luglio alle ore 9.00 a lunedì 7 luglio alle ore 19.00)


Sarà indicato sul Forum l’indirizzo della pagina sulla quale sarà possibile votare: il sistema permette di esprimere la propria preferenza ad ogni utente registrato, impedendo altresì il voto multiplo da parte della stessa persona.

Subito dopo aver espresso il voto, l’utente (e solo lui) riceverà una mail con la conferma e un codice univoco generato automaticamente.

Appena conclusa la votazione, il sistema procede allo scrutinio automatico e alla pubblicazione dei voti sia in forma aggregata (quanti voti per ciascuna opzione) sia analitica (i singoli voti espressi da ognuno).

L’elenco analitico dei voti è pubblicato in forma anonima: ogni voto espresso non è associato al nome del votante ma al codice univoco assegnato in fase di votazione (ognuno conosce il proprio codice univoco ma non conosce quello degli altri); in tal modo, ognuno può verificare autonomamente che il proprio voto sia stato registrato correttamente.

La verifica collettiva dei voti rende quindi lo scrutinio segreto intrinsecamente verificabile e certificato.

Nota: in questa votazione di prova non sarà abilitato il meccanismo di delega poiché non c’è ancora profonda conoscenza tra i vari utenti.

L’argomento proposto per effettuare il test è quello che nel forum ha riscosso il maggior numero di interventi, Euro dentro o fuori.

Abbiamo predisposto quattro domande, consapevoli che non esauriscono il tema Euro, argomento molto complesso dove aspetti molto tecnici ed emotivi spesso si intrecciano.

L’esito del sondaggio non rappresenterà la posizione “ufficiale” di unovaletanto.it, esprimerà la tendenza dei partecipanti al Forum a seguito di una discussione. Un primo passo concreto verso quella partecipazione consapevole che tutti noi desideriamo, che può essere definita come segue:
  • Individuazione del problema; 
  • Discussione e confronto; 
  • Sintesi e votazione. 
Ulteriori approfondimenti sono disponibili alla pagina "Il metodo UVT".

Vi proponiamo quindi di rispondere al sondaggio scegliendo quale di queste posizioni è maggiormente in sintonia con il vostro pensiero:
  1. Il sistema dell’Euro funziona così come è adesso; 
  2. Il sistema della moneta unica europea non può funzionare per cui l’Italia deve uscire dall'Euro; 
  3. L’Italia deve premere per cambiare radicalmente il sistema Euro, con proposte concrete. In caso non ci riuscisse, l’Italia deve uscire dall'Euro; 
  4. L’Italia deve premere per cambiare radicalmente il sistema Euro, con proposte concrete. In caso non ci riuscisse, l’Italia deve comunque rimanere nell'Euro.

sabato 28 giugno 2014

Stazione unica: appalti e affidamento incarichi. Poca scelta in Comune di #Treviso

Nella seduta del Consiglio comunale del 26 giugno scorso Giunta e Maggioranza consiliare hanno tirato dritto sulla Stazione unica appaltante.

Dell'efficienza e razionalità di questa scelta vi avevamo già scritto
Considerazioni presenti anche nella mia proposta di emendamento, sostenuta da tutta la minoranza.

Analizzando i provvedimenti che vi sottopongo, infatti, viene più di qualche dubbio sulla capacità di gestire gare da parte del Comune di Treviso, forse anche in relazione alle sue dimensioni:


Il PAT di Treviso è stato affidato ad aprile 2012 a una cordata di società: un raggruppamento temporaneo di cui fanno parte anche la Nexteco Srl di Valdagno, la Tepco Srl di Vittorio Veneto, sotto la guida dell'architetto Giuseppe Cappochin di Selvazzano Dentro.

Successivamente con un provvedimento del 29 aprile scorso è stato affidata l'elaborazione della VAS (valutazione ambientale strategica) per il Piano di rischio aeroportuale.
L'affidamento è stato diretto, su invito. L'invito è stato mandato a professionisti scelti all'interno dell'elenco di quelli in disponibilità dell'ente.
Caso vuole che il Comune abbia scelto: lo studio tecnico Capocchin Giuseppe di Selvazzano Dentro, la società Nexteco srl di Thiene, e la Tepco Srl di VIttorio Veneto.

L'indicazione Nexteco srl di Thiene e di Valdagno non devono ingannare: la società è sempre la stessa, riconducibile al dott. Reniero, anche il logo non cambia rispetto a quello della carta intestata della documentazione del PAT.

Guarda caso c'è stata un'unica risposta all'invito del Comune a presentare offerte. Vi ricordo che l'incarico doveva essere affidato all'offerta che proponesse lo sconto maggiore per la Pubblica Amministrazione. 
Pertanto l'assegnazione non poteva che andare all'unica proposta, qualunque fosse stato il ribasso offerto, anche minimo. Il ribasso offerto è stato del 5%, una qualsiasi offerta al supermercato è più conveniente, di solito.

Curiosamente le stesse tre società che collaborano alla redazione del PAT di Treviso non si sono fatte alcuna concorrenza ad offrire ribassi uno più formidabile dell'altro.

Con un elenco di professionisti in disponibilità più ampio la scelta sarebbe caduta proprio su tre società che già collaborano tra loro per un altro incarico del Comune?

Immagino che dovremmo essere fiduciosi che l'apporto dei comuni che aderiranno alla stazione unica del capoluogo permetta un'inesauribile scelta di professionisti.

Purtroppo spesso il prezzo delle scelte fatte per calcolo politico ricade sui cittadini.

p.s. la presenza dei soliti noti talvolta porta a conseguenze decisamente più sconvenienti per la collettività.

venerdì 27 giugno 2014

La Stazione Unica Appaltante promossa dal comune di #Treviso rischia di essere una inutile duplicazione

Il Comune di Treviso ha varato ieri la Stazione Unica Appaltante intercomunale dedicata ai comuni della Provincia di Treviso. Peccato, però, che esista già la Stazione Unica appaltante provinciale, creata da tempo dalla Provincia di Treviso alla quale hanno già aderito più di 50 comuni trevigiani.
Pur avendo io presentato un emendamento migliorativo alla delibera affinché il Comune potesse aderire a quella della Provincia, con la finalità di evitare una pericolosa quanto inutile duplicazione e concorrenza fra enti tenuti a collaborare tra loro, la mia proposta è rimasta lettera morta.

Lo scopo dichiarato della Stazione Unica è quello di comprimere la spesa pubblica, semplificare e standardizzare le procedure, attraverso la creazione di servizi integrati per più comuni e giungere a importanti economie di scala. I comuni non capoluogo, infatti, dal 1° luglio 2014, sono obbligati per legge a consociarsi per la realizzazione di lavori, la prestazione di servizi e l’acquisizione di forniture, pena l’impossibilità di indire bandi di gara.



Che logica spinge il Comune di Treviso a mobilitarsi in tutta fretta per offrire un servizio del tutto analogo a quello provinciale e probabilmente con maggiori costi per gli aderenti?
Se si condivide lo scopo del contenimento della spesa pubblica, della omogeneizzazione e semplificazione delle procedure, riportato nelle premesse del provvedimento comunale, la volontà di creare un doppione, senza verificare la possibilità di aggregarsi a livello provinciale, non ha senso.
Ricordo che la legge nazionale delinea un indirizzo chiaro: a regime non potranno esistere in tutto il Paese più di 35 soggetti che svolgeranno questi compiti aggregati”.
Vogliamo iniziare da subito a costruire le premesse per un simile soggetto o vogliamo continuare a dividerci?

La legge di riforma Delrio ha trasformato le province in enti di secondo livello di diretta emanazione dei Comuni e dei loro Sindaci con funzioni di servizio dei comuni stessi. Tra meno di due anni gli organi politici della Provincia saranno direttamente formati da sindaci e consiglieri comunali del trevigiano, in primis del Comune di Treviso. Vogliamo approfittarne?

Con il mio emendamento, perciò, ho proposto che si valutasse di aderire alla stazione Unica Appaltante provinciale e solo se ciò non fosse stato possibile di crearne un'altra. Nel medio-lungo termine, inoltre, si deve puntare a creare un soggetto aggregatore interprovinciale. Logica vuole, infatti, che si proceda tutti insieme nella stessa direzione e non ognuno con il proprio gruppetto di amici”.

Per usare bene i soldi dei contribuenti, quelli delle nostre tasche, è bene gli Enti collaborino tutti assieme e la smettano di sprecare risorse ed energie a farsi le scarpe gli uni con gli altri, magari solo per calcolo politico.

A noi cittadini, ai professionisti e agli imprenditori interessa poco che l’Ente si chiami Provincia, Intesa Programmatica d’Area, Grande Treviso, PaTreVe.
Ciò che interessa veramente è che ci sia un unico interlocutore qualificato e che segua procedure omogenee su tutto il territorio nazionale.

mercoledì 25 giugno 2014

Di nuova cittadella si parla in Regione ma non in Comune di #Treviso



La Regione di Luca Zaia convoca l'USL n. 9 in Commissione consiliare e nel Comune di Treviso siamo ancora fermi agli incontri "clandestini". I consiglieri comunali, ovviamente, non hanno neppure visto le carte. Da che so, solo io le ho chieste e pare sia disponibile per il Comune solo il progetto preliminare del nuovo nosocomio per quanto riguarda gli aspetti urbanistici e edilizi.

Tutto il resto ci è sconosciuto e non è chiaro se il Sindaco si sia scomodato di vedere le carte complete, compreso la parte del project financing, almeno come componente della Conferenza dei Sindaci dell'USL 9 che ha, tra le proprie competenze, pure la valutazione della programmazione economica dell'USL: bilancio pluriennale di previsione e bilancio di esercizio. A noi pare che nella programmazione economica abbia sicuramente rilevanza un progetto da centinaia di milioni di euro che condizionerà diversi contratti di fornitura per decenni.
A dire la verità ieri all'incontro pubblico sulla pedonalizzazione il volontario politico che risponde solo al Sindaco della propria attività ha dato come un intervento certo la nuova Cittadella della salute: forse che il Sindaco di Treviso sia l'unico a sapere che la cosa è già fatta e la Maggioranza in Consiglio non è ancora stata messa al corrente.

giovedì 19 giugno 2014

La Costituzione Italiana è una cosa seria



Comunicato Stampa congiunto

Treviso, 19.06.2014 In riferimento al comunicato stampa emesso dal M5S di Treviso il 18.06.2014 che annuncia per venerdì prossimo un “atto di responsabilità” dei consiglieri comunali eletti con il simbolo del m5s della provincia di Treviso,

riteniamo gravissimo quanto sta accadendo all’interno del Movimento 5 Stelle, in particolare sul perseverare nel tentativo di condizionare l’agire dei rappresentanti dei cittadini, tutti.

Il fatto che ai consiglieri comunali targati 5 stelle si vogliano far firmare delle “dimissioni in bianco” con le quali poterli “licenziare” durante lo svolgimento del loro mandato è preoccupante.  

Con questo atto tutti i consiglieri M5S della provincia di Treviso sottoscriverebbero un atto in totale contraddizione con la Costituzione Italiana e con i numerosi statuti comunali, nei quali si fa esplicito riferimento alla “libertà di mandato”, e ai quali si devono attenere in quanto membri delle istituzioni.
L'obiettivo dei padri costituenti era esattamente quello di evitare che i vertici dei partiti avessero il potere di ricattare gli eletti che rappresentano tutti i cittadini.

La preoccupazione aumenta se pensiamo alle cronache di questi giorni, che ci ricordano come in Italia gli eletti troppo spesso si pieghino al volere di altri: per qualche regalo, per qualche posticino retribuito da qualche parte per sé o per i propri "amici", per qualche vantaggio, talvolta solo per il timore di attacchi e denigrazioni pubbliche.

La nostra esperienza, in particolare per i gravi fatti ed il modus operandi messi in atto per il “Caso Gnocchi” a Treviso - dove l’unico consigliere comunale (ex M5S) è stato costretto a passare al Gruppo Misto a seguito di false accuse e minacce personali - chiarisce quali potrebbero essere i veri rischi di questa operazione.

Sorprendono pertanto l’ingenuità e l’arrogante superficialità con le quali si propone e si chiede di accettare questo tipo di condizioni a referenti eletti che hanno in primis una responsabilità piena di fronte a tutto l’elettorato e non solo rispetto a quello del partito o movimento di appartenenza.

Il recall non lo si fa con quattro amici al bar.

La Costituzione è una cosa seria e merita rispetto.

Questo documento è condiviso da molti attivisti che nel tempo si sono distinti per non essersi “piegati” ai devastanti diktat di Grillo - Casaleggio.

Firmato:

Alessandro Gnocchi (Treviso), Franco Dal Col (Ponzano Veneto), Federica Salsi (Bologna), Raffaella Pirini (Forlì), Paola De Pin (Roma), Serenetta Monti (Roma)

Alessandro Gnocchi   Consigliere comunale di Treviso
Franco dal Col   Consigliere comunale di Ponzano Veneto
Federica Salsi   Consigliere comunale di Bologna
Raffaella Pirini   ex Consigliere comunale di Forlì
Paola de Pin Senatrice della Repubblica Italiana
Serenetta Monti   ex candidata Sindaco di Roma

mercoledì 18 giugno 2014

Pedonalizzazione: #partecipazione vs #Giunta 0 a 1


Dispiace apparire insistenti ma qui proprio non ci siamo.
Se la Giunta ha già approvato una delibera con tutti i contenuti indicati in questo articolo come si fa a parlare di partecipazione?
Se si discute dopo che la decisione è presa in riunioni pubbliche, come quella del 24 giugno prossimo, dove sta il coinvolgimento dei cittadini?
Speriamo che almeno la categoria dei commercianti (che comunque non è l'unica interessata) abbia potuto contribuire a questa decisione attraverso i fantomatici tavoli di cui tanto si è vagheggiato sui giornali ma di cui, per ora, non si hanno notizie certe.

martedì 17 giugno 2014

Il Piano di Assetto del Territorio a #Treviso: pretendiamo strumenti di #partecipazione

Ho scritto anche in un altro post delle dichiarazioni del Sindaco che sostiene di volere dare "concretezza a quel metodo partecipativo annunciato in campagna elettorale attraverso il quale vogliamo sviluppare e procedere con i progetti che caratterizzeranno la Treviso di domani".

Qui mi concentro sul  PAT (il Piano di Assetto del Territorio).

La visione del futuro di Treviso, come abbiamo sempre detto, ha, infatti, uno dei suoi fondamenti strategici nel PAT per quanto riguarda il futuro disegno urbanistico ed edilizio della nostra città ma non solo.

Ed è proprio nel PAT, specie per quegli ambiti, tra cui le aree strategiche, in cui sono previste le trasformazioni più profonde (ex caserme, area De' Longhi - Zorzi, zona stazione e altre), che serve da subito prefigurare gli strumenti da utilizzare per dare concretezza ed efficacia all'abusata parola partecipazione.
Abbiamo già smascherato lo scarso coraggio della nuova Amministrazione sul tema.

Inoltre il Sindaco non sembra nemmeno così pronto a fare partecipare i consiglieri all'analisi delle osservazioni al PAT, figurarsi i cittadini
Per ora, infatti, si sono svolte numerose commissioni consiliari per l'illustrazione delle osservazioni giunte al PAT, e altre ce ne saranno sull'argomento, ma non abbiamo ancora capito se e come l'esito del confronto tra noi consiglieri arriverà al Sindaco
Con ogni probabilità, e come di consueto, il Sindaco farà le proprie autonome scelte, come un novello monarca a cui, certo, si può chiedere la grazia ma al cui insindacabile giudizio ci si deve rimettere...

Noi però non siamo di questo avviso perciò, nella seduta della Commissione territorio del 4 giugno scorso, ho chiesto la verbalizzazione di questa considerazione:

"Per quanto riguarda i programmi complessi, e comunque almeno per le cosiddette aree strategiche individuate dal PAT dove siano previsti o prevedibili interventi di trasformazione, ritengo sia opportuno individuare già nel PAT, come indirizzo per i futuri PI (piani degli interventi) o per altri strumenti che dovessero interessare suddetti ambiti, i meccanismi che consentano percorsi partecipativi che coinvolgano i cittadini
Questi meccanismi sono i più svariati (town meeting, open space technology, ascolto creativo, ecc.) e andranno contestualizzati ai vari casi e dovrà essere definita l'ampiezza di territorio da coinvolgere; ma resta la necessità, a mio avviso, di richiamare la necessità dell'attivazione di tali meccanismi come indirizzo generale per gli interventi in suddette aree".

Il Sindaco sarà così magnanimo da accogliere questa indicazione, presente anche in alcune osservazioni dei cittadini e condivisa da qualche consigliere comunale di maggioranza?
Accoglierà le osservazioni più convincenti dei cittadini?

Lo speriamo: e se accadrà sarà una conquista dei trevigiani, merito della loro insistenza e caparbietà...

lunedì 16 giugno 2014

La partita della #partecipazione a #Treviso: giocatori o tifosi?

http://aip2italia.files.wordpress.com/2014/04/il_bilanciopartecipativo_3.pdf
Domenica 15 giugno è apparsa sul quotidiano l'ennesima dichiarazione del Sindaco sul IV lotto della tangenziale (trovate l'articolo in fondo).

Torna la parola partecipazione, in particolare nei virgolettati relativi alla serata pubblica di mercoledì prossimo 18 giugno all'auditorium Stefanini il Sindaco dice:
"Diamo concretezza a quel metodo partecipativo annunciato in campagna elettorale attraverso il quale vogliamo sviluppare e procedere con i progetti che caratterizzeranno la Treviso di domani" e poi "Questo metodo non verrà applicato solo nel caso delle grandi opere...".

Ebbene l'incontro di mercoledì prossimo segue quello organizzato "da" San Giuseppe di cui vi ho scritto e durante il quale lo stesso Sindaco delle dichiarazioni sopra riportate ha affermato (più o meno): stiamo facendo tutti gli approfondimenti istruttori che riteniamo necessari e poi decideremo perché è nostra responsabilità farlo, vi illustreremo i risultati in un prossimo incontro ma state certi che la nostra scelta sarà la migliore per tutti i cittadini.

Ora, è necessario che ci chiariamo sul significato delle parole: la partecipazione non c'entra nulla con quello che solo dieci giorni fa il Sindaco aveva preannunciato e che dubito muterà.

Per facilitare la comprensione trovate qui sopra la scala della partecipazione di Arnstein che chiunque descriva i metodi partecipativi vi mostrerà. Sono certo che anche l'apposito volontario politico nominato dal Sindaco ha ben presente questa figura.


In altre parole per partecipare bisogna essere giocatori seduti allo stesso tavolo al pari degli altri e non si può essere solo gli spettatori, ai quali si concede, al massimo, di essere tifosi.

Perciò la si smetta di prenderci in giro: se nemmeno i consiglieri (almeno quelli di minoranza) hanno avuto le informazioni e i dati su cui valutare progetti, proposte e alternative, figuriamoci se questi saranno forniti per tempo ai cittadini individuando idonei strumenti, occasioni e tempi affinché i cittadini possano davvero partecipare e decidere, o almeno esprimersi con cognizione di causa! 

Altrimenti è, ancora una volta, tutta apparenza e niente sostanza. 





I veri rischi legali degli appalti pubblici

Curioso leggere sui giornali informazioni che, pare, il Comune di Treviso non detenga su un tema la cui delicatezza mi è costata non poche tribolazioni di cui vi ho raccontato.
Peraltro quando finalmente ottenni copia del progetto preliminare della nuova Cittadella della Salute di Treviso qualcuno  mi avvisò dei "rischi" legali, civili e penali, di un'eventuale divulgazione di notizie delicate sull'appalto... A giudicare dai quotidiani la vera preoccupazione non dovrebbe essere la troppa trasparenza quanto piuttosto gli "accordi" che si stringono nell'ombra e che hanno conseguenze penali ben più serie!

venerdì 13 giugno 2014

Raccolta #rifiuti in #Veneto: chi ce la racconta giusta?

Oggi vi invito a un giochino da enigmisti, ma non è un cruciverba

Trova le differenze!




Articolo della Tribuna di oggi 13 giugno 2014

Vi propongo due articoli: quali sono le differenze?



Articolo sul web sito Tribuna di Treviso



























Risposta
Ammesso che i dati siano veritieri e, come sembra, l'argomento sia lo stesso ciò che salta all'occhio è la contraddizione del messaggio contenuto nel titolo (lascio a voi trovare da soli le altre piccole differenze).

Nell'articolo di stampa l'assessore regionale spinge per il recupero energetico (una volta si chiamavano inceneritori).
L'articolo web evidenza però anche gli scarsi risultati della raccolta differenziata (premessa del recupero di materia) di Padova, Venezia e Verona.

Sarà un caso che a Padova, Venezia e Verona sono presenti gli inceneritori (ops, termovalorizzatori), rispettivamente, di: San Lazzaro, Fusina (spento a febbraio solo perché si bruciano ugualmente i rifiuti (ops il co-combustibile CSS/CDR) nella centrale Enel) e Ca' del Bue (nonostante le alterne vicende)? 

Ma niente paura! 
Il nuovo piano regionale veneto dei rifiuti non parla (quasi) più di termovalorizzatori ma di impianti di recupero energetico... e siamo tutti più contenti (e tranquilli?)...

Bilancio di un anno di Amministrazione: "È stato aperto l'ufficio Europa" e altre amenità...

L'11 giugno 2014 abbiamo letto alcuni articoli della Tribuna sul "bilancio" di un anno di amministrazione, secondo chi la sta guidando.
Tra le tante dichiarazioni mi ha sorpreso leggere, in tema di Bilancio vero e proprio, la seguente frase: "È stato aperto l’ufficio Europa, «e per la prima volta il Comune sta partecipando a un bando europeo», ha aggiunto l’assessore al Bilancio, Alessandra Gazzola, su scuola e integrazione. L’ufficio inoltre avrà a breve un’ulteriore dipendente, inizialmente solo di uno stagista."
Tralasciando la questione TASI (di cui ho già scritto in altre occasioni) che andrebbe citata se si parla di Bilancio, mi limito a un paio di riflessioni proprio sull'Ufficio Europa e altri fatti curiosi.


Nel maggio scorso, presentammo un emendamento al Bilancio di previsione 2013, oltre a quello sull'IRPEFproprio per aumentare il budget dell'Ufficio Europa del Comune. L'Ufficio comunale interessato, però, si espresse negativamente perché non avrebbero saputo che cosa farsene di quei soldi!
È, quindi, un passo avanti che oggi finalmente si torni a parlare di funzionamento e potenziamento dell'Ufficio ma è anche necessario ricordare che potrebbe già lavorare a pieno regime.
Basterebbe, ad esempio, assegnare full time all'ufficio qualche dipendente del Comune, disponibile e volenteroso, e sfruttare una Convenzione esistente tra Comune di Treviso e la Provincia di Treviso

A ottobre 2013 il Comune aveva annunciato l'approvazione di una deliberazione di Giunta per rendere finalmente operativa la Convenzione con l'Ufficio Europa provinciale

Su questa deliberazione  io stesso avevo manifestato pubblicamente il mio apprezzamento nel Consiglio comunale del 28 ottobre 2013 perché una scelta condivisibile, efficace e in linea con il mio programma elettorale (dichiarazione a pag. 32 del resoconto della seduta).

Dopo 8 mesi, purtroppo,  non abbiamo più notizie di questa Convenzione, né dell'arrivo di un nuovo dipendente. Questo è dovuto, forse, al fatto che ai consiglieri non è dato sapere queste cose.

L'impressione è che le logiche di schieramento impediscano troppo spesso la collaborazione tra Enti, nonostante esempi positivi, con un danno per tutti i cittadini

L'articolo che trovate dopo il testo di questo post sulla stazione appaltante (art. 9, comma 4, D.L. n. 66/2014) della Grande Treviso promossa dal nostro Comune, fa pensare più a una concorrenza tra Enti che a una reale (e leale) collaborazione che sarebbe molto più smart e razionale del fare da soli. Da tempo, infatti, la Provincia di Treviso offre, su indicazione di legge e da ultimo proprio in base all'art. 9 del DL 66/2014, questa opportunità a tutti i 95 comuni della Provincia.
Che senso ha fare tutti la stessa cosa, magari in competizione l'uno con l'altro?

Sappiamo che la Provincia, probabilmente, verrà eliminata a breve. Le competenze e le capacità di chi ci lavora, però, speriamo che non vadano disperse e, fintanto che esistono e sono messe a disposizione, sarebbe decisamente molto smart farle fruttare collaborando, per il vantaggio di tutta la collettività.



Il post apparso sul profilo FB il 9 giugno

PS: Va riconosciuto a Beppe Mauro, candidato Sindaco all'ultima tornata elettorale per le amministrative di Treviso, di essersi presentato con una lista dal nome Grande Treviso e di avere riproposto l’idea, proprio per le favorevoli condizioni di schieramento createsi dopo le elezioni. 



Dato che si è offerto a collaborare con l’Amministrazione chissà se diventerà il 17° volontario politico.  
Ah, scusate, si dice collaborazione specialistica volontaria e gratuita.
 ;-)



Il paginone della Tribuna di mercoledì 11 Giugno 2014



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LA TRIBUNA - 11 giugno 2014
Faranno riferimento al capoluogo per le gare di appalto
Manildo: «È l’inizio, ma il premier ci dia autonomia fiscale» 

Grande Treviso
con dieci Comuni
 
La grande Treviso ha un’embrione. Il comune capoluogo sarà stazione unica appaltante per almeno 10 comuni dell’hinterland. Una rete obbligatoria, ma che la giunta Manildo già da un anno perseguiva, nel rilancio del ruolo del capoluogo e nel disegno di una Grande Treviso, nata dal protocollo di intesa dell’Ipa, inserita nell’area Patreve, su cui Manildo e la sua giunta non hanno intenzione di arrendersi tanto facilmente. Non è un caso che ieri Manildo, nel tracciare il bilancio del primo anno di governo della sua giunta, sia partito dai futuri scenari amministrativi e territoriali. «Ma niente voti, quelli li diano i cittadini», premette. E aggiunge: so che tutti abbiamo dato il meglio di noi stessi». La Smart City che ha sempre in mente è una Treviso «catalizzatrice, polo di attrazione dopo anni di mancato ruolo», una città «riferimento nel turismo, per le categorie, per i servizi comuni», un faro «della formazione di eccellenza, grazie alle università venete». Nel cuore Manildo ha ancora la festa di piazza Borsa di un anno fa, come la serata con Paolini e Brunello di ottobre, gli incontri con la Kyenge e Farinetti. Nella mente, il film di un anno vissuto intensamente, e non senza difficoltà, scogli e correzioni di rotta. La partenza, le difficoltà, le critiche («inaccettabili quelle disoneste intellettualmente, ma cerco di passare oltre»), i provvedimenti più tormentati (smog, Tasi, e ora la pedonalizzazione), le riforme più decise (ius soli, coppie di fatto, registro sulle disposizioni di fine vita). In coscienza, confessa la consapevolezza di «essere in ritardo su molti temi», invoca attenuanti («molti temi sono stati ereditati dalla passata amministrazione che non li ha affrontati»), e ricorda il forte dibattito interno alla coalizione sui tasti più delicati (cemento, Pat, aeroporto), «punta a una condivisione alta di obiettivi, che risolva i problemi, non a compromessi al ribasso». Sul piano politico, non rivendica meriti rispetto all’effetto Renzi e all’onda del centrosinistra. «Ma c’è la soddifsazione di aver cominciato un percorso nel 2012, una strada vincente», risponde, «poi, certo, Renzi ha allargato con il suo linguaggio vincente, il suo modo di porsi, la carica di fiducia che dà a chi lo ascolta». E nei prossimi 4 anni, annuncia provvedimenti a tamburo battente. Lo slogan è trino: visione, coraggio, ottimismo. Ne è convinto. Perché «è finito il rodaggio»: perché la giunta - da lui difesa sempre, ieri come il primo giorno – «è collaudata, si è assunta tutti gli oneri, anche quelli lasciati dai predecessori»; perché insomma «le fondamenta sono state costruite»; perché adesso, secondo il primo cittadino, «si può lavorare per l’efficienza»; e perché a monte «c’è la fortissima coesione di partiti e liste che hanno firmato la carta dei valori di Treviso Bene Comune nel 2012». E predicando determinazione ai colleghi di giunta come prima virtù dell’azione, ha citato come esempio la politica sulla sicurezza del vice Grigoletto, ironicamente auto-soprannominatosi «Scelba». La Grande Treviso, come la Smart City, sarà la cartina di tornasole del secondo anno di mandato. Fra tante promesse e progetti, Manildo chiede però anche un impegno al governo e al premier. Anzi, due. La delocalizzazione delle imposte comunali sugli immobili: Imu e Tasi gestite in toto dai comuni. E ancora l’allentamento del patto di stabilità per i comuni virtuosi. Ben oltre la scuola o la singola ristrutturazione, messa a norma, restauro, che per i l primo cittadino, nel caso, sarebbe vila Margherita. «Lo Sblocca Italia, o Riparti Italia, chiamiamolo come si vuole, non può prescindere dal riconoscimento di chi ha i bilanci in ordine, spende bene, non spreca nulla». E per questo invoca l’autonomia fiscale – «potere nella responsabilità, responsabilità nel potere» - e confida molto nel tavolo Anci-governo. Intanto, entro il 30 giugno, c’è l’intesa sugli appalti da definire. Ci sono Villorba, Carbonera, Silea, Ponzano, Casier, Mogliano, Preganziol, San Biagio, e altri. E altri potrebbero aggregarsi. Anche la Provincia si è detta disponibile, ma Manildo vuole cogliere il «destro» offertogli dalla legge per far decollare la Grande Treviso. 

giovedì 12 giugno 2014

TASI a #Treviso: non solo stampa

Segnalazione rapida:
finalmente (ieri) è stata pubblicata la Direttiva del Sindaco in materia di applicazione delle sanzioni sulla TASI sul sito internet del Comune: in alto alto e piccolo piccolo...

In sostanza non ci saranno sanzioni o tassi di mora per chi paga entro il 16 luglio 2014.

Qualche mio commento pregresso lo trovate qui...

martedì 10 giugno 2014

Una questione di stile... #Treviso

di Enrica De Luchi

bocciato!
A un anno dall'insediamento dell'attuale amministrazione comunale, i giornali di oggi scelgono la strada del sondaggio e del punto di vista di qualche "passante" scelto "a caso" o distrattamente per fare un primo bilancio "serio" dell'attività del Sindaco e dei suoi uomini. Salta agli occhi che il gradimento è "raso terra".
La mia personale opinione sull'attuale Giunta e maggioranza è durissima e totalmente negativa.
E' una questione di stile che manca e che non fa ben sperare per i quattro anni a venire.



Ve lo spiegherò per punti:


1) La Giunta sembra agire all'oscuro dei consiglieri di maggioranza che partecipano alle commissioni o che sono presidenti delle commissioni. I consiglieri di maggioranza, infatti, cadono spesso nella tentazione di lagnarsi pubblicamente di quello che fa la Giunta o qualcuno dei singoli assessori. Questo modo di fare induce a credere che ci sia un pessimo rapporto tra alcuni "compagni" di partito e di squadra se non si parlano a quattrocchi ma usano i social network e la stampa per lanciarsi i tradizionali "messaggi in codice" rivolti prioritariamente allo sguardo (e talvolta al ludibrio) pubblico. Trovo questa cosa alquanto fastidiosa: sembra che la maggioranza abbia in sé fronde opposte che fanno, per l'appunto, opposizione e che quei consiglieri sempre alla ribalta per critiche rivolte al Sindaco e agli assessori non abbiano altri canali per dire le cose come stanno ai diretti interessati. Salvo poi incontrarli in qualche evento pubblico e trovarli spesso a scambiarsi sorrisi e pacche sulle spalle, quando su altri mezzi di comunicazione paiono “scannarsi” tra loro. Strano esempio di coerenza: una questione di stile (che manca).

2) Il Sindaco non sembra il garante del comportamento democratico dell'Amministrazione comunale (partecipazione e trasparenza). Fa strano che chi aderisce a un partito in cui la democrazia pare essere tradizione ed eredità dai padri fondatori della Repubblica, si dimentichi nel concreto agire quotidiano come può essere declinata una parola che non è vuota ma che lo è diventata qui a Treviso dal momento in cui le minoranze sono state escluse da molti processi che richiedono trasparenza e partecipazione alle scelte dell'amministrazione. Un primo bruttissimo precedente è avvenuto durante un consiglio comunale per la votazione di una delibera urgente (che tanto urgente non era) presentata senza passare dalla commissione competente. Quello è stato il primo grave segnale che chi ha vinto comanda e degli altri chissenefrega, con puntuali conferme nel tempo. L'ultima in ordine di tempo è la dichiarazione del Sindaco avvenuta recentemente a San Giuseppe sulle modalità con cui l'amministrazione intende portare aventi il procedimento sul IV lotto della Tangenziale: studiare bene e a fondo. Ah ma davvero? E come ritiene di coinvolgere le minoranze e far partecipare i cittadini? Con riunioni pubbliche da psicodramma in cui non si decide nulla, non si dichiarano intenzioni né orientamento (tanto per non esporsi troppo e tenere tutti buoni) e si illustrano quattro spegassi senza una interpretazione degli stessi? Ad ogni modo, è stato molto bello vedere le mappe sui flussi di traffico (origine - destinazione) e sapere che nella Commissione preposta (le commissioni comunali servono a garantire la partecipazione delle minoranze secondo le regole codificate da norme della democrazia) non erano mai state viste. Queste cose non solo danno fastidio, mostrano pure uno scarso rispetto del confronto democratico. Si tratta di ignoranza o arroganza? Forse è troppo presto per dirlo. Di certo, il comportamento democratico da tenere in un ente comunale è definito dalle norme costituzionali, di legge, dalle norme statutarie comunali e dai regolamenti che sono sotto gli occhi di tutti, ma è anche una questione di buona educazione e comportamento professionale: una questione di stile (che manca).

3) Il grande tonfo: la questione TASI. Non ci siamo proprio. Il caos totale derivante da una comunicazione dominata dalla stampa che fa parlare tutti i non titolati a farlo e gettando, così, i cittadini nello sconforto e nell'agitazione da scadenza imminente è la vicenda che più ci dice che a Treviso il Sindaco non sembra in grado di governare la città. Le minoranze, arrivate con una proposta operativa utile e perseguibile, sono state ancora una volta ignorate. La proposta consiste di votare una delibera in un Consiglio Comunale urgente da tenersi a stretto giro che faccia slittare la scadenza di un mese e, se questo davvero non è possibile, di approvare un atto che escluda l’applicazione di sanzioni. Ad oggi, pare che il Sindaco voglia deliberare o abbia deliberato per conto proprio (neppure questo è certo!), in attesa di chiarire se ha la competenza o no per farlo, quando invece il regolamento TASI è stato deliberato, dalla maggioranza, in Consiglio comunale, un organo che non è la Giunta. Perciò, che cosa si aspetta a fare la cosa giusta e in fretta?

Ecco perché i sondaggi di gradimento sono così bassi! L'attuale governo di Treviso non può piacere ai Trevigiani perché la schizofrenia è stata notata e perché dove è possibile agire senza indecisioni si tergiversa pericolosamente. Coraggio! Su queste cose si può ancora rimediare! 
Sullo stile e la correttezza istituzionale c'è (quasi) tutto da imparare! Quattro anni dovrebbero essere un tempo sufficiente per sollevare dal "raso terra"!

lunedì 9 giugno 2014

Trasparenza sulla Cittadella della salute di #Treviso, da che pulpito!

Folgorata sulla via di Damasco, l'Amministrazione comunale di Treviso si è accorta della necessità di trasparenza sul progetto della nuova Cittadella della Salute, almeno a giudicare dall'articolo del quotidiano di oggi, 9 giugno, che trovate in fondo a questo post.

Curioso che, come vi ho già raccontatoio abbia dovuto tribolare non poco solo per ottenere copia del progetto preliminare.
Ancora più curioso è che la Giunta sia passata dalle posizioni di qualche mese fa, quando l'unico tema di interesse era la soluzione dei problemi della viabilità al Ca' Foncello, rispetto al guardare a tutto il progetto del nuovo ospedale. Ma, allora, su che cosa si era basato il Comune di Treviso per dare le rassicurazioni date durante l'assemblea?

Un'ultima annotazione: la trasparenza che si deve ai cittadini (solo a Treviso siamo circa 80.000 persone) non si esaurisce con le carte in mano a una decina di pochi tra Sindaco, Giunta e qualche consulente o volontario politico

La trasparenza è tale solo se i documenti (compresi i conti economici) sono resi noti e illustrati a tutti i trevigiani (compresi i consiglieri comunali) e se gli si dà il tempo di capirli e, perché no, anche di studiarli
Solo in questo modo, faremo davvero di tutto perché i casi MOSE e simili non si ripetano, altrimenti non è trasparenza, è solo apparenza.




Segnaliamo: Luoghi storici del commercio

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Fonte: Comune di Venezia
Si rende noto che la Giunta regionale, con la deliberazione n. 696 del 13 maggio 2014 e Allegato B - Disposizioni attuative dell’articolo 11 “Luoghi storici del commercio), ha provvedutoall’istituzione dell’elenco regionale dei luoghi storici del commercio, in attuazione della disposizione di cui all’articolo 11 della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 50, dettando, nel contempo, i criteri per l’individuazione dei predetti luoghi da parte dei Comuni e le modalità di iscrizione all’elenco regionale. 
In fase di prima applicazione della nuova disciplina regionale le domande di iscrizione devono essere presentate al SUAP competente per territorio dal 1 giugno al 15 luglio 2014, che deve considerarsi termine perentorio a pena di esclusione per l’anno in corso.

Di seguito è possibile scaricare la modulistica:
Elenco regionale dei luoghi storici (Allegato A) formato PDF - formato editabile (.xml)
Domanda di iscrizione all’elenco (Allegato C) formato PDF
Scheda di censimento (Allegato D) formato PDF - formato editabile (.xml)

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Fonte: Regione Veneto - qui

domenica 8 giugno 2014

ENAC e piano di rischio dell'aeroporto Canova di #Treviso: tutto liscio!

Sotto l'articolo sul Piano di rischio aeroportuale e il parere dell'ENAC, quello che ho dovuto chiedere formalmente altrimenti lo avrei visto a decisioni prese, come al solito.
A proposito: nel suo parere ENAC si esprime in modo favorevole al piano di Treviso ma ribadisce anche la posizione già espressa in merito alla "legittimità" delle licenze edilizie concesse in assenza del Piano di rischio...

Talvolta mi chiedo: il Consiglio comunale è un ufficio ratifiche di decisioni già prese da altri?
In queste condizioni, a Treviso, chissà come e quando i cittadini potranno mai partecipare alle decisioni... 

Ma già il IV lotto della tangenziale ci ha mostrato l'aria che tira...

caos #TASI a #Treviso, "informazioni" solo dalla stampa

Giovedì scorso 5 giugno, prima della riunione a San Giuseppe di cui vi ho scritto nel post precedente, si è svolta la Conferenza dei Capigruppo per discutere della convocazione urgente del Consiglio comunale sostenuta da tutta la minoranza per affrontare il caos TASI (in fondo trovate il resoconto fatto da Il Gazzettino di venerdì 6 giugno). 
L'obiettivo era di approvare una provvedimento per rinviare la scadenza del pagamento o, almeno, per scongiurare l'applicazione di sanzioni vista la situazione paradossale nella quale ci troviamo a Treviso tra bollettini vuoti, uffici presi d'assalto, rendite catastali di immobili comunali ignote e software per il calcolo on-line attivo da poche decine di giorni...

In ore di discussione ci è stato detto che il Consiglio non ha la possibilità di prorogare la scadenza della TASI perciò abbiamo chiesto che almeno si eliminassero le sanzioni e che ciò fosse deliberato dal Consiglio con la massima urgenza per non costringere i cittadini a fare le corse e per dare, prima della scadenza, certezza dell'assenza di aggravi.
Su questo punto, però, il Presidente del Consiglio comunale si è riservato di verificare con gli Uffici le competenze del Comune.
Vista la gravità della situazione ha partecipato anche il Sindaco che ci ha garantito l'interesse della Giunta e che, quindi, potevamo stare calmi e tranquilli, in attesa delle decisioni del Governo, perché ci stava già pensando la Giunta, come dimostrava la sua richiesta di proroga al Ministro comunicata a tutti i giornali. 

Il giorno dopo, venerdì 6 giugno, abbiamo appreso da una comunicazione del Dirigente Finanziario del Comune che il Governo non ha previsto alcuna proroga per i comuni, come quello di Treviso, che hanno già approvato le aliquote TASI. 
Perciò abbiamo ribadito l'urgenza della convocazione del Consiglio, ancora in attesa delle verifiche sulla possibilità del Comune, in modo autonomo, di esentare dalle sanzioni i ritardatari e chi commettesse errori nel calcolo del dovuto.

Ieri 7 giugno, però, dalla televisione e dai giornali abbiamo saputo che il Sindaco ha finalmente risolto tutto affermando che non si pagheranno sanzioni fino a metà luglio.

Forse il Sindaco si è convinto di quanto ha sostenuto la minoranza in conferenza capigruppo: che si potesse agire e lo si dovesse fare prima possibile.

Mi rimane un dubbio: cosa è cambiato in due giorni da quando ci è stato detto che non si sapeva se il Consiglio comunale potesse o meno deliberare per non applicare sanzioni a quando il Sindaco ha dato la sua direttiva?

Mi chiedo anche: quale Amministrazione pubblica agisce attraverso i comunicati stampa e le dichiarazioni televisive invece che con atti formali, ufficiali e (ma forse sarebbe pretendere troppo) resi noti anche ai consiglieri comunali?
Forse è il fine settimana che ha impedito l'adozione di atti formali... 

Può essere che lo stile dei provvedimenti tramite conferenze stampa con slide dell'attuale Primo ministro stia contagiando altri...

O, forse, nella città smart di Treviso dobbiamo abituarci tutti a conoscere decisioni e iniziative dell'amministrazione leggendo i giornali come già accaduto per gli interventi su pedonalizzazione, commercio, tangenziale, piano di rischio, Cittadella della Salute o per l'azione dei volontari politici...

Viene da pensare, infine, che sulla TASI, dopo il caos indotto da questa Amministrazione con la complicità, va ammesso, del Governo, sarebbe stato uno smacco inaccettabile che il rimedio, sebbene parziale, venisse dall'iniziativa delle minoranze.

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IL GAZZETTINO - venerdì 6 giugno 2014
CASO TASSE – Riunione dei capogruppo infuocata: possibile un consiglio comunale straordinario 
Proroga TASI: oggi il verdetto 
La Tasi continua ad annuvolare i cieli sopra Ca’ Sugana. Nella speranza che il consiglio dei ministri di oggi possa riportare un po’ di sereno, decidendo la proroga del pagamento della prima rata (ipotesi 16 luglio) anche per i comuni in regola con le aliquote. Sull'imposta sui servizi indivisibili, ieri, si è tenuta una conferenza dei capigruppo. La durata di quasi tre ore, dà la misura del clima teso. Le minoranze avevano chiesto un consiglio comunale straordinario per stabilire una nuova scadenza. Poiché la Tasi è un tributo interamente comunale - è la tesi dei proponenti -, l'amministrazione può ritirare la delibera approvata, ponendosi così sullo stesso piano dei comuni "ritardatari" e beneficiando del rinvio al 16 ottobre. Sulla scorta del parere negativo del segretario comunale, secondo cui, a delibera pubblicata, la potestà di modificare i termini spetta al governo, la maggioranza ha però respinto. Allora è scattato il piano B: annullare le sanzioni per chi pagherà oltre il limite. Nuova mozione delle opposizioni per una convocazione urgente, nuovo scontro sulle procedure, alla fine il presidente del Consiglio, Franco Rosi, si è riservato di decidere nel giro di qualche giorno. Unico punto su cui tutti d'accordo: l'eventuale seduta ai Trecento sarà senza gettoni di presenza.
“La verità è che non vogliono far nulla per aiutare i contribuenti -attaccano Sandro Zampese e Giuseppe Basso, capigruppo di Lega e Lista Gentilini-. Tanto è vero che la richiesta di convocazione è stata firmata solo da noi”. “Le minoranze hanno qualche ragione, ma stiamo facendo il possibile per andare incontro ai cittadini -nota Antonella Tocchetto, del Pd-. Ora attendiamo la decisione del governo. Le sanzioni? Se non ci sarà un rinvio, non verranno applicate”. Altro motivo di diatriba, la soglia di 12 euro, sotto la quale la tassa non è dovuta (attenzione: si tratta dell'importo complessivo annuo, comprensivo di entrambe le rate e di tutti gli immobili posseduti). “Il comune non l'ha specificato né sulle lettere inviate ai cittadini, né sul sito internet -rincara Basso-. Un fatto grave, che può indurre molti pagare anche se non serve”. Pronta la replica dell'assessore al Bilancio, Alessandra Gazzola: “La precedente amministrazione, sull'Imu, non ha mai mandato uno straccio di comunicazione ai trevigiani, ora non venga a dar lezioni. Quanto a ciò che hanno fatto altri comuni, non trovo equo tassare chi possiede solo la prima casa e non chi percepisce reddito da una casa in affitto, benchè così si esentino gli inquilini e si agevolino gli uffici”.