mercoledì 26 novembre 2014

Raccolta Porta a Porta dei #rifiuti a #Treviso: i conti non tornano

In queste ultime settimane è arrivata a casa la seconda bolletta dell'anno di Contarina Spa per il servizio di gestione dei rifiuti.

Le voci in bolletta sono divise in due: una quota fissa e una quota variabile.

La prima bolletta dell'anno riportava le voci per l'acconto del primo semestre del 2014: dal 01/01/2014 al 30/06/2014 (181 giorni).

La seconda bolletta di quest'anno riporta il conguaglio dei primi 6 mesi dell'anno e l'acconto del secondo semestre del 2014, cioè dal 01/07/2014 al 31/12/2014 (184 giorni).

Ricordo che dal 01/07/2014 è entrato a regime il servizio del porta a porta con i relativi costi legati agli svuotamenti.

Perciò è logico aspettarsi che i primi sei mesi dell'anno siano stati stimati in base al vecchio sistema e che con il secondo semestre si cominci a vedere il costo del nuovo servizio. A questo costo poi si aggiungerà la tariffa per gli svuotamenti e quant'altro.

Ad alcune bollette, infatti, è allegato questo testo:

Perciò per i primi sei mesi abbiamo pagato in base al numero di componenti delle nostre famiglie e alla superficie dell'appartamento.

Da luglio dovremmo pagare in base alla produzione di rifiuti... anzi no!

Infatti paghiamo un totale dato da una quota fissa, che dipende ancora dai componenti della famiglia, e da una quota variabile.
Questa quota variabile, però, ha un minimo fisso che dipende anch'esso dal numero di componenti della famiglia poiché ci viene addebitato un numero di svuotamenti del secco pari al numero di persone + 1 e semmai ci faranno pagare, in aggiunta, gli svuotamenti extra che dovessimo fare.

Perciò forse non è casuale che dalle bollette che abbiamo raccolto si veda benissimo come la "quota fissa" ora sia maggiore della "quota variabile" e il rapporto in alcuni casi è variato enormemente: la parte fissa era molto minore con il vecchio sistema.

Ci hanno venduto il sistema porta a porta come quello che premia chi riduce i rifiuti.

Invece abbiamo notato da tutte le bollette che l'importo complessivo della seconda bolletta (porta a porta) è maggiore di quello della prima (sistema vecchio) anche se non producessimo nulla di più del minimo che ci viene addebitato!

Non solo, la quota fissa ora è spesso maggiore della quota variabile (che è a sua volta fissata come importo minimo da pagare).

Tutto ciò nonostante che ci abbiano sempre raccontato, e continuino a farlo,  il contrario...

Ma non finisce qui...
Sappiamo che esiste sul sito di Contarina Spa il modo di calcolare quanto si dovrà pagare ma è antipatico che in bolletta non sia riportato il costo degli svuotamenti e che in alcune bollette non sia nemmeno indicato il numero di svuotamenti già addebitati in acconto per il secondo semestre del 2014.
Perciò chi non ha accesso a internet, magari quegli stessi cittadini anziani che stanno lottando con gli scarsi spazi per conservare i bidoni della raccolta differenziata o con le difficoltà di trasportarli dall'appartamento in cui abitano alla strada, non ha modo di prevedere, con la bolletta in mano, quanto gli verrà addebitato.

Nelle bollette che abbiamo visto, poi, talvolta compaiono le voci relative agli svuotamenti dei singoli bidoni ma solo con una serie di zeri..., più spesso non si trova indicato nulla.

Fino qui abbiamo scritto di utenze domestiche ma il sito di Treviso SOS ha già messo a disposizione un foglio di calcolo per stimare i costi del nuovo sistema di raccolta per gli esercizi commerciali.

In questo caso sembra che le bollette possano lievitare anche enormemente.

Ormai è urgente che i rappresentanti dei cittadini di Treviso, a partire dai consiglieri comunali, si attivino per comprendere meglio come e quanto i cittadini pagano e pagheranno il servizio e per conoscere l'esito finale dello sforzo che siamo chiamati a compiere anche economicamente, come già avevo scritto.

p.s. se non avete cambiato appartamento e non è cambiato il numero di componenti della vostra famiglia e volete aiutarci ad avere un campione abbastanza ampio da analizzare mandateci via email la scansione della prima e della seconda bolletta dell'anno 2014 all'indirizzo: alessandro.gnocchi.blog@gmail.com

Cittadella della Salute di #Treviso: ma che bella idea! Soprattutto originale...

La Tribuna 26-11-2014
Ma che bella idea quella dell'osservatorio sul progetto della Cittadella della Salute!

Bisognerebbe riconoscere che l'idea non è per nulla originale considerato che era tra le osservazioni pervenute dai cittadini a metà ottobre e parte della mia personale proposta in merito (guardate in fondo a questo post o all'inizio di questo post, dove si parla di Collegio di Vigilanza).

In particolare avevo suggerito che la relazione periodica delle attività di "vigilanza" avvenisse in seduta pubblica al Consiglio comunale.
A proposito: nell'organismo sarebbe molto meglio inserire persone di indicazione delle istituzioni collegiali degli Enti. Cioè quelle istituzioni che rappresentano l'intera comunità, tutti i cittadini, e non solo la parte che ha vinto un'elezione.

In ogni caso viene da pensare che qualcuno abbia finalmente trovato il tempo di leggere le osservazioni all'accordo di programma sulla Cittadella e ritenute non pertinenti dall'azienda ULSS n. 9 e dal Comune di Treviso.

Probabilmente sarebbe stata gradita l'onestà intellettuale di non attribuirsi il merito esclusivo dell'idea con mesi di ritardo rispetto alle proposte di altri, ma l'importante è il risultato.

Perciò non ci resta che sperare che il Sindaco di Treviso ascolti una lista che fa parte della sua maggioranza dopo avere ignorato cittadini e consiglieri di minoranza (e pure qualche singolo consigliere di maggioranza)... Di sicuro non possiamo augurarci che il controllo sia affidato a soggetti espressi dall'intera città: saranno le solite persone "di fiducia".
Ma forse, con qualche mese di ritardo, potremo almeno chiedere, come consiglieri comunali della nostra città di Treviso, l'accesso agli atti relativi ai controlli...

p.s. ma dov'erano i rappresentanti della lista indicata nell'articolo durante il Consiglio comunale del 10 ottobre scorso? Come hanno votato? Lascio a voi la "difficile" risposta...

p.s.2 chissà che altre osservazioni alla Cittadella ispirino ulteriori "idee" originali...

lunedì 24 novembre 2014

Aeroporto di #Treviso, 29 novembre ore 20.30, serata pubblica

Una serata interessante.

Sabato 29 novembre, ore 20.30,
auditorium della Chiesa di Quinto di Treviso

Inquinamento aeroportuale, territorio e salute dei cittadini.

Ivano Zanchetta espone “MAREGGIANDO”


Di Mirco Venzo
Dal 8 novembre al 16 dicembre nello “Spazio Paraggi” in via Pescatori (TREVISO), Ivano Zanchetta espone “Mareggiando”, una serie di fotografie aventi tutti un unico soggetto: il mare.

Gli scatti realizzati con una Hasselblad che impressiona una pellicola B/N preferibilmente a bassa sensibilità (pochi ISO) sono stampati dallo stesso autore su carta barritata.

L’orario preferito per gli scatti è la mattina presto, quando la luce è tenue e la gente non affolla i paesaggi, per lo più balneari.
Le località sono tutte mediterranee.
Ecco alcuni spezzoni del dialogo avuto con l’autore.

- “Ho notato che in tutti i suoi lavori, in ogni scatto è assente la figura umana”.

- “Ritengo sia un di più… Ma le faccio notare che non è vero che colgo i paesaggi completamente privi delle tracie umane. Al contrario la presenza umana c’è sempre!”

In effetti, tutti i paesaggi seppur privi della figura antropomorfa, hanno di solito un segno tangibile della sua presenza: un ombrellone, una panchina, una striscia cementata dove camminare.
In questo senso le immagini che si osservano ricordano concettualmente Luigi Ghirri, anche se lo stile di Zanchetta è notevolmente diverso da quello del maestro emiliano.
L’uso del bianco e nero, la forma quadrata di tutti i suoi scatti e la costruzione dell’immagine permettono al trevigiano di ritagliarsi un suo stile.

“Il mio obiettivo è di riuscire a dare dinamismo ad una foto che essendo quadrata, teoricamente mal si presta allo scopo. Questo mi costringe a studiare con particolare cura l’inquadratura, individuando dei punti di fuga decentrati che diano energia alla foto”.

Ed è forse questo il segreto che possiedono le immagini di Zanchetta, scatti dove il paesaggio seppur privo di uomini, seppur realizzato quando la luce è mansueta ulteriormente ammorbidita dall’uso dei tempi lunghi, riescono sempre a polarizzare l’attenzione dello spettatore per trascinare la sua mente lontano da Treviso, in un mondo di sensazioni, ricordi, profumi, suoni che si rifanno ad altri tempi ed ad altri luoghi.

- “Se ci ha fatto caso, quasi tutte le immagini sono abbastanza piccole. Io voglio che lo spettatore si avvicini all’opera affinché possa entrare in relazione con essa e farsi trasportare dal paesaggio che ho catturato.”
- “Per la verità ci riesce molto bene, sono foto che spingono alla meditazione. E’una reazione mia personale o al contrario è uno dei risultati che voleva ottenere?”
- “Guardi, la meditazione rientra in tre fasi nel mio lavoro. Anzitutto nell’ideazione del progetto. Tutti questi scatti sono realizzati nell’arco di svariati anni e a seguito d’innumerevoli viaggi che pianifico solo nel tempo libero. Il secondo momento di meditazione è legato alla concretizzazione degli stessi, la scelta di dove porre il cavalletto, la scelta dell’inquadratura studiata e pensata con cura, e per finire durante la stampa delle opere che realizzo personalmente in camera oscura. Mentre l’immagine esce dall’acido la mente mi riporta nel luogo dove la catturai. Il terzo momento di meditazione è quello che spero sia indotto in chi le guarda le mie stampe…!”

Altri lavori di Zanchetta sono “Cattedrali del lavoro” sull’archeologia industriale e un libro di foto: “Treviso, percorsi notturni”.

Anche in tali lavori molte delle caratteristiche sopra citate sono facilmente individuabili; a conferma che l’artista ha un suo stile ben definito, adattabile in differenti contesti.

Mirco Venzo



venerdì 21 novembre 2014

IV lotto della tangenziale di #Treviso: perché tanta reticenza?

Si lavora come una talpa che scava al buio... dato che pare  manchi l'interesse di fare luce sul IV lotto della tangenziale di Treviso...

Solo l'altro giorno sono riuscito ad avere la documentazione relativa al tracciato "nuovo", quello che il Sindaco di Treviso ha presentato in Regione e a Paese ma non ai cittadini di Treviso e men che meno ai consiglieri comunali.
Ho dovuto presentare una formale richiesta di accesso agli atti ai sensi del regolamento comunale perché non era stato sufficiente, a fine ottobre, chiedere copia del tracciato in sede di Conferenza dei capigruppo.
In quell'occasione era stato il capogruppo Sandro Zampese a farsi interprete di tutti i capigruppo di minoranza.
Richiesta nuovamente avanzata in successive sedute della Commissione consiliare territorio e caduta sempre nel vuoto.

Perciò solo a quasi due mesi di distanza mi hanno fornito i documenti e io li ho messi a disposizione degli altri consiglieri.

Mi sfuggono le ragioni di tanta riservatezza da parte della "nuova" amministrazione di Treviso.
Mi sfuggono le motivazioni per cui l'Amministrazione, se è così convinta della bontà della propria proposta, non la presenti e non la condivida con i cittadini di Treviso che potrebbero supportarla nella richiesta per la modifica del tracciato progettato e per la conferma del finanziamento da parte della Regione.

Trasparenza e partecipazione, infatti, non devono essere solo viste con terrore dagli amministratori di Treviso ma sono occasioni per un'Amministrazione di essere più solida e convincente!

p.s. A proposito: il "nuovo" tracciato è sostanzialmente quello previsto dal PRG dalla Castellana fino a via Casanova, vicino al cimitero di Monigo, e poi è quello del tracciato di Veneto Strade, cioè del progetto preliminare del 2010, fino al Lando.

giovedì 20 novembre 2014

Piano di rischio aeroportuale, pubblicata la Deliberazione: ora le osservazioni alla variante

Ieri mi hanno segnalato la pubblicazione della Deliberazione del Consiglio comunale sul piano di rischio e sulla collegata variante urbanistica.

Nell'albo on line del Comune di Treviso, cercando con numero atto: 62 si legge:

DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 62 DEL 30/09/2014 AD OGGETTO: AEROPORTO A. CANOVA DI TREVISO. PIANO DI RISCHIO AEROPORTUALE E VARIANTE PARZIALE AL PIANO REGOLATORE GENERALE N. 48 - "ADEGUAMENTO ALLE PRESCRIZIONI DEL PIANO DI RISCHIO AEROPORTUALE". ADOZIONE.

Sono in via di pubblicazione, o già pubblicati gli avvisi di deposito della documentazione presso il Settore urbanistica per la visione degli atti a cui seguirà la possibilità di presentare osservazioni alla variante al PRG connessa con il Piano di rischio dell'aeroporto Canova di Treviso.

Indicativamente a metà gennaio 2015 scadranno i termini per la presentazione delle osservazioni.
Come ricordate, grazie a un ordine del giorno approvato in Consiglio comunale c'è speranza che non facciano la fine di quelle sulla Cittadella della salute...

#Treviso, 4 dicembre 2014, ore 20.45. Elezioni regionali 2015: presente e futuro del Veneto

Vi segnalo la tavola rotonda dal titolo:

ELEZIONI REGIONALI 2015: 
PRESENTE E FUTURO DEL VENETO

che si svolgerà 
giovedì 4 dicembre 2014, alle ore 20.45 

presso l'hotel Ca' del Galletto in via Santa Bona vecchia a Treviso

mercoledì 19 novembre 2014

Numeria ed edificio ex Provincia di #Treviso, qualche considerazione

Gli edifici rossi saranno del Comune,
quello più vicino nero il "nuovo" edificio privato
Nella Commissione consiliare Territorio di oggi, in seduta pubblica, si è visto il "plastico" dell'intervento proposto, o meglio, concertato tra Numeria e Giunta comunale, e forse anche parte di Maggioranza.

Nonostante il plastico non eravamo a Porta a Porta...

Grazie anche al "Piano casa ter", descritto a febbraio da questa maggioranza come la peste, avremo 3.200 metri cubi in più dell'attuale, 10 volte tanto i 300 metri cubi che sarebbe possibile costruire se non ci fosse il Piano casa. Però con la contropartita di due sale e dell'edificio ex Prisma che passeranno in proprietà del Comune. Il resto dei benefit sono poca cosa.

Quindi: due piani, quasi tre, in più della sagoma attuale, fino ad arrivare all'altezza dell'edificio "ex Inail" a cui va aggiunta la previsione che vengano realizzati uno o due piani interrati per i parcheggi.

A proposito: con la Deliberazione in discussione si crea un precedente di applicazione del Piano casa regionale al centro storico di Treviso e non solo che potrebbe avere effetti deflagranti sul futuro della nostra città al di là delle belle parole sul cemento zero, anche al di là della "finta" riduzione introdotta dall'osservazione del Sindaco sul PAT.

Sapendo che la seduta sarebbe stata ricca di interventi ho anticipato via email agli altri commissari le mie considerazioni che vi sottopongo:
In merito all'argomento in oggetto, a dispetto di qualche possibile interpretazione, anche alla luce di certi passaggi della nota dell'Assessore competente, tengo a sottolineare l'ampio margine di discrezionalità tecnico-amministrativa e, conseguentemente, politica della decisione.
Non credo sia necessario ribadire che non vi sia alcun sospetto di illegittimità manifesta nel provvedimento in discussione come, per quanto non precisamene riferito all'oggetto, ha ampiamente evidenziato, in termini generali, l'Avvocatura civica nel parere del settembre 2014 in merito alla discrezionalità della valutazione degli Organi amministrativi competenti.

A un sommario esame l'intervento prospettato dal privato si sostanzia nella realizzazione di residenze e locali commerciali mentre il resto (sala consiglio, sala Marton, edificio ex Prisma e portico) è indicato quale beneficio pubblico.

Inoltre l'assessore ci ha detto, almeno così è parso di comprendere, che il beneficio pubblico non sarebbe minimamente dovuto in base alla normativa vigente e quindi, se posso semplificare, ancora grazie che resta qualcosa di pubblico nell'area della ex Provincia.

Orbene, a mio giudizio, non va dimenticato che l'attuale PRG (art. 32 delle NTA), sancisce che la quasi totalità dell'area in argomento (cioè la porzione ricadente in sottozona A.S.) è destinata alla localizzazione di servizi amministrativi comunali, di enti a carattere pubblico o di interesse pubblico, culturali, sanitari, sociali, ricreativi, le opere di culto e tutte le infrastrutture inerenti alle destinazioni della sottozona.
Non è un caso, perciò, che lì sorgessero gli uffici della Provincia di Treviso.

Risulta pacifico che la proprietà di terreno e immobili non rilevino ai fini dell'utilizzo degli stessi essendo ben possibile che servizi amministrativi comunali, di enti a carattere pubblico o di interesse pubblico, culturali, sanitari, sociali, ricreativi, le opere di culto possano trovare localizzazione in proprietà privata ad esempio, banalmente, tramite locazione in affitto.

Sono, invero, anche possibili, sempre a norma delle NTA, cambi di destinazioni d’uso fra quelli ammessi per la sottozona (cioè quelli citati sopra),o, anche, cambio d'uso da non residenziale a residenziale.

Mi pare quindi evidente che sia ammesso il cambio di destinazione ma che non vi sia alcun obbligo a concederlo a meno che non ne ricorrano le necessarie condizioni.
Tralascio la questione della scelta pianificatoria che attiene alla amministrazione che valuta, o dovrebbe farlo, i pro e i contro per la collettività dell'eventuale cambio di destinazione d'uso, totale o parziale, nel quadro della propria discrezionalità tecnico-amministrativa, poiché si potrebbe astrattamente ricondurre questa attività alla semplice indicazione di ammissibilità presente nelle NTA, per quanto ciò rischi di impedire qualsiasi valutazione puntuale sui singoli interventi, anche di assai rilevante portata come è quello in oggetto.

Con parole più semplici tralascio le domande: a Treviso, in centro storico, a pochi metri dal Duomo, in un'area che sarebbe destinata a servizi amministrativi pubblici o di interesse pubblico è utile alla collettività che si realizzino nuovi appartamenti?
Non ce ne sono forse abbastanza e in larga misura vuoti, se è vero, come anche l'Assessore ha dichiarato alla stampa, che negli anni il centro si è drasticamente svuotato di residenti?
Non è forse vero che il Presidente della commissione territorio ha "promosso", conseguendo il favore dei consiglieri in Consiglio comunale, uno sconto sugli oneri di urbanizzazione, in centro storico, nel caso di cambio di destinazione d'uso da residenziale a commerciale/direzionale (citando, in particolare, gli studi professionali) perché piuttosto che niente meglio piuttosto?

Indubbio è, invece, che il cambio di destinazione d'uso di cui stiamo parlando oggi implichi, almeno, la verifica dell'eventuale mutato carico urbanistico associato alle diverse destinazioni e la precisa e attenta valutazione degli oneri conseguenti che saranno a carico del proponente: parcheggi e altro.

Altra possibilità consentita dal PRG per la zona è quella relativa all'insediamento di attività complementari e di servizio strettamente funzionali e proporzionali all’entità degli impianti (laddove gli impianti pare difficile che si riferiscano alle residenze nonostante l'acuta osservazione del Commissario Zampese nelle sue considerazioni scritte e anticipate a tutti i commissari).
Pertanto è, su questo tema, pienamente evidente che è solo la discrezionalità tecnico-amministrativa, e quindi politica, che può fare giungere a concludere che, come riportato nella proposta di Deliberazione per il Consiglio in discussione, l'insediamento di una superficie commerciale di 1.000 metri quadrati risulti un'attività complementare e di servizio strettamente funzionale e proporzionale.
Qualche dubbio, peraltro, è lecito, considerando che poco prima nel testo della Deliberazione (pagina 4) si afferma che la sottozona A.S. è equivalente alle zone F e considerando che nella zona F, come ci ha saggiamente e con competenza ricordato l'ULSS n. 9 nelle controdeduzioni alle osservazioni sull'accordo di programma della Cittadella della Salute, non è ammesso l'insediamento di medie strutture di vendita dal PRG di Treviso (art. 66 delle NTA).

Un altro e corposo tema è quello relativo all'applicazione del "Piano casa ter" che non è minimamente esente da valutazioni discrezionali al di là delle prassi più o meno consolidate o all'orientamento, anche giurisprudenziale, più o meno prevalente.

Anzi, questo tema risulta squisitamente politico nell'accezione della responsabilità politica che i consiglieri e la Giunta si assumono.
Infatti ricordo a tutti le contestazioni pubbliche promosse dal Sindaco di Treviso tramite dichiarazioni ai media e quelle avanzate da esponenti regionali del PD anche in Consiglio regionale, ricordo a tutti anche il ricorso in Corte costituzionale presentato dal Governo nazionale contro la legge regionale veneta sul cosiddetto "Piano casa ter", il ricorso al Consiglio di Stato del Comune di Asiago contro la pronuncia del TAR Veneto avverso la deliberazione comunale di disapplicazione del "Piano casa ter" e altri esempi si potrebbero citare.

Infine ricordo l'atto politico più significativo e cioè l'atto approvato dal Consiglio comunale di Treviso nella seduta del 26 febbraio 2014 in cui si afferma che il Piano casa ter è ritenuto "gravemente lesivo delle competenze dei comuni" e che la scelta regionale compiuta con il Piano casa ter "sia da reputarsi illegittima" costituzionalmente. Se questo è stato scritto in un atto ufficiale e votato favorevolmente dal Sindaco di Treviso e da 22 consiglieri comunali su 28 persone presenti e votanti, qualche margine di discrezionalità il Comune di Treviso lo sta utilizzando per dare il via libera a questa operazione o, quantomeno, per avallare più o meno esplicitamente l'inevitabilità dell'operazione anche qualora fosse promossa su esclusiva iniziativa privata.

Concentrandosi sulla questione dell'ampliamento volumetrico, inoltre, è pacifico che la presenza di un limite massimo non implichi necessariamente che tale massimo debba sempre e comunque essere concesso. Nello specifico, sia il parere legale della società proponente, sia il testo della Deliberazione evidenziano il margine di discrezionalità dell'interpretazione della norma che, è bene ricordarlo, anche qualora si volesse applicare senza discussioni la L.R. 14/2009, come modificata da ultimo nel 2013 ("Piano casa ter"), prevede il rispetto dei limiti di cui all'art. 8 del DM 1444/68 che, appunto, sono limiti massimi. Peraltro, al riguardo, viene in aiuto il PRG e il grado di protezione 4 che grava sull'immobile e che richiama la necessità di tendere al recupero morfologico esterno: recupero che non è scontato sia compatibile con una sopraelevazione di due piani o con le altre modifiche prospettate.
Tanto è vero che, ancora una volta, il testo della proposta di Deliberazione afferma che la accettabilità dell'intervento è basata su "valutazioni tecniche svolte dagli uffici, vista la connotazione del lotto di proprietà e le caratteristiche degli edifici circostanti di carattere storico-artistico". Valutazioni certamente legittime ma che, ancora una volta, rientrano nella discrezionalità tecnica e amministrativa dell'Ente per quanto supportate da un parere legale di parte della società proponente.

In merito all'ampliamento volumetrico, inoltre, non va dimenticata la possibilità di riconoscimento del credito edilizio a fronte delle norme tecniche di attuazione del PAT già adottato e che potrebbero essere ritenute già efficaci in regime di salvaguardia.

Valutazioni, pertanto, discrezionali, tutte legittime e differenti solo sul piano delle valutazioni tecnico amministrative e, in alcuni casi, eminentemente politiche. Valutazioni che richiedono un adeguato grado di consapevolezza e di cognizione in merito alle "convenienze" in gioco anche economiche per il privato e per la collettività che accetta una proposta in quanto la condivide o che rilascia l'autorizzazione a un intervento.

La quantificazione di un valore di oltre un milione di euro per 17 parcheggi ad uso pubblico, a esempio, lascia quanto meno sconcertati.

Concludendo, a dispetto di quanto ci vuole fare credere qualcuno, con questa deliberazione il Consiglio comunale sancisce molto di più della semplice constatazione che se ci portiamo a casa qualche sala pubblica e qualche parcheggio ci guadagniamo rispetto al non avere nulla.

Con quello che a me non sembra certo indiscutibile o pacifico, si passa da un'ipotetica necessità di una variante urbanistica per l'insediamento di una media struttura di vendita al considerare il progetto presentato pienamente conforme a ogni dettato normativo e, addirittura, si dipinge come obbligato e inevitabile l'assenso del Comune a quanto proposto, quasi esattamente per come proposto.

In tale contesto la previsione della parete a verde appare del tutto velleitaria a fronte di un'ipotesi di realizzazione di due piani interrati in una zona caratterizzata dalla presenza di una falda idrica a minima profondità dal piano campagna e a fronte di numerose osservazioni al PAT, orientate alla tutela dell'equilibrio idrologico e idrogeologico della città, in cui si erano proposti seri requisiti per simili interventi; osservazioni che in sede di Commissione urbanistica sono state evidenziate come meritevoli di considerazione da numerosi commissari, anche di maggioranza.

Per rendere meglio il concetto: con questa Deliberazione si consente a un soggetto privato di realizzare oltre 20.000 metri cubi di appartamenti e 1.000 metri quadrati di superficie commerciale a poche centinaia di metri dal Duomo di Treviso. E questo assenso, lo ripeto, non è né scontato né obbligato, ma rientra nella potestà del Comune concederlo in questa forma.

Perciò, con questo atto, detta concessione diventa piena responsabilità dei consiglieri comunali che voteranno favorevolmente.
Al di là di successivi schemi di convenzione e quant'altro che tratteranno i dettagli dell'operazione perché il testo della Deliberazione già reca in sé tutte le valutazioni di ordine tecnico e amministrativo che determineranno l'esito dell'intervento. Se già oggi appare inevitabile il rilascio dei permessi richiesti ancora di più obbligato sarà l'esito una volta approvata questa deliberazione anche nell'eventualità che si lasciasse interamente all'iniziativa privata la definizione dell'opera.

Paolo Degiampietro presenta: "Con le mie mani" di Mirco Venzo

Paolo Degiampietro
 La mostra accessibile dal 14 al 16 novembre presso in-OFFICINA a Villorba è stata introdotta da Scarabello Gastone, uno dei maestri del fotoreporter Paolo di Giampietro.

"Foto semplici, che non cercano di strappare lacrime. Scatti di chi vuol raccontare senza generare drammi, fatte da chi “si sporca le mani”, ovvero da chi prima di fotografare s’inserisce nell'ambiente che vuole documentare, conoscendo i protagonisti e dialogando con loro…”

Tutta la mostra è un modo per portare i visitatori a conoscere il problema dei “bambini lavoratori” che sono i protagonisti delle foto.

In effetti, oltre a osservare gli scatti, tutti in Bianco e Nero da pellicola 136 mm (anche se alla nostra vista appaiono copie digitalizzate degli originali) è molto importante leggere le didascalie che sono parte integrante dell’esposizione.

“Dal 2002 faccio parte dell’associazione Nats come volontario e cerco di dare loro una speranza” afferma il reporter con voce rotta dall'emozione.

Nella chiacchierata avuta prima delle dichiarazioni ufficiali, Paolo mi spiegava che la sua associazione vuole render legale il lavoro minorile che molte altre associazioni al contrario vorrebbero abolire del tutto. “Mirco, in molte realtà dell’America meridionale questo significa portare alla morte migliaia di persone. Dove la madre ha a carico 5/7 bambini, con il padre assente che si sta ubriacando in qualche bar, se non sono i bambini a contribuire al sostentamento dei fratellini, la madre da sola non ce la può fare!”.

Questi bambini lavoratori si stanno organizzando in una specie di sindacato da loro stessi autogestito per individuare condizioni di lavoro adeguate alla loro età.

Fare agende o centrini che poi saranno venduti nei mercati solidali, è di gran lunga preferibile rispetto al razzolare tra i rifiuti di notte, (perché di giorno la polizia li picchia e li allontana), o di finire a svendersi nelle strade.

In sintesi, Nats sostiene che il lavoro minorile, se regolamentato, è il male minore tra le opzioni praticabili.

A rilanciare con forza questo tema ora c’è anche il presidente della Bolivia, Juan Evo Morales che fu anche lui un bambino lavoratore e meglio di chiunque altro conosce la questione nei suoi molteplici risvolti.

Molte foto di Degiampietro vedono l’utilizzo del grandangolo, i due obiettivi più usati dal reporter sono il 21 mm e il 35 mm.

I due lavori presentati sono stati realizzati in Colombia e in Sierra Leone.

La cosa più brutta è vedere i bambini con gli occhi spenti!” ovvero con lo sguardo di chi non ha più né fiducia né speranza. “Al contrario la cosa più bella è la loro energia! Io stesso, lo ammetto, li sfrutto! La loro carica mi rigenera e mi trasmette entusiasmo!”

In-OFFICINA è uno spazio atipico, decisamente gradevole, che ha saputo creare un’atmosfera particolare.

A perfezionare il tutto c’è stato il ricco buffet da dove nel finale è uscito pure qualche piatto di pasta e fagioli.

Attorno a me ho colto solo sguardi soddisfatti ed interessati.

Testo e fotografie di Mirco Venzo

Un'immagine dell'esposizione




sabato 15 novembre 2014

Recupero della ex Provincia in centro a #Treviso, chi ci guadagna?

Il Gazzettino di Treviso 13-11-2014
Come promesso vi anticipo alcune delle mie perplessità sulla proposta della società Numeria di "riqualificazione" dello stabile della ex Provincia in viale Cesare Battisti, a poche centinaia di metri dal Duomo di Treviso.

Innanzitutto condivido buona parte di quanto ha espresso Sandro Zampese, capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale.

A proposito di beneficio pubblico è interessante anche quanto propone Maristella Caldato, consigliera comunale del PD.

A ciò aggiungo e vi propongo questa riflessione.

Il prof. Roberto Camagni del Politecnico di Milano, che abbiamo invitato in commissione consiliare a Treviso, ci ha mostrato che nella cosiddetta "urbanistica contrattata" è essenziale che l'Ente pubblico faccia una valutazione precisa e affidabile degli aspetti economici e sociali in gioco.

Ma senza le informazioni che si citano in questo articolo e, quindi, senza una valutazione tecnico-economica circostanziata e precisa da parte del Comune, come si può stabilire e scrivere in una Deliberazione del Consiglio comunale che sussistono l'interesse e il beneficio pubblico?

Il rischio che vedo io è che si stenda un tappeto rosso alla costruzione di appartamenti e locali commerciali a un tiro di schioppo dal Duomo di Treviso, il cui valore sul mercato possiamo solo immaginare, senza avere vantaggi di corrispondente importanza per la collettività.

Ma temo che questo rischio sia per molti irrilevante, tanto che giungeremo, senza tentennamenti, al voto favorevole da parte della maggioranza nel prossimo consiglio comunale di fine novembre.

#Treviso: centri commerciali in centro, il caso Numeria

La Tribuna, 14-11-2014
Ricordate il destino di Cassandra di cui ho già scritto in più occasioni?

Questo articolo tratta della proposta di intervento edilizio sull'ex Provincia vicino a Piazza del Duomo di cui vi scriverò in un altro post.

Ma quello che vi faccio notare qui è una delle frasi alla fine: sull'insediamento di "medie strutture commerciali" in centro storico.
Certamente io non avevo considerato "innocente" la variante al PRG approvata nel Consiglio comunale del 25 luglio scorso. Ve ne ho scritto e, a pagina 153 del verbale della seduta, trovate la trascrizione di quanto ho detto nel mio intervento.
Peccato che quel giorno molti non mi abbiano ascoltato... infatti l'unico voto contrario è stato il mio.

Perciò comincio a chiedermi: non capiscono quello che votano o sono perfettamente consapevoli?

Non so quale sia l'alternativa peggiore...

giovedì 6 novembre 2014

La Banca Centrale Europea e la questione democratica, incontro pubblico

Dopo gli eventi da noi organizzati durante i quali abbiamo potuto conoscere di persona il prof. Francesco Morosini e apprezzarne il valore e la competenza, ricordando il tema affrontato durante il dibattito sull'euro che abbiamo tenuto a maggio scorso, vi segnaliamo questa interessante occasione pubblica di "Lezioni dal Campus":

mercoledì 19 novembre alle ore 16,
nell'ambito del corso di Istituzioni di Diritto Pubblico dell'Università Ca' Foscari,

"La Banca Centrale Europea e la questione democratica"

Auditorium Santa Croce,
Piazza della Dogana, Quartiere Latino, Treviso

mercoledì 5 novembre 2014

Enzo Comin e Fabio Roncato al TRA - Treviso Ricerca ARTe

di Venzo Mirco



Il 29 ottobre al TRA di Treviso ospitati da Chiara Casarin per trattare il tema “L’attesa/la paura” erano presenti Enzo Comin e Fabio Roncato.
Il primo opera su un terreno riconducibile alla fotografia.
Nel primo lavoro presenta delle immagini che testimoniano la ricostruzione dei cantieri navali di Monfalcone all’indomani della seconda guerra mondiale (15/10/1945).
Le immagini estrapolate da vecchie foto d’archivio sono rielaborate e riproposte su delle tele da quadro che il padre pittore non aveva utilizzato.
“Il messaggio che voglio trasmettere è di positività: così come al termine dei bombardamenti gli operai del cantieri si son rimboccati le maniche e si son messi a ricostruire, così si potrà e si deve fare oggi per uscire da questa crisi economica!”
Enzo ci spiega che il lavoro CANT_IERI lo considera adatto a trattare il tema dell’attesa perché questo sentimento appare a più riprese.
Le tele preparate del padre hanno aspettato lustri prima di poter diventare opera d’arte, e questa è una prima “attesa”.
L’operazione di trasferimento delle immagini dai supporti fotografici alle tele han richiesto parecchio tempo causa la tecnica utilizzata, generando nell’artista “attesa” di settimane prima di poter visionare il risultato ottenuto.
Attesa mista a paura; sempre in questo caso vi è il rischio dopo aver aspettato di vedere un risultato insoddisfacente.
E l’ultima “attesa” è forse la più importante: quella legata alla ricostruzione odierna che è lo spunto cardine del progetto.
E’ un auspicio, ma a quanto pare questa ricostruzione socio economica deve ancora iniziare… insomma: l’attesa continua!
Enzo propone poi un secondo lavoro affine al primo ma ambientato a Erevan, capitale dell’Armenia.
Sono delle immagini ottenute sovrapponendo scatti del passato a scatti attuali.
Il lavoro cerca di mettere in relazione anche l’evoluzione urbana della capitale che sta vivendo una rivoluzione singolare.
Gli enormi palazzi popolari anonimi e grigi, realizzati al tempo del regime comunista sono sostituiti da nuovi palazzi che paiono molto simili a qulli che dovrebbero sostituire.
L’artista non lo dice apertamente, ma riesce a far parlare le immagini che propone al pubblico di TRA: se la popolazione armena aspettava con speranza unita a grandi aspettative una mutazione, questo cambiamento pare esser avvenuto.
Il regime comunista è stato sostituito da un altro sistema socio economico e anche fisicamente si vede mutare la città, le nuove costruzioni nascono come funghi e vanno a sostituire le vecchie.
E però questo cambiamento esprime in modo chiaro delle incongruenze molto forti: stanno crescendo non solo il numero di nuove palazzine, ma anche il numero di abitazioni sfitte e il numero di “senza tetto”.
Qualcosa pare non funzionare nel nuovo sistema socio economico e molti armeni (non tutti, vi è spaccatura su questo punto) oltre a dover prorogare l’attesa per vedere il loro mondo cambiare in meglio, iniziano veder crescere il sentimento della paura.
Come segnalato da uno del pubblico, pare addirittura che i vecchi caseggiati siano preferibili a quelli di nuova costruzione.
Le immagini proposte “raccontano” che le vecchie strutture sono abitate e quindi “vive” mentre le nuove sono per lo più disabitate, cattedrali nel deserto: sono nate “morte”.
Non solo le case “vive” erano case di tutti, mentre le case nuove sono case solo di pochi privati molto abbienti che stoccano nell’immobiliare le loro eccedenze di denaro aventi chissà quali provenienza.
Comin si congeda raccontando l’esperienza di una vecchietta che non usciva mai di casa per evitare che questa le venisse abbattuta durante la sua assenza.
L’abitazione era stata acquistata si presume da qualche gruppo finanziario privato e come per il resto della città, l’obiettivo era abbatterla per sostituirla con nuovi palazzi.
Un bel giorno l’anziana signora esce per acquistare qualcosa da mangiare e al rientro vede che la “sua” abitazione è stata abbattuta.
Non regge al colpo ed il suo cuore cede: infarto!
Il racconto prevede anche una beffa finale: nella cultura religiosa del luogo i funerali si celebrano in casa, quella casa che le era stata tolta, così anche l’estermo saluto è stato di second’ordine, trattata come vengono trattati i senza tetto.
Dal lavoro di Comin si evince che i nuovi palazzi che sostituiscono i vecchi rimangono disabitati perché molti armeni, come nel caso della vecchietta, non possono permettersi di pagare l’affitto o meglio di acquistare le nuove abitazioni.
A questo porta la modernità che si sta realizzando giorno dopo giorno in Armenia, a conferma che le paure di molti abitanti del luogo sono concrete e che la loro attesa di un futuro roseo è tutt’altro che terminata!
Fabio Roncato, il secondo artista presente al TRA presenta due lavori molto diversi da quelli del collega, il primo che descrive nasce per essere proposto in un museo.
“Il museo è il luogo che racconta le strategie che le varie specie han elaborato per sopravvivere” ma che ora non ci son più… “In questo teatro mi pareva interessante proporre un evento estremamente drammatico, come la morte di una stella”.
L’opera consiste in un treppiede collocato sopra una piastra riscaldata.
Lo strumento termina con uno smartphone a sua volta connesso con un laboratorio spaziale australiano dove un telescopio mette a fuoco una nebulosa.
In definitiva nel piccolo display del cellulare, l’utente vede l’immagine della stella che muore…
A cosa serve la piastra riscaldata alla base della struttura?
In questa piastra vi è un mix di oli essenziali aventi aroma di incenso, quello che nella cultura cattolica si usa quando ci sono i funerali.
Chi si avvicina all’opera viene per tanto investito anche da una sensazione olfattiva che lo stimola nella direzione voluta dall’artista, riconducibile alle cerimonie funebri.

La stella che esplode, evento traumatico, lancia nell’universo un’infinità di atomi, e sono quelli che a noi permettono di vivere.
L’attesa è quella che ha dovuto compiere la stella che oggi è messa a fuoco dal telescopio australiano per esser osservata.
Un’attesa lontanissima da noi sia in termini di spazio che di tempo.
Oggi stiamo assistendo ad un evento che “laggiù” ad anni luce di distanza, si è già concluso!

Anche il secondo lavoro presentato da Fabio prevede l’utilizzo di un attrezzatura estremamente sofisticata: una strumento che riesce a percepire le micro vibrazioni sempre presenti, nel terreno: il tromino.
Le vibrazioni rispondono al tipo di conformazione del terreno, va da se che se in un area c’è stata della movimentazione del terreno per opera dell’azione umana, le vibrazioni rilevate dalla macchina saranno di tipo diverso dei terreni dove tale azione non è stata posta in essere.
L’artista trasformando le differenti vibrazioni in differenti ritmi trasmessi ad un tamburo riesce a dar voce alla terra che può raccontare la sua storia.
Una storia che aspetta di esser raccontata ed ascoltata da molto tempo.
Ecco perché questo lavoro rientra nel tema dell’attesa.
L’artista pensa di far esordire questo meccanismo nella zona del Montello dove l’analisi delle mappe militari di allora parlano di importante azione antropica, realizzata proprio a fini bellici.
Fabio immagina che i rumori (suoni) generati dal tamburo connesso allo strumento geologico daranno voce alla sofferenza dei soldati che rimasero segregati nelle trincee dove molti di loro trovarono anche la morte.
Per evidenziare questo aspetto tragico, l’artista vuole realizzare i tamburi che emetteranno tali suoni in pelle di agnello, da sempre animale sacrificale.

La Casarin riferendosi ai lavori di Fabio Roncato evidenzia come la figura del artista stia cambiando: alle opere tradizionali del pittore o dello scultore che con le sue mani cercava di trasmettere delle sensazioni, emozioni, si sostituisce un Fabio Roncato che usa strumenti appartenenti al mondo tecnologico, per trovare elementi poetici la dove uno non si immagina ci possano essere: la morte di una stella avvenuta lontanissimo da noi, in un tempo remoto, il “canto” del terreno che oggi può finalmente piangere gli eventi avvenuti un secolo fa.
La Chiara evidenzia in oltre come Fabio abbia sfruttato un senso, l’olfatto per corredare il suo primo lavoro, e come utilizzi un altro senso, l’udito per dar forza al secondo.

Verso fine serata una donna del pubblico ha sottolineato come gli artisti convocati al TRA dalla curatrice diano molto spazio nella loro opera al misticismo e alla filosofia: “Questo nostro mondo ha davvero bisogno di idee!”.

Mirco Venzo

Stati generali della città di #Treviso: era ora! Ma come saranno?

In campagna elettorale, tra aprile e maggio 2013, alla domanda: "qual è la prima cosa che farebbe da Sindaco" risposi in più occasioni "gli Stati Generali della città di Treviso".

Ebbene, a quasi un anno e mezzo dall'insediamento, il Sindaco attualmente in carica si è deciso a compiere questa scelta

Era ora!

Mi resta più di qualche perplessità sul metodo, però.

Leggo di tavoli tematici già avviati. Essendo anche cittadino di Treviso, oltre che consigliere di minoranza, mi chiedo chi sia stato coinvolto in questi tavoli: qualche volontario politico forse? 

Infatti se ai tavoli non si fanno partecipare i cittadini è inutile vantarsi di sondaggi on-line e simili amenità spacciandole per reale partecipazione.

Da che mi raccontano anche l'incontro preparatorio al forum dell'ambiente è stato un'occasione mancata
Della nostra proposta in merito e di come intendiamo debbano svolgersi queste occasioni ho già scritto.

Speriamo che dopo la profonda delusione sull'operazione della "finta" pedonalizzazione, il futuro ci riservi qualche sorpresa positiva dalla "nuova" Amministrazione di Treviso...

martedì 4 novembre 2014

Approvata una delibera di Giunta che promuove l'uso delle auto elettriche a #Treviso

Posteggio per auto elettriche
Lo scorso 7 ottobre la Giunta Comunale di Treviso ha approvato una delibera che renderà più facile e agevole l'accesso e la sosta delle auto elettriche all'interno del centro storico di Treviso.
Le auto totalmente elettriche avranno diritto alla sosta gratuita sulle strisce blu in tutto il centro storico e potranno sostare senza passare dai parcometri fino al 31.12.2015. Si tratta di uno dei passi che porteranno ad ulteriori vantaggi per questo tipo di mezzi non inquinanti.
Si sta, perciò, concretizzando nei fatti l'ordine del giorno da me presentato durante il Consiglio Comunale del 31 Marzo 2014 di cui ho dato conto qui. Trovate il testo dell'ordine del giorno qui.
Ho avuto inoltre notizia che stanno per essere attivate tre colonnine di ricarica per i veicoli elettrici all'interno del centro storico. Vi terrò aggiornati!


lunedì 3 novembre 2014

Gestione dei #rifiuti a #Treviso: chi comanda?

Chi comanda chi e che cosa a Treviso?
Ho già fatto qualche precisazione su dati della gestione dei rifiuti in un altro post.

Oggi vi racconto quanto ho denunciato in Consiglio comunale mercoledì 29 ottobre.

Si tratta di una vicenda che ritengo molto grave.

Un cittadino di Treviso ha richiesto a Contarina, fin dal primo tentativo di consegna, la possibilità di utilizzare i bidoni più piccoli, da 30 litri, invece di quelli standard da 120 litri, per la raccolta differenziata. Vive solo e in un appartamento molto piccolo, senza cantina e garage e produce quantità minime di rifiuti essendo molto spesso fuori casa.

Gli è stato risposto di no. I bidoni piccoli gli sono stati negati.

Dopo le prime risposte negative (visto che fatto più di un tentativo con Contarina) questo cittadino si è rivolto al Comune di Treviso.
Ebbene un Dirigente del Comune ha valutato la sua situazione e chiesto al Consorzio di Comuni Priula, di cui Treviso fa parte, e a Contarina Spa, che per conto del consorzio gestisce il sistema di raccolta dei rifiuti, di accogliere la richiesta di bidoni piccoli:


Nonostante ciò Contarina, rispondendo al cittadino in questione e non al dirigente comunale che ha fatto formale richiesta scritta, ha nuovamente rifiutato di consegnare i bidoni più piccoli:



La gravità della situazione sta nel fatto che Contarina gestisce la raccolta dei rifiuti per conto del Comune, e dunque dei Trevigiani. Tra l'altro è una società di un consorzio di comuni (Priula) tra cui quello di Treviso a cui il servizio è stato affidato senza alcuna gara pubblica.
Quindi è assurdo che Contarina ignori un'indicazione così esplicita da parte di un Dirigente del Comune a cui "indirettamente" appartiene.

E non voglio nemmeno ipotizzare che questa vicenda possa fare sorgere dubbi sulla legittimità della gestione perché getterebbe ombre sulla sussistenza del cosiddetto "controllo analogo" da parte del Comune di Treviso su Contarina Spa.

Ricordo che un Ente locale può affidare, senza alcuna gara, un servizio così importante solo mediante il cosiddetto in house providing cioè, per semplificare, solo a una società che agisce come fosse l'Ente locale direttamente a gestire il servizio.

La questione è certamente complessa.

Ma se un Dirigente di un comune non ha titolo a dare indicazione su come gestire il servizio sul territorio di quel comune, chi ha il controllo? Sicuramente non lo hanno i cittadini...
Siamo messi proprio bene!