domenica 27 aprile 2014

#Euro sì, euro no: una serata per capire, giovedì 8 maggio a #Treviso

Giovedì 8 maggio 2014 alle ore 20.30 presso l'hotel Ca' del Galletto di Treviso (via Santa Bona vecchia, 30) abbiamo organizzato un confronto tra due relatori di spessore e autorevolezza affinché si possano ascoltare posizioni diverse in merito alla permanenza o meno del nostro Paese nell’euroVogliamo offrire a chi verrà (e a noi stessi) un dibattito chiaro e privo di malizie elettoralistiche per affrontare al meglio e con una maggiore consapevolezza il voto che ci attende e che potrà condizionare in maniera decisiva i rapporti internazionali dell'Italia.Saranno nostri ospiti:


  • Francesco Morosini, trevigiano, professore a contratto di diritto pubblico all'Università Ca' Foscari di Venezia, che perorerà la causa "sì euro";
  • Antonino "Nino" Galloni di Roma, economista, già Direttore del Ministero del Lavoro, attualmente Sindaco dell'INPSrelatore della posizione "no euro".

Non avendo più alcun legame con compagini che si presentano alle elezioniil nostro unico scopo è fornire gli strumenti di conoscenza e l'occasione per un approfondimento qualificato e autorevole.

Siete tutti invitati!

Qui il volantino della serata 
(pdf) anche per chi volesse diffonderlo ;-) oppure qui sotto in jpg





sabato 19 aprile 2014

Piano di rischio aeroportuale di #Treviso: serve più #chiarezza

Ultimamente sulla stampa vengono pubblicate notizia che lasciano perplessi.
Oggi parlo di questo articolo del Gazzettino da cui risulta che ENAC si sia espressa sul piano di rischio dell'aeroporto Canova mandato dal Comune di Treviso per acquisire il parere di conformità alla normativa e ai regolamenti vigenti. Del tema abbiamo già scritto in più occasioni.
Questa volta mi soffermo su quelle che, almeno a giudicare da quello che ci è stato raccontato in commissione consiliare territorio (il 20 gennaio, il 27 gennaio e il 3 febbraio scorsi), sono, come minimo, imprecisioni. Le imprecisioni immagino non siano attribuibili alla stampa ma, diciamo così, alla fase di trasmissione delle informazioni...

Innanzitutto non esiste alcuna versione del Piano di rischio dell'attuale Amministrazione, semmai la Giunta Gobbo aveva formulato una prima proposta e, dopo una nota non proprio entusiasta di ENAC, aveva avanzato due diverse proposte alternative: una sostanzialmente identica alla precedente e una più restrittiva che accogliesse le osservazioni di ENAC.
Per chiara e deliberata scelta, rivendicata dall'attuale Assessore all'Urbanistica in una delle commissioni a porte chiuse ricordate sopra, la nuova Giunta non ha voluto modificare di una virgola quanto già presentato dalla precedente Amministrazione e che giaceva in attesa di risposta dall'ENAC.
Anche per questo appare assai curioso che serva un parere legale per capire quale sia il contenuto della risposta giunta ora da ENAC (notizia che, come consiglieri di minoranza, apprendiamo dai giornali). Curioso perché tra Giunta e maggioranza non scarseggiano gli avvocati ma, soprattutto, perché potrebbe bastare una telefonata a chi ha sottoscritto il parere ENAC per capire cosa intendesse. E, infine, perché se una delle due versioni di piano di rischio recepiva in toto le osservazioni già fatte da ENAC tempo fa non si capisce cosa possa esserci ora di nuovo...
Il sospetto è che anche l'attuale Amministrazione del Comune di Treviso non si accontenti della versione "restrittiva" del piano di rischio e voglia avere più margini di manovra per concedere permessi edilizi o altro... Oppure che voglia disattendere prescrizioni che non ritiene condivisibili: forse quelle di cui abbiamo già parlato.
Ma, purtroppo, lo sapremo solo dai giornali e non certo nelle sedi istituzionali...

Anche la fantomatica commissione paritetica Comune e AerTre vedrà solo componenti nominati dal Sindaco, come lo sono alcuni dei consiglieri di amministrazione (compreso il Presidente) di AerTre con buona pace del coinvolgimento dei cittadini e, forse istituzionalmente più grave, del ruolo di indirizzo e controllo che dovrebbe svolgere il Consiglio comunale: un organo collegiale che rappresenta tutta la città, non solo chi governa...
La mia proposta di Osservatorio tecnico-scientifico con un membro indicato dal Consiglio comunale, uno da AerTre (o di SAVE se si vuole garantire la componente privata della società che gestisce lo scalo) e uno dal Comitato Aeroporto infatti non è piaciuta...

lunedì 14 aprile 2014

Una nostra soddisfazione al Consiglio comunale di Treviso del 31 marzo scorso

Una notizia positiva dal consiglio comunale del 31 marzo scorso.
Abbiamo predisposto un ordine del giorno allo scopo di premiare comportamenti virtuosi per l'ambiente, in particolare l'utilizzo di mezzi di trasporto poco o per nulla inquinanti.
La proposta impegna l'Amministrazione a valutare la fattibilità tecnica ed economica di introdurre sconti sulle tariffe di sosta per i veicoli ad alimentazione ibrida e per quelli ad alimentazione totalmente elettrica.  Poiché sono diversi sia il numero dei mezzi sia le prestazioni emissive delle due tipologie di veicoli, abbiamo proposto misure differenziate:
  • forte riduzione, fino alla totale esenzione, delle tariffe applicate per la sosta di auto totalmente elettriche nelle aree pubbliche adibite a parcheggio a pagamento;
  • sconti consistenti delle tariffe applicate per la sosta di auto ibride nelle aree pubbliche adibite a parcheggio a pagamento. 
L'ordine del giorno, con alcune piccole modifiche al testo originale, ha incontrato il sostegno di tutti i capigruppo in Consiglio comunale ed è stato approvato quasi all'unanimità.

Se ricordate già in passato nel periodo del dibattito sull'ordinanza "antismog" avevo espresso la necessità di intervenire per la salvaguardia dell'ambiente non solo con vincoli o blocchi ma anche fornendo alternative (trasporto pubblico, piste ciclopedonali, ...) e incentivando comportamenti "virtuosi". La decisione di lunedì 31 marzo va proprio in questa direzione.

Cittadella sanitaria: il caos della viabilità


Noalese Bis: ecco il progetto


Bocciatura del piano di raddoppio del Canova: ora le richieste del comitato


giovedì 10 aprile 2014

Il #rischio Trevisosta Srl: un piccolo possibile esempio...

Se vi ricordate avevo già raccontato della vicenda anche in una breve dichiarazione.
L'altro giorno, tra le varie Delibere della Giunta comunale della seduta del 1° aprile, e non credo sia un pesce d'aprile, mi sono imbattuto in due che forniscono un chiaro esempio di cosa vi prospettavo in un mio post. Si tratta della cosiddetta "resistenza in giudizio" a fronte di ricorsi, di cui uno al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Veneto, e relative spese (si legge di migliaia di euro solo per il compenso per le prestazioni professionali degli avvocati).

È probabile che nel caso della modifica dello Statuto di Trevisosta Srl nessuno faccia ricorso ora, riservandosi di farlo qualora la propria società fosse scalzata in un'eventuale gara pubblica
Ma non si può neppure escludere che un'azienda che svolge la stessa attività di Trevisosta Srl, di gestione del servizio della sosta a pagamento, decida di impugnare il provvedimento approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 31 marzo scorso perché permette, in modo illegittimo secondo l'eventuale ricorrente, di estendere il territorio di azione di Trevisosta Srl, in concorrenza con imprese private.

Incontro pubblico: "Partecipare fa bene alla Salute. Cittadella , quale futuro per il quartiere?"


Questa sera si svolgerà l'incontro "Partecipare fa bene alla Salute. Cittadella , quale futuro per il quartiere?", per illustrare a cittadini il progetto della Cittadella della Salute. I cittadini di Treviso sono invitati all'incontro pubblico organizzato dall'Associazione Sant'Antonino che si terrà alle ore 20.30 di giovedì 10 aprile presso la Palestra Aurora. (dietro la Chiesa Votiva, Via Antonio Scarpa).


Aria di crisi nella maggioranza: molti i motivi di scontro, dalla cittadella sanitaria ai centri commerciali in città.



Vediamo se all'incontro pubblico di questa stasera, al quale come cittadini siamo molto interessati, emergerà anche la tensione descritta in questo articolo.

domenica 6 aprile 2014

La storia e la fine di Windows XP A cura di Angelo Pasetto

Microsoft ha decretato la fine teorica di Windows XP martedì 8 aprile 2014. Sarà infatti l’ultimo giorno in cui saranno disponibili aggiornamenti e correzioni.
Si tratta di un giorno storico perché segnerà la fine del sistema operativo di maggior successo e durata nel tempo di sempre.
Angelo Pasetto ci racconta la storia e la fine di Window XP nel documento che vi alleghiamo: qui.




Per maggiori info sull'autore e per contatti con l'autore: 

mercoledì 2 aprile 2014

Presentati 8 emendamenti a Delibera e regolamento imposta di soggiorno del Comune di Treviso

Nella seduta di lunedì 31 marzo scorso del Consiglio comunale di Treviso ho presentato 8 emendamenti al regolamento sulla imposta di soggiorno
Lo scopo principale è quello di limitare i disagi, anche economici, degli operatori turistici, ridurre al minimo gli adempimenti burocratici, evitare l'introduzione di sanzioni per errori di carattere puramente formale e chiarire alcuni passaggi onde evitare equivoci o contenziosi anche legali. Inoltre un emendamento è stato pensato per tutelare il diritto allo studio, le attività giovanili e coloro i quali si trovano in situazioni di difficoltà a seguito di emergenza.


In particolare gli emendamenti propongono quanto segue. 

1) Posticipare il termine di entrata in vigore del regolamento dal 1° maggio attuale al 1° luglio 2014 considerando che numerose strutture hanno già concluso diverse prenotazioni in vista dell'imminente alta stagione e che si troverebbero costrette a comunicare ai propri clienti costi aggiuntivi rispetto a quanto pattuito, con evidenti rischi di disdette o cancellazioni.

2) Ampliare le categorie esentate dal pagamento dell'imposta con lo scopo principale di tutelare il diritto allo studio, le attività giovanili e le situazioni di oggettiva difficoltà materiale
  • gli insegnanti accompagnatori di scolaresche;
  • gli studenti iscritti nelle sedi universitarie del territorio comunale; 
  • i dipendenti delle strutture ricettive alloggiati nelle medesime; 
  • coloro che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti adottati da autorità pubbliche conseguenti ad eventi calamitosi o di natura straordinaria e per finalità di soccorso umanitario, adeguatamente documentate.
    3) Eliminare la sanzione per errori nelle dichiarazioni fornite al Comune in merito alle presenze a alle tasse incassate poiché si tratterebbe di sanzionare solo errori formali di comunicazione, quando l'eventuale mancato o parziale versamento della tassa è già di per sé sanzionato da specifiche norme. Con la sanzione del regolamento sarebbe, infatti, penalizzato un gestore che comunica i dati con un giorno di ritardo allo stesso modo di un gestore che non versa una parte dell'imposta e che per quella parte non ha fornito i dati al Comune. 

    4) Graduare l'entità dell'imposta in base al prezzo applicato dalle strutture onde evitare di prevedere la minima tassa per strutture extralberghiere che talvolta, specie nel nostro territorio, sono qualificabili come "di lusso". 

    5) Precisare che il versamento dell'imposta è dovuto dal turista e quindi il regolamento può solo sanzionare tale soggetto se egli non effettua il versamento. Questione differente, e autonoma, è relativa al fatto che il gestore della struttura possa non girare al Comune gli importi della tassa una volta che li ha incassati. 

    6) Utilizzare la formula "notti di soggiorno" per evitare fraintendimenti sul termine "pernottamenti".

    7) Eliminare la necessità di inviare annualmente un modulo cartaceo compilato con i dati sulle permanenze e altri relativi all'imposta di soggiorno.

    8) Prevedere di utilizzare, implementandole, le procedure già previste a livello regionale di compilazione del SIRT (sistema informativo regionale del turismo) da parte di tutti i gestori di strutture ricettive così da non costringere gli operatori a inserire informazioni analoghe su diversi applicativi solo perché gestiti da Enti pubblici diversi (Regione, Questura, Comune), ovviamente purché i dati siano sufficienti al Comune per le verifiche di competenza.

    Su quasi tutti questi emendamenti è stato espresso dagli Uffici comunali parere contabile negativo perché non era stato fatto un bilancio entrate/uscite. Peccato che tali valutazioni si effettuano, o avrebbero potuto essere fatte, se si fosse condiviso l'emendamento, nel bilancio previsionale che deve ancora essere elaborato (sarà votato a fine aprile). In ogni caso ho apprezzato il fatto che la maggioranza, pur non accogliendo nessuno degli emendamenti, ha espresso un giudizio favorevole nel merito di alcuni di essi e si è riservata di recepirli nelle forme idonee, anche a fini contabili. Ovviamente la maggioranza potrà contare sul completo supporto degli Uffici e della Giunta.
    Mi auguro che, come si è dimostrato per la questione aeroporto (di cui vi dirò nei prossimi giorni), possano davvero essere accolti gli spunti di miglioramento che, anche se come minoranza, si cerca di proporre.

    Modifica allo statuto di Trevisosta Srl: un #rischio per le casse comunali

    Lunedì 31 marzo 2014 nel Consiglio comunale di Treviso è stata approvata dalla maggioranza (politica e numerica) dei consiglieri la modifica dello Statuto della società Trevisosta Srl.
    Tale modifica avrebbe potuto limitarsi alla sola durata della società (attualmente fissata al 30 giugno 2014) portandola al 31 dicembre 2050. 
    Sono state, invece, approvate anche altre modifiche dello statuto che non solo minimamente legate all'operatività della società per il Comune di Treviso, permetteranno, invece, alla società Trevisosta Srl di tentare di aggiudicarsi il servizio di gestione della sosta a pagamento anche al di fuori del nostro territorio comunale.
    E perché questo è un rischio?
    Provo a raccontarvelo nelle righe che seguono...

    Bisogna evidenziare che Trevisosta Srl è in parte proprietà del Comune di Treviso (per circa il 24%). La partecipazione è indiretta in quanto la quota di Trevisosta Srl è detenuta dall'attuale ACTT Servizi Spa che, per oltre il 70%, è del Comune di Treviso. Il problema fondamentale è proprio questo: Trevisosta Srl è in parte pubblica e, su questo fatto, la legge è molto restrittiva perché la tutela della libera concorrenza e del mercato richiede che i concorrenti siano sullo stesso piano. Una società a partecipazione pubblica, al contrario, ha il vantaggio di essere un interlocutore privilegiato per l'ente che ne detiene le azioni e potrebbe avere commesse "garantite".

    La delicatezza della questione è tale che è stato richiesto un parere all'avvocatura del Comune di Treviso il qualeper quanto propenda favorevolmente per la modifica in discussione, non trascura di evidenziare, sulla base delle sentenze della magistratura, che "l'evoluzione normativa mostra un netto sfavore per la costituzione e il mantenimento di società da parte di enti pubblici, persino per quanto riguarda gli enti locali [...] e persino quando si tratta di società create per i fini istituzionali dell'ente". Disfavore [cioè sfavore] accentuato dalla recente Legge n. 135/2012.
    Tanto è vero che in conclusione, "stante la indubbia delicatezza e complessità della questione", ritiene condivisibile la necessità di una richiesta di parere anche alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti in ordine all'ammissibilità della modifica statutaria.

    E allora: perché non si è attesa la pronuncia della Corte dei Conti?

    La risposta ci è stata data in Commissione Bilancio: 
    la società vuole partecipare a una gara in un comune della Provincia di Treviso ad aprile e quindi non si può aspettare.

    Chi non può aspettare? 

    Forse la società Trevisosta Srl, ma il Comune di Treviso e i suoi amministratori dovrebbero seguire la buona norma della prudenza così da evitare spiacevoli conseguenze per la collettività!
    Se per ipotesi, la società Trevisosta Srl, grazie alla modifica statutaria, partecipasse alla gara e la vincesse e poi, ci fosse un ricorso che portasse a dichiarare illegittima la modifica statutaria magari anche con una sentenza di risarcimento danni alla ricorrente, chi pagherebbe? Solo Trevisosta Srl? O sarebbe forse chiamato anche il Comune di Treviso per avere avallato una scelta illegittima? Pagherebbero i consiglieri comunali che hanno espresso parere favorevole o ci rimetterebbero le casse comunali e, quindi, tutti noi cittadini di Treviso?
    Una gara (ad aprile) vale questo rischio?

    Io, e con me gli altri consiglieri di minoranza, non intendiamo rischiare un euro dei cittadini di Treviso per una decisione che non reca alcun vantaggio a Treviso ma forse solo a qualcun'altro!


    p.s.: un ultimo dubbio: la società Parcheggi Italia Spa, azionista di Trevisosta Srl, è solo omonima dell'altra...?

    p.s.2: il Segretario generale del Comune durante la seduta ha opportunamente evidenziato che eventuali ricorsi vengono presentati contro chi aggiudica un appalto, non a chi partecipa alla gara. Però è evidente che se Trevisosta Srl volesse opporsi a un ricorso dovrebbe sostenere spese legali che, in caso di sconfitta, potrebbero esserle totalmente addebitate con un danno economico per la società e, dunque, per chi ne è azionista, compreso il Comune di Treviso... (ed è solo un esempio, le conseguenze di un'azione illegittima non sono sempre facilmente prevedibili).